CATEGORIE

Ho.Re.Ca., oltre 100 miliardi di fatturato ma visite in calo

di TMNews lunedì 16 febbraio 2026
2' di lettura

Rimini, 16 feb. (askanews) - Cento miliardi di fatturato, quasi quattrocentomila punti di consumo, un milione e mezzo di occupati. Il mercato Ho.Re.Ca. italiano è un colosso. Ma un colosso che rallenta: nel 2025, le visite nei locali sono calate dello 0,8 per cento. A sostenere il fatturato è solo la dinamica dei prezzi. Il bilancio è di Italgrob, la Federazione Italiana dei Distributori Ho.Re.Ca., che ha incontrato gli operatori del settore alla Fiera di Rimini, nel contesto dell'International Horeca Meeting.

"E' stato un anno caratterizzato da una minore frequentazione dei locali, dei punti vendita, quindi abbiamo avuto uno -0,8 in termini di visite ed un aumento del fatturato - spiega Antonio Portaccio, Presidente di Italgrob -. Questo è dovuto essenzialmente ad un riposizionamento verso l'alto dei prezzi. Quindi è un mercato che non cresce, nonostante sia tipico, autentico per l'italianità il fatto di andare e avere voglia di uscire fuori".

Un trend che non riguarda solo l'Italia. In tutta Europa la spesa nell'Ho.Re.Ca. sale a 309 miliardi, ma le visite crollano del dieci per cento rispetto al pre-pandemia. Il consumatore cerca il risparmio. Eppure non mancano segnali positivi: il delivery vola, il dining cresce e le catene intercettano la Generazione Z. "La cucina italiana, a differenza di qualunque altro processo produttivo di beni alimentari in tutte le parti del mondo - commenta Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera - non è solo un fatto di produzione, di somministrazione, di consumo, è un cerimoniale antico, è un fatto sociale, è un momento di esperienza che non può essere travolto da nuove modalità di vita".

Sul fronte istituzionale, il governo assicura attenzione al comparto. Come conferma Giorgio Salvitti, delegato dal Ministro dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida: "Tutti quanti i numeri ci stanno dando ragione rispetto a quelle che sono le azioni che questo governo ha fatto. I numeri sono confortanti da questo punto di vista, soprattutto sul potere d'acquisto delle famiglie, che questo conseguentemente porta la possibilità di aumentare quella che è la vita outdoor e quindi quello che interessa maggiormente il settore Ho.Re.Ca.".

Il settore chiede un passo in più: un albo dedicato ai distributori Ho.Re.Ca. e politiche che sostengano le piccole e medie imprese del fuoricasa. Perché dietro quei cento miliardi c'è un pezzo d'Italia che non vuole smettere di stare insieme.

tag

Ti potrebbero interessare

Cnpr forum: Equità e sviluppo, ruolo politica nella crescita

Roma, 16 feb. (askanews) - "Quando parliamo di equità non possiamo solo limitarla a una questione etica ma dobbiamo vederla come un motore strategico sia di crescita che di stabilità di una Nazione. Equità sociale: qualità della vita e accesso ai servizi essenziali come sanità, istruzione, casa, ma anche sport e cultura. Equità economica: opportunità economiche e di lavoro, garantendo parità salariale e partecipazione trasversale al mercato con riferimento anche a donne e giovani, e per questi ultimi dobbiamo parlare di equità intergenerazionale. Come presidente della commissione Femminicidio fondamentale è l'indipendenza economica delle donne: non è solo atto di giustizia sociale, ma strumento indispensabile per la libertà, la sicurezza e la crescita economica del nostro Paese. Non trascuriamo anche l'equità ambientale, una sfida fondamentale per superare i divari territoriali soprattutto nelle politiche di prevenzione. Strategica, infine, l'equità nei precessi ovvero la partecipazione attiva dei cittadini. No, quindi, a politiche meramente assistenziali ma a strategie strutturali basate su meritocrazia, capacità di fare e spirito di iniziativa. In un Paese virtuoso l'equità non è distribuzione del reddito ma coesione sociale e sostenibilità di lungo periodo".

Lo ha dichiarato Martina Semenzato (NM) presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta su femminicidi e violenza di genere, nel corso del Cnpr forum "Equità e sviluppo, il ruolo delle politiche pubbliche nella crescita", promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili presieduta da Luigi Pagliuca.

Punta il dito sulla precarietà di giovani e donne Tatjana Rojc (PD) segretario della commissione Politiche dell'UE al Senato: "In Italia non c'è parità tra Nord e Sud sia sul piano sanitario, sia sul piano dei servizi per le famiglie. Ci preoccupiamo delle culle vuote ma non facciamo nulla di decisivo perché i giovani abbiano stipendi che permettano di progettare un futuro. Non c'è infatti nessuna attenzione per un salario dignitoso e non si vuole quello minimo. Pensiamo ai lavoratori autonomi e agli stagisti, per fare solo degli esempi, che guadagnano davvero poco nonostante il loro alto grado di formazione e professionalità. C'è inoltre il problema casa e la precarietà lavorativa che impedisce l'accesso ai mutui; i contratti nazionali non adeguati con il potere di acquisto sempre più debole e i carrelli della spesa sempre più vuoti. Il gender pay gap resta una ferita anche nel Nordest, dove ci sono donne che lavorano con contratti a tempo indeterminato ma vengono pagate pochi euro. Tutti questi elementi incidono sulla qualità della vita e sull'equità tra le persone, e costituiscono un problema epocale su cui bisogna impegnarsi sul serio, perché non ci sono altre vie".

Secondo Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia nella Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali: "L'equità è un principio cardine per chi fa politica. Tutti i cittadini devono avere stessi diritti e stesse opportunità. La persona di talento, al di là dello stato sociale da cui proviene, deve avere accesso alla migliore istruzione e formazione possibile. Altri la interpretano in una accezione solidaristica che va bene fino a quando non diventa assistenzialismo. Ricordo il 'reddito di cittadinanza' che ha ottenuto solo il risultato di cronicizzare i bisogni. In Italia l'equità funziona poco. L'ascensore sociale si è fermato e la speranza dei genitori di vedere i figli fare un passo in avanti ulteriore rispetto a loro è sempre più vana. Dobbiamo investire di più per trattenere i giovani talenti da noi per non perdere il nostro futuro. Sul gender gap ci sono ancora troppe distanze in termini di reddito e retribuzioni, insieme alle disuguaglianze nord-sud. Un'altra diseguaglianza è quella tra aree metropolitane e aree interne o di provincia. I numeri dicono che stiamo accorciando queste distanze ma c'è ancora tanto da fare". Critica Anna Bilotti, senatrice del M5s in Commissione Giustizia a Palazzo Madama: "L'equità deve guidare le politiche pubbliche. Da componente della Commissione parlamentare sul femminicidio penso subito all'equità di genere, quindi all'importanza dell'indipendenza economica per le donne. Poi, ci sono l'equità sociale per non lasciare che la condizione di nascita determini il futuro e l'equità territoriale perché il Sud non sia una periferia da colmare, ma una risorsa strategica da valorizzare. Servono leve strutturali: più investimenti in asili nido, tempo pieno e assistenza agli anziani perché il lavoro di cura non gravi solo sulle donne. Ancora, lotta al precariato, lavoro stabile per i giovani, salari minimi dignitosi e riduzione dell'orario a parità di salario. Fondamentali anche competenze digitali e green. Le materie Stem, soprattutto per le donne, sono decisive. Va superato lo stereotipo che le vuole "da maschi" e vanno promossi modelli femminili di riferimento. L'equità deve guidare ogni legge: chi ne beneficia e chi rischia di restare escluso? Serve valutare i risultati, usando dati e strumenti di analisi per correggere le misure e garantire trasparenza".

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, la consigliera d'amministrazione della Cnpr Michela Benna ha illustrato il 'Bilancio di Genere' approvato per la prima volta: "Sono particolarmente orgogliosa di questo traguardo. Si tratta di un documento articolato, elaborato con il supporto delle linee guida del CPO nazionale, che desidero ringraziare. Rappresenta uno strumento innovativo e indipendente, capace di restituire una fotografia puntuale della Cassa. Pur collocandosi oltre il perimetro strettamente contabile, il 'bilancio' raccoglie e analizza dati reddituali, volumi d'affari e prestazioni erogate, letti in chiave di genere, generazionale e territoriale. L'obiettivo è avviare un percorso permanente, integrando la prospettiva di genere nei processi di governance, nella programmazione delle prestazioni, nella comunicazione e nella formazione, rafforzando al contempo gli strumenti di conciliazione tra vita professionale e personale. L'auspicio è che questo appuntamento possa orientare le scelte dell'Ente e consolidare la fiducia di chi esercita l'attività professionale, coniugando la sostenibilità dell'istituto con quella di ogni singola persona iscritta". Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell'Odcec di Bergamo, ha sottolineato: "Equità significa garantire pari opportunità a tutti sia per quanto riguarda la fruizione di servizi essenziali e il godimento dei diritti civici che per quanto riguarda la possibilità di costruire il proprio futuro professionale o lavorativo. E' un principio al quale ispirarsi sia nella propria attività lavorativa che nella vita sociale ".

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell'Istituto nazionale Esperti contabili: "Il principio fondamentale di equità è di garantire a tutti i cittadini opportunità uguali basate sui bisogni di ciascuno, quindi abbattere le disuguaglianze con i servizi, la pubblica amministrazione ma anche promuovere un accesso uguale per tutti alle tecnologie e alla sanità. Anche la parità di genere va ricollocata nel suo ambito giusto e corretto".

TMNews

Poste, servizio passaporti in oltre 5.100 uffici postali

Roma, 16 feb. (askanews) - Dal nord al sud, continua a espandersi il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti firmato Poste Italiane. Nei piccoli comuni grazie al Progetto Polis, ma anche nelle grandi città, il Gruppo ha erogato ben 15.600 passaporti nel solo mese di gennaio, superando il precedente picco di 13.600 del marzo 2025. In totale, sono circa 159 mila le richieste, 117 mila delle quali negli uffici Polis, nei quali i cittadini hanno scelto, nel 79% dei casi, il servizio di consegna a domicilio di Poste Italiane. Il servizio del TG Poste.

TMNews

Frana Niscemi, Meloni: "Sarei pazza a forzare i tempi su zone sicure"

Niscemi (Cl), 16 feb. (askanews) - "Ne ho parlato anche con i cittadini: io chiedo di non forzare, perché sarebbe un errore, nella definizione della fascia di rispetto sul fronte di frana perché quelle non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico, quelle sono decisioni che si possono prendere sui dati tecnici". Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni che oggi ha visitato il comune siciliano colpito dalla frana in seguito al ciclone Herry di circa un mese fa.

"Se io forzassi delle decisioni - ha aggiunto - magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio sarei una pazza. Questo non lo voglio fare e penso che non si debba forzare per la sicurezza, per la salute e per la certezza che quando diamo delle risposte sono certe".

"Io non posso e non voglio dare una tempistica della quale non sono certa: posso dire che oggi Niscemi è il comune più monitorato d'Europa perché ci sono tutte le migliori eccellenze: il genio militare, la protezione civile, i vigili del fuoco stanno lavorando per dare risposte su quale sia la fascia che bisogna purtroppo considerare non sicura e qual è quella che si può recuperare. Per fare questo c'è bisogno del tempo e non è una decisione che si può forzare, politicamente sarebbe irresponsabile", ha concluso.

TMNews

Canti, fiori e preghiere davanti alla tomba di Navalny

Milano, 16 feb. (askanews) - Canti, preghiere e fiori in un cimitero di Mosca per rendere omaggio ad Alexei Navalny, l'oppositore del Cremlino, nel secondo anniversario della sua morte. Decine di persone si sono radunate davanti alla sua tomba. "Un sentimento di amarezza, dolore e un senso di un futuro senza speranza. La fede nel futuro è perduta. Era un raggio di luce brillante in cui tutti credevano; la gente voleva emularlo e seguirlo", dice la pensionata Lyudmila.

"Siamo qui perché vogliamo onorare la memoria di un uomo che è morto immeritamente, a causa della repressione politica. Abbiamo semplicemente sentito, a livello umano, che dovevamo venire qui oggi", aggiunge Olga.

Una valutazione di cinque paesi europei ha rilevato che Navalny è morto per avvelenamento da una tossina trovata nelle rane avvelenate, che la Russia aveva "i mezzi, il motivo e l'opportunità" di somministrare mentre stava scontando una pena di 19 anni in una prigione russa per "estremismo". La Russia ha respinto la valutazione.

TMNews