Roma, 3 mar. (askanews) - "Ci hanno chiesto dall'Iran di parlare dei prigionieri politici. Noi questo flash mob lo abbiamo organizzato quando ancora non c'era l'attacco militare. Pensiamo sia ancora più importante in questo momento parlare di loro. Sappiamo che nel carcere di Evin c'è una situazione tragica sappiamo che i prigionieri politici vengono detenuti soprattutto nel carcere di Evin, ma ci sono tantissimi altri istituti di detenzione. L'Iran è una grande prigione": così Parisa Nazari, esponente del movimento "Donna Vita Libertà", tra le organizzatrici del flash mob "Stand for Life", che si è tenuto davanti a Montecitorio per chiedere lo stop delle esecuzioni in Iran e il patrocinio politico ai prigionieri politici a rischio di pena di morte.
"In questo momento tantissime persone arrestate decine di migliaia, durante le ultime manifestazioni sono in attesa di giudizio. C'è un giudice che si chiama 'Giudice di morte' che emette sentenze in pochi minuti e la maggior parte sono sentenze di morte. Sappiamo che ci sono dei minorenni e anche alcuni di loro rischiano la pena di morte", ha aggiunto Nazari.
Al flash mob - promosso da associazioni di attiviste e attivisti iraniani all'estero insieme a organizzazioni internazionali impegnate contro la pena di morte, si inserisce nella campagna "Martedì del no alle esecuzioni" - hanno partecipato diversi esponenti dell'opposizione, che hanno tenuto in mano i cartelli con i volti dei prigionieri politici, molti dei quali giovanissimi: Laura Boldrini (Pd), Peppe Provenzano (Pd), Lia Quartapelle (Pd), Riccardo Magi (+Europa), Chiara Braga (Pd), Angelo Bonelli (Avs) e Nicola Fratoianni (Avs), Susanna Camusso (Pd), Luana Zanella (Avs), Marta Bonafoni (Pd), Marco Grimaldi (Avs), Elisabetta Piccolotti (Avs), Elisa Pirro (5Stelle).
Le associazioni promotrici chiedono ai governi europei di attivarsi con urgenza per l'annullamento delle accuse, la liberazione dei detenuti e l'abolizione della pena di morte. Ribadiscono inoltre che il necessario e auspicato passaggio dalla dittatura alla democrazia in Iran dovrà avvenire senza ulteriori spargimenti di sangue e senza il sacrificio di altre vite civili, attraverso strumenti democratici e con la partecipazione diretta della società civile iraniana.