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Ucraina, il Papa: 4 anni di distruzione e sofferenze indicibili

di TMNews domenica 22 febbraio 2026
1' di lettura

Milano, 22 feb. (askanews) - "Sono passati ormai quattro anni dall'inizio della guerra contro l'Ucraina. Il mio cuore va ancora alla drammatica situazione che sta sotto gli occhi di tutti. Quante vittime, quante vite e famiglie spezzate, quanta distruzione, quante sofferenze indicibili". Lo ha detto Papa Leone XIV rivolgendosi dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano a àfedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus.

"Invito tutti a unirsi nella preghiera per il martoriato popolo ucraino e per tutti coloro che soffrono a causa di questa guerra e di ogni conflitto del mondo - è l'appello lanciato dal Santo Padre dopo la preghiera mariana - perché possa risplendere sui nostri giorni il dono tanto atteso della pace".

"Ogni guerra è una ferita inferta all'intera famiglia umana, lascia dietro di sé morte, devastazione e una scia di dolore che segna generazioni. La pace non può essere rimandata, è un'esigenza urgente che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili", ha aggiunto il pontefice

"Per questo rinnovo con forza il mio appello: tacciano le armi, cessimo i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco - ha sottolineato il Pontefice dopo la recita della preghiera mariana -. Si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace".

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"Quando vedete queste ossa, potete vedere chiaramente a occhio nudo che sono resti consumati, ma non consumati dal tempo: consumati dalle difficoltà, dalle privazioni, da quest'uomo che ha camminato così tanto, che dormiva nelle grotte. Si vede che il femore è sfilacciato; è davvero impressionante."

Circa 400.000 persone hanno prenotato la visita per il prossimo mese; nei giorni feriali sono attese circa 15.000 persone e nei fine settimana fino a 19.000 pellegrini al giorno. "Il claim di questo centenario è proprio che San Francesco vive, perché la sua morte non è la fine ma, almeno per noi credenti, è unita a quella di Gesù, e quindi in qualche modo è una vita che continua. Ma è importante capire questo: per noi cristiani, la vita dopo la morte non è tanto un'esistenza con degli angioletti da qualche parte lassù, ma una vita insieme a noi, Francesco è insieme a noi."

La celebrazione conclusiva è fissata per il 22 marzo alle 17, nella chiesa superiore, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi.

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