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Messico, la morte di "El Mencho" pesa sui rapporti con Washington

di TMNews lunedì 23 febbraio 2026
1' di lettura

Città del Messico, 23 feb. (askanews) - L'uccisione di Nemesio "El Mencho" Oseguera segna un passaggio delicato nei rapporti tra Messico e Stati Uniti.

Il leader del Cartello Jalisco Nueva Generaciòn, 59 anni, è stato colpito in un'operazione militare a Tapalpa, nello stato di Jalisco, ed è morto durante il trasferimento verso Città del Messico. Nell'operazione sono stati uccisi altri sei presunti membri del cartello, tre soldati sono rimasti feriti.

Washington ha confermato di aver fornito supporto di intelligence al blitz. Un dettaglio politicamente importante in una fase di forte pressione americana sul governo di Claudia Sheinbaum per fermare il traffico di fentanyl verso gli Stati Uniti.

Donald Trump ha più volte evocato misure economiche contro il Messico e chiesto un'azione più incisiva contro i cartelli.

La risposta del Cartello è stata immediata: blocchi stradali e incendi in almeno venti Stati. Otto Stati hanno sospeso le lezioni in presenza. A Guadalajara negozi chiusi e città paralizzata.

Lo stato di Jalisco, che ospiterà quattro partite dei Mondiali di calcio 2026, si ritrova ora al centro di una crisi che intreccia sicurezza interna, cooperazione con gli Stati Uniti e credibilità internazionale.

La morte di "El Mencho" colpisce uno dei cartelli più potenti del Paese. Ma la vera partita si gioca adesso: riportare la situazione sotto controllo, equilibrio tra sovranità nazionale e collaborazione con Washington, e stabilità in vista di un evento globale che metterà il Messico sotto i riflettori del mondo.

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Si chiama "Resto", come chi in Ucraina, resta, resiste e ora attraverso questi strumenti di morte, questo è uno dei 13 modelli presenti davvero nel Paese, si racconta a chi avvicina l'orecchio, spiega l'artista Mariangela Bombardieri

"Sono mine d'ascolto sopra ho posto un reliquiario all'interno messo degli oggetti che richiamano la storia che mi è stata mandata - racconta a askanews - quelle voci che si possono ascoltare dentro queste mine sono voci che ci sono state donate, la parola giusta è donate, da persone che vivono là tutti i giorni che vivono questo conflitto sulla loro pelle, c'è un bambino di 11 anni che canta con la sua mamma, c'è una signora che ci racconta la sua ricetta del cuore, c'è un uomo di 70 anni che ci racconta come dipinge le icone e le manda al fronte ai soldati perché ritiene che possano aiutarli a superare i momenti di difficoltà".

Un'iniziativa di Cesvi per raccontare attraverso l'arte l'emergenza invisibile degli ordigni inesplosi, spiega Stefano Piziali, direttore generale dell'associazione presente in Ucraina fin dai primi giorni del conflitto.

"Terreni che una volta erano utilizzati per l'agricoltura e che oggi non si possono più frequentare perché gli ordigni bellici sono un po' dappertutto - dice - Ecco, noi facciamo capire alle persone cosa voglia dire vivere in questi contesti e sminare questi terreni è fondamentale per la ripresa della vita civile".

Un'installazione che dialoga idealmente con "Lisitrata", la commedia del greco Aristofane in scena al Carcano, in cui le donne decidono di fare uno "sciopero del sesso" per convincere gli uomini a interrompere la guerra. Sul palco, Lella Costa.

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