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Meloni: dare indicazioni precise a Ue, priorità Italia costo energia

di TMNews giovedì 12 febbraio 2026
2' di lettura

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiarisce il senso del prevertice convocato da Italia e Germania prima della riunione dei leader. Un incontro che punta a fornire al Consiglio indicazioni operative chiare per la Commissione europea, anche per arginare una burocrazia che, secondo Roma, ha esteso oltre misura il proprio ruolo.

Nel merito, Meloni indica una priorità per l'Italia: il costo dell'energia. Annuncia una misura nazionale in arrivo in Consiglio dei ministri, ma sottolinea che la risposta deve essere anche europea, perché senza interventi comuni diventa difficile difendere la competitività delle imprese.

"Il nostro obiettivo, l'obiettivo di questa riunione - ha detto la premier - che è un po' simile a quella che già abbiamo organizzato sul tema della migrazione, è favorire il fatto che il Consiglio dia alla Commissione Europea delle chiare sulle cose da fare e che la Commissione possa appellarsi a delle indicazioni chiare che ha avuto dal Consiglio, anche per frenare una burocrazia che in Europa sta superando ampiamente quello che è il proprio ruolo. Quindi è una riunione che noi vogliamo strutturare, è andata molto bene, una riunione che non ha solamente come obiettivo il Consiglio Europeo di Marzo, ma che vuole seguire passo passo i dossier e la realizzazione delle indicazioni che il Consiglio fornisce alla commissione su materie che sono così strategiche".

"Nel merito, chiaramente, i temi della competitività sono molti. Personalmente - ha aggiunto Meloni - e a nome dell'Italia mi sono concentrata e mi concentrerò soprattutto sulla questione dei prezzi dell'energia. Su questo chiaramente ci sono delle dinamiche e delle risposte che servono a livello nazionale. La prossima settimana noi porteremo in Consiglio dei Ministri una misura molto articolata sul tema dei prezzi dell'energia, ma sono anche europee e se noi non rimuoviamo i problemi che esistono anche a livello europeo, non saremo in grado di dare una risposta sul tema più serio che mette a repentaglio la competitività delle nostre imprese, che è il tema dei costi dell'energia".

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Giochi, casco con atleti ucraini uccisi: squalificato Heraskevych

Roma, 12 feb. (askanews) - "Questo è il prezzo per la nostra dignità" ha scritto su Instagram Vladyslav Heraskevych, l'atleta ucraino di skeleton che il Cio ha squalificato perché non ha voluto indossare in gara un casco diverso da quello che ha scelto come tributo agli atleti ucraini uccisi dall'inizio dell'invasione russa.

Una decisione sofferta, ha detto anche la presidente del comitato olimpico Kirsty Coventry: l'atleta, portabandiera della delegazione ucraina a Milano Cortina, non ha voluto optare per una soluzione diversa come una fascia nera al braccio, affermando di essere in regola con la norma che impedisce durante le Olimpiadi di fare, si legge, propaganda "politica, religiosa o razziale".

In un video sui social, Heraskevych ha detto: "Non ho mai voluto uno scandalo con il Cio e non l'ho creato io. Il Cio lo ha creato con la sua interpretazione delle regole, che molti considerano discriminatorie. Sebbene questo scandalo abbia permesso di parlare ad alta voce degli atleti ucraini uccisi, allo stesso tempo distoglie l'attenzione dalle competizioni stesse e dagli atleti che vi partecipano", chiedendo tra le altre cose, in segno di solidarietà con lo sport ucraino, di fornire generatori elettrici agli impianti sportivi che soffrono sotto bombardamenti quotidiani.

Il casco lo ha indossato durante le sessioni d'allenamento. L'atleta ha annunciato il ricorso al Tas, il tribunale arbitrale dello sport.

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Berlinale, presidente Wim Wenders: "I film possono cambiare il mondo"

Berlino, 12 feb. (askanews) - Conferenza stampa di apertura della Berlinale con i 7 membri della giuria scelti per la 76esima edizione del Festival del Cinema di Berlino. Questa sera al via le proiezioni: una selezione eclettica di film che riflettono gli sconvolgimenti attuali e con Wim Wenders, uno dei registi tedeschi più amati, a presiedere la giuria.

"I film possono cambiare il mondo. Non in senso politico, nessun film ha mai veramente cambiato le idee di un politico. Ma possiamo cambiare, come ha detto, possiamo cambiare l'idea che le persone hanno di come dovrebbero vivere", ha dichiarato Wenders in conferenza stampa.

In un contesto di polarizzazione e repressione, "è più che mai fondamentale difendere la nostra libertà artistica", ha dichiarato ad AFP la direttrice del festival Tricia Tuttle.

La Berlinale 2026 si svolge sullo sfondo di tensioni internazionali, della sanguinosa repressione delle proteste in Iran e delle minacce globali ai diritti umani. Il film di apertura è "No Good Men" della regista afghana di origini iraniane Shahrbanoo Sadat, ambientato nel periodo precedente la presa del potere dei talebani nel 2021, che spinse la stessa Sadat a lasciare il Paese. Ora vive ad Amburgo.

Nei 10 giorni del festival saranno proiettati più di 200 film (la maggior parte realizzati da registe donne), di cui 22 in concorso per l'Orso d'Oro.

Fanno parte della giuria, oltre a Wenders, il regista indiano Shivendra Singh Dungarpur, la produttrice polacca Ewa Puszczynska, l'attrice sudcoreana Bae Doona, il regista nepalese Min Bahadur Bham, il regista giapponese Hikari e il collega americano Reinaldo Marcus Green.

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Italianità e tracciabilità al centro della filiera del vino

Roma, 12 feb. (askanews) - Attenzione alle materie prime, curiosità su tracciabilità, origine certa ed ingredienti riconoscibili e maggiore interesse nel ricercare prodotti italiani e sostenibili anche a costo di pagarli di più. Sono queste le principali richieste del consumatore italiano che si avvicina ad una filiera produttiva, richieste che emergono anche nel settore vinicolo. Secondo Coldiretti, nel 2022 l'Italia ha importato oltre 250 mila tonnellate di saccarosio da paesi extra-UE, una quota significativa finita proprio nel settore del vino (fonte: Coldiretti - Report su importazioni agroalimentari 2023). Ma se l'uva è italiana, perché non dovrebbe esserlo anche lo zucchero? Queste le parole dell'esperto Maurizio Cambrea, Naturalia Ingredients:

"Ci auspichiamo che nel tempo la nostra italianità, compreso anche gli ingredienti tra cui gli zuccheri, trovino sempre maggiore spazio e maggiore attenzione sia dai produttori, così come questa può essere una risposta idonea alla esigenza dei consumatori che sono sempre più attenti di fatto ad avere un'etichetta più trasparente e anche a scegliere un prodotto che abbia all'interno ingredienti certificati sia per l'origine che per la qualità e che in qualche modo garantiscano un'identità di un prodotto 100% italiano".

Dopo il boom del biologico e del "senza solfiti", oggi la sfida si gioca sugli ingredienti tecnici, compresi gli zuccheri usati per le pratiche di arricchimento, dolcificazione e spumantizzazione. Un'indagine condotta da Wine Intelligence evidenzia, proprio, come il 45% dei wine lovers tra 25 e 45 anni consideri, di fatto, "molto importante" conoscere l'origine degli ingredienti secondari.

"Esporre al consumatore una piena chiarezza sugli ingredienti utilizzati e soprattutto sull'origine, che è un elemento sia di qualità soprattutto per gli italiani, ma anche di garanzia della provenienza e di come questo ingrediente sia stato trattato lungo tutta la filiera è un elemento fondamentale per poter vendere ancora una volta in modo magari differenziante il proprio prodotto a un mercato e a un consumatore oggi giovane, ma che quindi rappresenta il futuro di questo settore, sempre più attento e sempre più alla ricerca di un prodotto di qualità". Ha così concluso Maurizio Cambrea, Naturalia Ingredients.

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Casello d'oro awards: Parmigiano Reggiano incorona i campioni a Madrid

Milano, 12 feb. (askanews) - E' il Caseificio sociale di Monzato di Traversetolo, in provincia di Parma ad aver trionfato nella serata dei Casello d'Oro Awards 2026 organizzata quest'anno a Madrid dal Consorzio del Parmigiano Reggiano. Un evento che premia i 13 caseifici vincitori dei Palii 2025 della Dop e che ha visto il caseificio del parmense aggiudicarsi anche le due menzioni speciali assegnate dalla giuria internazionale, quella per il Parmigiano Reggiano con la miglior struttura e quella per il miglior profilo aromatico.

"Il Casello d'oro è l'espressione della massima eccellenza del Parmigiano Reggiano - ha spiegato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano - Non è solo un contest di qualità e di eccellenza, perché andiamo a esportare un modello culturale. Il Parmigiano Reggiano è lo strumento attraverso il quale un territorio, per due terzi collinare e montano, mantiene non solo l'agricoltura, ma preserva anche il territorio.

Dopo le prime due edizioni a Parigi e Londra, il Consorzio quest'anno ha scelto il Casino de Madrid come palcoscenico per premiare l'impegno della comunità del Parmigiano Reggiano, che va dai produttori di fieno agli stagionatori,d ai conferitori di latte ai casari. Un riconoscimento alla fatica come è stato sottolineato durante la serata dei 13 caseifici che nel 2025 si sono aggiudicati i Palii, gare annuali che da 13 anni si tengono nella zona d'origine della Dop, durante le quali vengono votati i migliori campioni di 24-26 mesi in concorso, e tra i quali poi si assegnano le menzioni speciali.

"Dal Parmigiano Reggiano ricevono busta paga oltre 50.000 famiglie, ma non solo: questi prodotti sono anche un emblema e un orgoglio per il Paese - ha sottolineato Bertinelli - Ecco, siamo qui a celebrare tutto questo, non solo un pezzo di formaggio, un fenomeno culturale".

La serata di Madrid ha segnato anche l'avvio della campagna di comunicazione in Spagna per potenziare la presenza del Parmigiano Reggiano sul mercato iberico, con un investimento di circa un milione di euro nel primo semestre. Parliamo di un mercato dove arrivano attualmente 1.800 tonnellate di Parmigiano Reggiano con una crescita annua del 2,5% e un potenziale tutto da sfruttare. Ma l'export può essere anche un moltiplicatore per l'economia locale. "Fatto 100 la produzione di Parmigiano Reggiano, oggi il 53% viene esportato, ma in realtà esiste un fenomeno inverso, cioè se il prodotto del territorio va nel mondo, grazie al prodotto, il mondo può arrivare sui territori - ha evidenziato il presidente del Consorzio - Oggi il turismo legato all'enogastronomia è un terzo del turismo straniero in Italia. Un cittadino straniero ogni tre decide dove venire in Italia in funzione dell'enogastronomia dei territori. Ecco perché produzioni come il Parmigiano Reggiano possono essere un grande magnete di attrattività e di sviluppo territoriale".

Un volano, quello della Dop, che il Consorzio è determinato a sostenere sui mercati globali, premiando il meglio della produzione locale e portandola nel mondo, come avviene con i Casello d'Oro Awards che il prossimo anno faranno tappa in Germania.

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