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Milano-Cortina, Cio: "Se diciamo sì a Heraskevych sarebbe il caos"

di TMNews venerdì 13 febbraio 2026
2' di lettura

Roma, 13 feb. (askanews) - "Dura solo un minuto. Ma se iniziamo a permettere a un atleta di esprimersi in questo modo (...) porterebbe semplicemente al caos". Ha giustificato così il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), tramite il suo portavoce Mark Adams, la squalifica del portabandiera ucraino Vladislav Heraskevych dopo la sua ferma intenzione di indossare un casco con le immagini degli atleti ucraini uccisi nella guerra con la Russia.

"Gli abbiamo parlato della questione, gli abbiamo offerto delle alternative e lui ha comunque detto che avrebbe continuato, anche se la presidente, Kirsty Coventry, che tra l'altro era a capo della commissione atleti quando sono state elaborate queste linee guida per gli atleti, è andata a trovarlo personalmente per spiegargli le numerose ragioni per cui lo volevamo, ma in particolare per la tutela degli atleti", ha dichiarato Adams, sottolineando che "agli atleti è consentito rilasciare interviste, esprimersi sui social media, parlare nella zona mista e rilasciare dichiarazioni ovunque desiderino".

"In questo caso specifico, abbiamo persino discusso la possibilità che questo atleta indossasse il casco nella zona mista in modo da essere visibile. Non è visibile in questa particolare competizione. Dura solo un minuto. Ma se iniziamo a permettere a un atleta di esprimersi in questo modo, immaginate un atleta di un altro paese in uno sport in cui il casco sarebbe visibile per molto tempo. Porterebbe semplicemente al caos".

Adams ha ricordato che l'atleta ucraino ha corso quattro volte con il casco addosso durante l'allenamento, e che "abbiamo dovuto, con tutto il rispetto, prendere la decisione che abbiamo preso".

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