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Maltempo nel Sassarese, 12 persone salvate a Ozieri

di TMNews domenica 15 febbraio 2026
1' di lettura

Ozieri, 15 feb. (askanews) - Dodici persone, tra cui una neonata, sono state soccorse nella notte dai vigili del fuoco in una frazione di Ozieri, nel Logudoro, dopo l'esondazione del Riu Mannu. L'innalzamento improvviso del livello dell'acqua ha isolato alcune abitazioni e reso necessario l'intervento dei soccorritori.

Sul posto sono entrati in azione i nuclei di soccorso acquatico e i sommozzatori, che hanno operato con gommoni per raggiungere le famiglie rimaste bloccate. Tutte le persone coinvolte sono state messe in salvo senza conseguenze.

Nelle ultime ore una forte ondata di maltempo ha colpito il Sassarese, con piogge intense e criticità lungo corsi d'acqua e strade rurali.

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Brignone, a ottobre non aveva ancora rimesso gli sci: oggi doppio oro

Milano, 15 feb. (askanews) - Meno di quattro mesi fa, il 18 ottobre, a Milano, durante Apreski, Federica Brignone parlava del suo recupero dopo l'infortunio: con prudenza, realismo, perfino scetticismo. Non aveva ancora rimesso gli sci ai piedi e descriveva una riabilitazione lunga, dolorosa, incerta.

Oggi la scena è completamente diversa. Brignone ha appena conquistato la sua seconda medaglia d'oro olimpica, questa volta nello slalom gigante, completando un recupero che, alla luce delle sue stesse parole di allora, appare ancora più impressionante.

All'epoca spiegava di non sapere neppure se sarebbe riuscita a tornare a sciare. E la sua partecipazione alle Olimpiadi la riteneva difficile, se non improbabile.

"Non ho idea come funzionino le regole, sinceramente. Finché non metto gli sci - diceva Brignone - non so neanche se potrò, ne parlerò ovviamente con i responsabili, anche perché noi abbiamo una squadra fortissima, abbiamo delle ragazze comunque che van forte e se loro si meritano il posto più di me si meritano il posto più di me. Al momento non ne ho ancora voglia perché non sto così bene da mettere gli sci".

"Sinceramente non è questa Olimpiade che mi cambia la vita e mi cambia la carriera. Quello che ho fatto l'ho fatto e anzi ho fatto ben di più di quello che mai avrei potuto sognare. Sarebbe un di più, sarebbe un bel sogno, è una cosa fantastica avere delle Olimpiadi in casa e ovviamente è qualcosa che mi sarebbe piaciuto fare perché altrimenti avrei già smesso. Però questa energia positiva per guarire mi serve anche per tornare a una vita normale, perché con un infortunio così non è una cosa scontata!.

"Ovviamente io lavoro dalle 5 alle 7 ore al giorno per curarmi, quindi ovviamente sto lavorando durissimamente altrimenti avrei una gamba di una misura e un'altra di un'altra. Però non sono ancora alla fase solo preparazione atletica, sto facendo ancora riabilitazione e il male ce l'ho tutti i giorni, cioè quello assolutamente".

"Sto riabilitando la mia gamba a muoversi, a essere più mobile, a essere più forte, a recuperare il muscolo, a recuperare tutto, però da esercizi in palestra, corpo libero, sto provando a fare qualche passo di corsa, sto riniziando finalmente a fare i gradini come una persona normale. E' chiaro che non è ancora finita. Probabilmente dovrò lavorarci ancora un bel po' di tempo. Anche dovessi riuscire a mettere gli sci e a sciare - avvertiva Federica Brignone - comunque ci dovrò lavorare, perché non è finita".

"Non credo che riuscirò a tornare esattamente come prima, anzi sicuramente no", concludeva la campionessa.

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La Garonna rompe gli argini, case sommerse nel sud-ovest della Francia

La Réole, 15 feb. (askanews) - Il fiume Garonna è esondato nel sud-ovest della Francia, sommergendo case e strade nei pressi di Marmande e La Réole. Le immagini aeree mostrano vaste aree invase dall'acqua lungo il corso del fiume.

Dopo una serie di perturbazioni che hanno colpito la regione, tra cui la violenta tempesta Nils, i dipartimenti della Gironde e del Lot-et-Garonne restano in allerta rossa per rischio inondazioni nel fine settimana.

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Navalny, Rubio: Usa non contestano il report europeo

Bratislava, 15 feb. (askanews) - Gli Stati Uniti non contestano il rapporto di cinque Paesi europei secondo cui il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny sarebbe stato avvelenato a morte in carcere. Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio, chiarendo che la decisione di Washington di non aderire formalmente al documento "non significa che non siamo d'accordo con le conclusioni".

Il rapporto, definito dallo stesso Rubio "preoccupante", sostiene che Navalny sia stato ucciso con una "rara tossina" derivata da una rana velenosa e indica lo Stato russo come principale sospettato.

"È una questione molto seria - ha detto Rubio -. Quei Paesi sono arrivati a quella conclusione e hanno coordinato il rapporto. Noi abbiamo scelto di non partecipare, ma questo non significa che non siamo d'accordo con l'esito. Semplicemente non era una nostra iniziativa. A volte i Paesi pubblicano i propri rapporti sulla base delle informazioni di intelligence che hanno raccolto. Siamo ovviamente a conoscenza del documento. È un rapporto preoccupante. Siamo a conoscenza del caso del signor Navalny e non abbiamo alcun motivo di metterlo in discussione, né intendiamo entrare in polemica con quei Paesi. È il loro rapporto e sono stati loro a renderlo pubblico".

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