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Allarme di Emergency: diritto alle cure negato a migliaia di persone

di TMNews mercoledì 18 febbraio 2026
2' di lettura

Milano, 18 feb. (askanews) - In Italia ogni anno migliaia di persone che non riescono ad accedere alle cure del servizio sanitario nazionale si rivolgono ai presidi sanitari di Emergency: 10mila solo nel 2025, per un totale di 38mila prestazioni in ambulatori fissi e mobili, presidi nei pronto soccorso e nelle scuole.

L'identikit di chi ha bisogno di aiuto è molto meno scontato di quanto si possa immaginare, ha spiegato ad askanews Marco Latrecchina Direttore area Europa Emergency.

"Gli italiani sono la prima nazionalità delle persone che vediamo. È ovvio che le persone che noi vediamo non dobbiamo immaginarcele soltanto come il senza fissa dimora o l'irregolare. Noi vediamo principalmente persone che hanno tutto sommato una casa, vediamo tante persone che hanno un lavoro. Certo, vediamo persone che comunque per uno status e anche una questione di reddito fanno fatica ad accedere ai servizi", ha detto.

Un campanello d'allarme forte per quanto riguarda il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione. Ma cosa non funziona? Fra gli ostacoli principali rilevati da Emergency barriere burocratiche e amministrative, costi diretti e indiretti delle cure, difficoltà linguistiche e culturali e le distanze geografiche. Il problema è strutturale e riguarda tutti.

"Noi non dobbiamo immaginare che questi progetti che stiamo facendo e questo segnale d'allarme che un po' vogliamo lanciare riguardi soltanto i fragili e gli ultimi, questo è soltanto un'antenna di qualcosa che sta succedendo e che a breve, anzi, sta già riguardando anche noi e riguarderà sempre più tutti noi sulla difficoltà ad avere un accesso e una corretta gestione dei problemi sanitari che abbiamo".

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Il Maritime Component Command dell'Allied Reaction Force (ARF), una task force composta da 15 navi provenienti da sei nazioni alleate, ha eseguito una complessa dimostrazione anfibia nell'area di addestramento militare di Putlos, nella Germania settentrionale, il 18 febbraio 2026, segnando il momento culminante marittimo dell'esercitazione Nato Steadfast Dart 26.

Imbarcato a bordo dell'ESPS Castilla , il Quartier Generale delle Forze Marittime Spagnole funge attualmente da Comando della Componente Marittima dell'ARF. Sotto il suo comando, la forza comprende il Gruppo Operativo Anfibio Turco imbarcato sul TCG Anadolu , il Gruppo Marittimo Permanente NATO 1 (SNMG1), il Gruppo di Contromisure Mine Permanente NATO 1 (SNMCMG1), la fregata spagnola ESPS Cristòbal Colòn , le fregate turche TCG Oruçreis e TCG Istanbul , e la nave di rifornimento TCG Derya .

La dimostrazione anfibia ha evidenziato l'elevata prontezza operativa e l'ampia gamma di capacità della Forza di Reazione Alleata, proiettando la potenza di combattimento dal mare alla terraferma, dimostrando una deterrenza credibile e la capacità di rispondere rapidamente e con decisione quando e dove necessario, hanno fatto notare dall'Alleanza.

L'evento è stato presieduto dal ministro della Difesa tedesco e ospitato dal Comandante del Comando Interforze NATO di Brunssum, generale Ingo Gerhartz.

"Possiamo rapidamente dislocare le forze e usarle" ha detto il generale Gerhartz.

La dimostrazione ha messo in luce la capacità della NATO di integrare perfettamente capacità marittime, aeree e per le operazioni speciali in caso di contesto costiero conteso.

Servizio Cristina Giuliano

Montaggio: Linda Verzani

Immagini: askanews

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