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Pecoraro Scanio: "Taranto merita rispetto, serve strategia per futuro"

di TMNews venerdì 27 febbraio 2026
2' di lettura

Roma, 27 feb. (askanews) - "Taranto merita rispetto. La vittoria dei genitori tarantini, che hanno portato il loro ricorso fino alla Corte di Giustizia Europea, rappresenta una svolta storica. Ora il Tribunale di Milano ha stabilito che le aree dell'acciaieria di Taranto dannose per la salute devono essere chiuse se non si è in grado di garantire la tutela dei cittadini": lo ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell'Ambiente che avviò la prima AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per evitare il disastro ambientale.

"Il governo incassa un sonoro schiaffo dopo anni di rinvii e scorciatoie. Negli ultimi anni sono stati spesi oltre 10 miliardi di euro senza garantire né la salute dei cittadini né certezze occupazionali per i lavoratori. Un danno enorme non solo per Taranto, ma per l'intera comunità nazionale", ha aggiunto.

Secondo Pecoraro Scanio, è necessario cambiare radicalmente approccio: "Serve subito una strategia seria per il rilancio della città. Taranto ha potenzialità straordinarie: può diventare un polo turistico di riferimento, un hub per la produzione di idrogeno verde e un modello di tutela ambientale, a partire dalla protezione del golfo come santuario dei delfini".

"Per anni le tante realtà positive della città sono state oscurate dal dramma dell'acciaieria e dall'incapacità dei governi di intervenire. Ricordo quando provammo ad affrontare seriamente il tema della salute dei cittadini: allora non fummo ascoltati. Oggi una nuova sentenza conferma ciò che per troppo tempo è stato negato".

"Grazie alla determinazione dei genitori tarantini e al lavoro dell'avvocato Maurizio Rizzo Astriano, la verità emerge con forza. Ora bisogna mettere al centro la salute delle persone e costruire un futuro credibile per i lavoratori. Basta rinvii: servono visione, coraggio e un vero progetto di sviluppo sostenibile", ha concluso Pecoraro.

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Ai microfoni di askanews ospite del Villaggio del Festival a Villa Ormond Bosso ha raccontato questa esperienza.

"Suoneremo 'Su di noi', con Dargen, che ovviamente rappa, c'è un testo, Pupo che canta la sua canzone, io che ricamo sotto e a un certo punto faccio un solo di otto battute, come si usa spesso fare in queste occasioni. Però la cosa divertente è che accennerò io la melodia all'inizio, ascoltatelo perché secondo me è veramente molto interessante. Io ho accettato la sfida perché amo incrociare i mondi musicali, poi le note sono quelle, i ritmi sono quelli, poi dipende da come ci si approccia".

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