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Striscione dei vannacciani davanti alla Camera: Stop soldi a Zelensky

di TMNews martedì 10 febbraio 2026
1' di lettura

Roma, 10 feb. (askanews) - "Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani". È lo striscione che i tre deputati di Futuro Nazionale Roberto Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo hanno esposto davanti a Montecitorio, dove oggi il governo ha posto la fiducia sul decreto Ucraina.

"Non rifiuteremmo aiuti umanitari al popolo se avessimo la certezza che quei soldi servissero davvero il popolo ucraino", ha spiegato Sasso. "Saremmo stati aperti anche a una riformulazione dell'emendmento se ci avessero detto 'togli la parte militare e lascia la parte degli aiuti alla popolazione civile'. Noi saremmo stati contenti perché pensiamo sia ora di conseguire la pace, anche in Ucraina non ne possono più di Zelensky, lo dicono i sondaggi di agenzie indipendenti. La pace conseguita oggi avrebbe condizioni migliori rispetto a quella raggiunta tra un anno o tra dieci anni", ha aggiunto Sasso.

"Esiste anche un'altra nazione europea di cui nessuno si occupa, occupata da una potenza straniera: Cipro dalla Turchia. Come mai non mandiamo gli aiuti umanitari e militari a Cipro? Stiamo parlando di due pesi e due misure", ha concluso il vannacciano.

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"Sarajevo Safari", in streaming il docu sui "cecchini da weekend"

Roma, 10 feb. (askanews) - Cittadini internazionali, ricchi "turisti", avrebbero pagato ingenti somme di denaro per avere l'opportunità di sparare ai civili nell'assedio di Sarajevo, durante la sanguinosa guerra civile nei Balcani nei primi anni '90: è questa la denuncia di "Sarajevo Safari". Il documentario del 2022 del regista sloveno Miran Zupanic, che ha svelato una delle storie più malvagie degli ultimi decenni - e ispirato inchieste giornalistiche e indagini giudiziarie oggi d'attualità - sarà da lunedì 16 febbraio disponibile in streaming su OpenDDB (tutte le informazioni sul sito: https://openddb.it/film/sarajevo-safari/).

Il "Safari" è una spedizione per osservare o cacciare animali nel loro habitat naturale. Non bastassero le difficili e traumatiche cronache e memorie di quel periodo, tra i molti episodi drammatici dell'assedio di Sarajevo dal 1992 al 1996, la storia di un "safari umano" è rimasta a lungo nascosta all'opinione pubblica. Solo pochi erano a conoscenza del fatto che, sul fronte serbo, all'assedio di Sarajevo partecipasse non solo l'Esercito Serbo-Bosniaco, insieme a volontari e mercenari, ma anche un altro piccolo gruppo clandestino. Si trattava di ricchi stranieri che pagavano cifre elevate per sparare contro gli abitanti della Sarajevo assediata (con un scioccante "listino prezzi" diverso a seconda della vittima), provenienti da vari paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Russia e Italia. I testimoni nel documentario - tra cui anche Edin Suba ic, ex agente dei servizi segreti dell'esercito bosniaco, oggi al centro delle cronache italiane - sostengono che l'operazione fosse logisticamente complessa: da Belgrado, i partecipanti sarebbero stati trasportati a Pale, con un elicottero dell'esercito jugoslavo o su strada, per essere poi condotti alle postazioni dei cecchini sulle colline circostanti, come nel quartiere di Grbavica, che era sotto il controllo dell'esercito serbo.

"Il film offre allo spettatore un'intuizione del male assoluto che si cela dietro le maschere dell'umanità e permette di entrare nel destino di persone la cui vita è stata irreversibilmente segnata dai colpi dei cecchini. Accanto alla loro sofferenza, il film aiuta anche a comprendere la loro saggezza e la forza della loro volontà di vivere", si legge nelle note di regia.

Miran Zupanic (classe 1961) si concentra nei suoi documentari sul destino degli individui nei momenti di svolta della storia del Novecento. "Run for Life" (1990) è il primo documentario sloveno dedicato a Goli Otok, la più dura prigione politica dell'ex Jugoslavia. "The Eyes of Bosnia" (1993) è stato girato durante la guerra in Bosnia-Erzegovina. "Kocbek, A Poet in the Abyss of History" (2004) racconta il percorso umano e intellettuale del poeta Edvard Kocbek. "Aufbiks!" (2006) ricostruisce i conflitti nazionali tra sloveni e tedeschi a Celje all'inizio del Novecento. "Children from Petricek Hill" (2007) raccoglie le testimonianze dei discendenti di presunti o reali collaborazionisti nazisti giustiziati alla fine della Seconda guerra mondiale, i cui figli furono internati nel campo di concentramento di Petricek. "My Friend Mujo" (2012) racconta la storia di Mujo Turajlic, che ha perso entrambe le braccia in un'esplosione ma continua a lavorare la terra e a mantenere la propria famiglia con uno spirito indomabile. "Sing Me a Song" (2018) è un ritratto complesso del musicista Vlado Kreslin e dei suoi diversi pubblici.

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Crosetto: "Fiducia del Governo su dl Ucraina non è fuga da crisi"

Roma, 10 feb. (askanews) - "Io non considero il tema di porre la fiducia un modo per scappare dalla discussione degli emendamenti. È molto più forte porre il tema della fiducia rispetto a una discussione a un voto sui singoli emendamenti perché obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire, su un tema politico così rilevante, che continuano ad appoggiare il governo. È un atto che dà ancora più forza". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, prendendo la parola nell'aula della Camera, durante l'esame del dl Ucraina.

"Secondo me - ha proseguito .- è un atto serio di posizionamento politico di una maggioranza e la serietà di questo atto è rappresentata dalla presenza mia. Per cui volevo darvi la motivazione reale" di questa fiducia. "Non è un modo per scappare da una crisi interna, ma semmai di evidenziarla ancora di più", ha sottolineato il ministro.

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Vance in Armenia annuncia accordo da "11 milioni" in tecnologia droni

Roma, 10 feb. (askanews) - Il vicepresidente statunitense JD Vance e la moglie Usha hanno visitato il memoriale del genocidio armeno (di Tsitsernakaberd) a Erevan. Il primo giorno della sua visita nella regione lunedì, Vance ha incontrato il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, annunciando un'importante vendita di tecnologia per droni alla nazione caucasica, il "miglior modo per garantire la pace" è tramite "una vera deterrenza".

"Per la prima volta, annunciamo un'importante vendita di tecnologia militare, 11 milioni di dollari in tecnologia per droni di sorveglianza agli armeni e al nostro caro amico" Pashinyan, ha detto Vance.

"Il presidente Trump sa molto bene che il miglior modo per garantire la pace è stabilire una vera deterrenza. E il miglior modo per stabilire una vera deterrenza è con la migliore tecnologia militare al mondo, e gli Stati Uniti ce l'hanno", ha aggiunto.

Il vice-presidente intanto è già arrivato in Azerbaigian, mentre la Georgia ha dichiarato martedì di attendere "pazientemente" un ripristino dei rapporti con gli Stati Uniti, mentre Vance ha visitato i vicini Armenia e Azerbaigian, saltando però Tbilisi, un tempo il più stretto alleato regionale di Washington.

Il viaggio di Vance a Erevan e Baku punta a promuovere la connettività regionale sostenuta dagli Stati Uniti (tra cui una rotta commerciale che bypassa la Georgia) e gli sforzi di pace, e mette in evidenza il crescente isolamento diplomatico di Tbilisi dai suoi tradizionali partner occidentali.

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Anna Ferzetti Prof. al cinema: "Parlare di scuola oggi è necessario"

Roma, 10 feb. (askanews) - L'importanza della scuola e della figura dell'insegnante capace di ascoltare e accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita. Questo racconta "Domani interrogo" di Umberto Carteni, presentato durante la Festa del cinema di Roma, ad Alice nella città, e ora nelle sale dal 19 febbraio.

Il film (tratto dall'omonimo romanzo di Gaja Cenciarelli, con uno stile quasi documentaristico, segue i ragazzi di un liceo di Rebibbia, periferia romana. Un contesto difficile ma che non spaventa la Pofessoré, come la chiamano gli studenti, professoressa di inglese, interpretata da Anna Ferzetti: una donna che piano piano riesce ad ascoltare e a supportare una classe alle prese con spaccio, fumo, primi amori e contesti familiari disastrati, entrando nelle vite e nel cuore dei suoi studenti.

Anna Ferzetti: "L'ascolto per me è la parola chiave, è un film sincero e onesto, dove si ride molto e si piange anche, è una grande e bellissima storia d'amore tra una professoressa e i suoi allievi".

Il film scorre quasi su un doppio binario, mostrando il punto di vista della professoressa e quello dei ragazzi. L'incontro tra generazioni che a volte riesce a trovare un punto comune e non solo di scontro. "Sono felice che ci siano sempre più progetti che parlino di scuola, professori, ragazzi, credo sia un argomento estremamente attuale e necessario in questo momento" ha detto l'attrice.

E parlando degli insegnanti di oggi: "Io ringrazio tutti quei professori che tutti i giorni fanno questo e credono in questo, vogliono bene ai ragazzi e hanno voglia di conoscerli, li accompagnano e li prendono per mano, nel bene e nel male, con alcuni ci riescono con altri meno, è un compito difficilissimo insegnare e fondamentale".

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