Bologna, 9 feb. (askanews) - Se la poesia ha uno spazio nella nostra vita e nel nostro immaginario contemporaneo in qualche modo è anche merito di John Giorno, artista e performer newyorkese che intorno alla forza della parola ha costruito il proprio lavoro. Il MAMbo di Bologna gli dedica una mostra importante, che ha la forza di accogliere il visitatore e portarlo nello spazio, come dice lo stesso titolo, della parola performativa.
"La forza di questa mostra - ha detto ad askanews Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo - è che è una mostra in un museo in cui il vero protagonista è la poesia. John Giorno è impossibile definire. È un artista tuttotondo, un artista poliedrico che per tutta la vita ha ridefinito l'essenza stessa dell'essere artista. È stato un performer, stato un artista di arti visive, è un musicista, è stato un poeta. Questa mostra cerca di fare il punto su quella che è stata una delle personalità più influenti e importanti nel secondo dopoguerra fino alle nuove generazioni e lo fa partendo dalla parola performativa, da come John Giorno e il suo lavoro siano riusciti a far uscire la poesia dalla pagina e farla diventare qualcos'altro".
Il cuore della mostra è l'opera interattiva "Dial-A-Poem", sostanzialmente dei telefoni dai quali è possibile ascoltare la lettura di poesie fatta dagli stessi poeti. Un lavoro che ha cambiato la percezione del telefono e della relazione tra oggetti quotidiani e parola poetica. In occasione della mostra del MAMbo è nata anche la versione italiana: chiunque chiamando un numero telefonico dedicato potrà ascoltare le letture e le voci degli autori in italiano, ogni giorno e a qualunque ora.
"John - ha aggiunto Balbi - ha dimostrato che la poesia può essere tutta, può essere leggerezza, essere commozione, può essere attivismo, il suo pensiero, il suo lavoro che sono stati influenzati dalla filosofia, sono state molto influenzate dalla sua adesione al buddismo tibetano, ma sono state influenzate da un modo di pensare alla pratica artistica come supporto degli artisti per gli artisti della creazione di una comunità coerente in cui la poesia in musica, un verso su un dipinto potevano essere i fili conduttori".
La mostra al MAMbo è aperta al pubblico fino al 3 maggio.