CATEGORIE

Alluvione Romagna, da Intesa Sp quattro milioni per ripartire

di TMNews giovedì 5 febbraio 2026
2' di lettura

Bologna, 6 feb. (askanews) - Quattro milioni di euro per ricucire lo strappo tra la Romagna e l'acqua. Il tesoretto, messo in campo da Intesa Sanpaolo attraverso la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è diviso a metà: due milioni per le comunità colpite, due per progettare la sicurezza di domani. "La fondazione - spiega il presidente Maurizio Gardini - non ha fatto mancare il suo apporto importante a seguito dell'alluvione in Romagna. Interventi diretti e con le nostre risorse, ma anche interventi con risorse che altri enti ci hanno affidato a cominciare da Intesa Sanpaolo proprio per venire incontro alle prime esigenze".

Quattrocentomila euro per il Teatro Rossini di Lugo, 500mila per la ciclabile del Savio a Cesena, mezzo milione alle famiglie di Faenza e 100mila euro per una nuova sede scout a Forlì. Alla presentazione del bilancio, anche il commissario per la ricostruzione, Fabrizio Curcio, e il consigliere d'amministrazione di Intesa Sanpaolo, Paolo Grandi. "Le radici di Intesa Sanpaolo - ricorda Grandi - sono radici che ancora adesso affondano nei territori delle regioni italiane. Quindi quando accadono eventi come quelli che hanno purtroppo interessato quest'area, siamo presenti, lo siamo con molta molta attenzione e soprattutto cercando di essere concreti".

I restanti 2 milioni finanziano studi e progettazioni per domare i fiumi: 600mila euro ciascuno ai bacini del Montone, del Ronco e del Savio per nuove aree di espansione a monte delle città. "Nei giorni tragici delle alluvioni del 2023 - spiega il presidente della Regione, Michele de Pascale - ci fu impegno a sostenere, a finanziare anche progetti per la messa in sicurezza del territorio. Il governo ha stanziato risorse per le opere di prevenzione, ma dal 2027, grazie anche a queste risorse della Fondazione, noi saremo in grado di anticipare tutte le progettazioni e poter essere immediatamente pronti a partire per spenderle".

tag

Ti potrebbero interessare

"Good boy", cura e manipolazione con Stephen Graham di "Adolescence"

Roma, 5 mar. (askanews) - Dopo essere stato applaudito alla Festa di Roma e al Festival di Toronto "Good boy" di Jan Komasa arriva dal 6 marzo nei cinema italiani. Il regista polacco, candidato all'Oscar per "Corpus Christi", questa volta ambienta il suo thriller intenso e inquietante in un'isolata villa inglese, dove un teppista diciannovenne viene rinchiuso dopo essere stato rapito.

Il ragazzo arrogante e violento interpretato da Anson Boon si ritrova legato nel seminterrato della casa dove un uomo, con la complicità di sua moglie, vuole trasformarlo in un "bravo ragazzo". Tutti i personaggi sembrano non sapere distinguere la realtà dalla finzione, ciò che è lecito e ciò che non lo è, non sembrano in grado di gestire disagi e emozioni. E ad interpretare quel padre che mette in atto un perverso tentativo di manipolazione ma allo stesso tempo offre cura e cerca amore, c'è Stephen Graham, ideatore e interprete di "Adolescence".

"Stephen Graham ha interpretato quel ruolo un anno dopo quello nel nostro film, perché forse i temi toccati fanno parte dello spirito dei tempi. - ha spiegato Komasa - E' la realtà che ci spinge a trattarli. Credo che il personaggio di Graham testimoni quanto è difficile oggi creare legami, relazioni, in un mondo in cui tutti parlano e nessuno ascolta".

"Good boy" è un thriller originale, una fiaba dark che solleva domande scomode sulla verità, la libertà, i pericoli della cura, la manipolazione. "Mi piace raccontare storie in cui i personaggi mentono: la verità è un ottimo materiale che regista e attori trasformano. - ha detto il regista - Per quanto riguarda la manipolazione, credo che sia una cosa che viene usata da sempre, un modo per sopravvivere, soprattutto nel mio Paese, la Polonia. Siamo il crocevia di tante culture diverse, al centro dell'Europa, siamo come un corridoio, dobbiamo essere capaci di parlare con tutti e abbiamo dovuto imparare l'arte della manipolazione per sopravvivere".

TMNews

Roberto Vannacci traccia i contorni di Futuro Nazionale

Roma, 5 mar. (askanews) - Contatti seppure "sporadici" con il mondo dei Maga, intenzione di partecipare a qualche evento che ruota intorno all'area trumpiana, nessun legame con Putin nonostante le ottime relazioni intessute con Mosca quando ricopriva l'incarico di addetto per la Difesa alle ambasciate di Russia, Bielorussia, Armenia, Turkmenistan. Posizione chiara sulla guerra in Ucraina: si risolve accettando le condizioni della Russia. Roberto Vannacci traccia i contorni di Futuro Nazionale rispondendo per due ore alle domande dei corrispondenti stranieri a Roma, russi compresi, nella sede della stampa estera a Palazzo Grazioli.

Due ore di conferenza nonostante una sala non gremita anche perché in contemporanea alla Camera ci sono le comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani sugli aiuti italiani ai paesi del Golfo nel mirino dell'Iran dopo l'attacco di Usa e Israele a Teheran. È tanta la curiosità dei corrispondenti verso l'europarlamentare eletto con la Lega di Matteo Salvini con più di 500mila preferenze e poi uscito per fondare un partito tutto suo che in Europa è già andato più a destra di tutti i partiti del centrodestra italiano aderendo al gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, lo stesso di Afd. L'ex generale annuncia che "il primo vagito di Futuro Nazionale sarà con l'assemblea costituente di giugno, probabilmente a Roma". In quell'occasione sarà presentato il programma. Il partito punta ai delusi dal governo Meloni che ha "tradito" e "infranto" alcuni "baluardi" della destra (ad esempio introducendo il nuovo reato di femminicidio o invitando Francesca Pascale) ma i partiti dell'attuale maggioranza restano "l'interlocutore naturale".

Ma è sulla politica estera che piovono domande. Quella su "dove ci ha portato la guerra in Ucraina, quale è il bilancio adesso e cosa può fare l'Europa" arriva dal corrispondente dell'agenzia russa Ria. Vannacci ribadisce che "la guerra in Ucraina ci ha portato a un disastro e chi ne paga le conseguenze sono gli ucraini e poi gli europei" e che "la pace giusta non è mai esistita: nella storia dell'umanità ho sempre visto la pace del vincitore". Ricorda che "oggi quasi il 20% del territorio ucraino è conquistato dai russi" quindi "bisogna accettare le condizioni russe". Ne snocciola tre da cui secondo il suo parere deve partire il tavolo negoziale: "la neutralità ucraina, non rinunciare ai territori conquistati militarmente, non dislocare in Ucraina i sistemi Nato". È lo stesso giornalista russo a chiedere cosa ne pensa l'ex generale della decisione del Cio di ammettere gli atleti russi alle paralimpiadi Milano-Cortina: "Sempre detto - risponde Vannacci - che sport e cultura dovrebbero rimanere fuori dalla politica, le Olimpiadi sono nate per far interrompere le guerre".

Interpellato sui suoi presunti legami con la Russia, l'europarlamentare le bolla come "farloccherie" della sinistra. E chiarisce: "Non sono filo-russo, non mi paga Putin, non ho la villa in Crimea. Le accuse di essere filoputinista mi fanno ridere, qualcuno ci campa, lo faccia, non mi disturba più di tanto". Vannacci spiega di aver "svolto al meglio" la funzione di addetto alla difesa che è quella "di avere relazioni col paese che ti ospita altrimenti me ne sarei stato a casa mia, è chiaro che avevo intessuto ottime relazioni. Era il mio lavoro. Dire che visto che avevo ottime relazioni con i russi sono filo russo è una narrativa infantile".

La corrispondente dell'agenzia Tass si presenta ricordando all'ex generale di aver avanzato diverse richieste di intervista. Poi gli chiede se alle prossime elezioni pensa di far parte della coalizione di centrodestra "e magari anche di migliorarla" sottolineando come abbiano "cose in comune ma anche divergenze ad esempio sulla crisi ucraina". È l'occasione per Vannacci di ribadire che "il supporto incondizionato in termini di armi ed economia all'Ucraina non porta bene all'Europa e che è meglio una sconfitta oggi che una disfatta domani. Vorrei portare questo pragmatismo all'iterno della coalizione".

TMNews

Deloitte ottiene certificazione ESCo e amplia servizi per l'energia

Rimini, 5 mar. (askanews) - Per la prima volta una grande realtà di servizi professionali alle imprese ottiene la certificazione di Energy Service Company. Un passaggio che amplia il perimetro di ciò che Deloitte Climate & Sustainability può offrire ai propri clienti. Con la certificazione ESCo, Deloitte formalizza e accredita le competenze già acquisite nella progettazione e gestione di interventi energetici, aprendo anche l'accesso agli incentivi pubblici. "Deloitte da diversi anni - ha detto Piercarlo Smith, director Deloitte Climate & Sustainability - offre servizi in ambito energy. Quest'anno abbiamo voluto valorizzare le competenze e l'esperienza acquisita negli anni certificandoci come Esco. Questo ci permette di essere più vicini ai bisogni concreti quotidiani delle aziende che oggi soffrono soprattutto del costo elevato dell'energia, specialmente quando competono in contesti europei ed internazionali".

In uno scenario di prezzi volatili e margini sotto pressione, efficienza energetica e decarbonizzazione diventano, secondo Deloitte, l'investimento capace di produrre un doppio risultato. "I nostri dati ci dicono chiaramente che che la competitività oggi passa da una formula molto chiara. La formula è: 'Devo avere sufficienti margini per restare nel mercato e avere spazio di investimento; devo assolutamente decarbonizzare i miei processi perché oggi il mercato chiede prodotti a bassa impronta carbonica e devo innovare, quindi in poche parole contenere i costi, decarbonizzare, innovare. L'efficientamento energetico e la transizione energetica in generale sono l'unico vero win-win che oggi abbiamo, perché l'investimento in in transizione energetica permette sia di ridurre i costi sia di decarbonizzare e quindi con un solo investimento ottengo un duplice di risultato che va nella direzione della competitività"

In questo quadro entra anche l'intelligenza artificiale: come può aiutare un'azienda a consumare meno energia e gestire meglio i propri impianti? "Per poter prendere delle decisioni strategiche relative alla competitività delle aziende che oggi passa dal contenere i costi, dalla decarbonizzazione (perché il mercato chiede prodotti low carbon) e dall'innovazione serve raccogliere molti dati. I dati sono necessari per capire la situazione attuale dell'azienda e individuare le soluzioni più adatte per efficientare e ottimizzare i processi", ci ha risposto Smith.

Deloitte Climate & Sustainability è presente a KEY - The Energy Transition Expo 2026 con uno stand e una serie di workshop dedicati all'integrazione tra transizione energetica e innovazione tecnologica.

TMNews

Epstein, citata in giudizio procuratrice Bondi su gestione files

Roma, 5 mar. (askanews) - La Commissione di vigilanza della Camera dei rappresentanti Usa, guidata dai repubblicani, ha votato per citare in giudizio la procuratrice generale Pam Bondi affinché testimoni sulla gestione da parte del dipartimento dei documenti relativi a Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. La mozione per citare in giudizio Bondi è stata approvata con 24 voti favorevoli e 19 contrari, con sostegno bipartisan, scrivono i media americani.

Mercoledì 4 marzo il dipartimento ha riconosciuto che decine di migliaia di file di Epstein sono "offline" mentre sostiene di occuparsi di questioni di redazione e privacy.

"Il procuratore generale Bondi sostiene che il Dipartimento di Giustizia ha reso pubblici tutti i file di Epstein. I fatti sono chiari: non è così", ha scritto su X la deputata repubblicana Nancy Mace, tra i sostenitori della richiesta.

"So che Bondi ha testimoniato davanti alla Commissione Giudiziaria, ma non davanti a me o al Comitato di Vigilanza. Devo andare a fondo di questa questione per gli altri sopravvissuti di Jeffrey Epstein", ha detto Mace ai giornalisti dopo il voto.

I Democratici al Congresso degli Stati Uniti hanno pubblicato a dicembre foto e video che mostrano la lussuosa residenza a Little St. James, l'isola privata delle Isole Vergini americane, dove Epstein, avrebbe costretto ragazze minorenni ad avere rapporti sessuali con uomini potenti. Le immagini girate nel 2020, un anno dopo la morte in carcere di Epstein, restituiscono un quadro inquietante dell'ex nascondiglio caraibico del miliardario. Obiettivo ribadito più volte dai dem, e condiviso anche da una parte del popolo MAGA, è aumentare la pressione sull'amministrazione Trump affinché rispetti l'obbligo di pubblicare tutti i files, come prevede l'Epstein Files Transparency Act (EFTA), che il presidente Usa ha promulgato a novembre 2025 e che prevedeva che tutti i documenti fossero resi pubblici entro 30 giorni (con alcune eccezioni). Il vice procuratore generale Todd Blanche ha annunciato la pubblicazione di 3 milioni di pagine di fascicoli alla fine di gennaio, affermando tuttavia che il dipartimento ne avrebbe trattenuti circa altri 3 milioni.

TMNews