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Il Terzo settore accelera e diventa il motore del paese

di TMNews venerdì 6 marzo 2026
2' di lettura

Roma, 6 mar. (askanews) - Il Terzo settore italiano non solo tiene: cresce, si innova e consolida il proprio ruolo strategico per il benessere sociale ed economico del Paese. E' quanto emerge dal Terzjus Report 2025, dal titolo "La riforma al traguardo. Risultati, nodi irrisolti e futuro del Terzo Settore", presentato a Palazzo Wedekind e che segna un passaggio storico per il Terzo settore italiano: a quasi dieci anni dalla legge delega 106/2016, il quadro normativo è sostanzialmente completato. In questo contesto le prospettive sono positive per il comparto come spiega Gabriele Sepio, segretario generale di Fondazione Terzjus: "Le prospettive per il Terzo settore sono prospettive sicuramente di centralità rispetto non solo al nostro sistema sociale, ma anche al sistema economico. Ci sono state delle tappe importanti nel 2025, il varo delle misure fiscali da parte di Bruxelles, l'adozione da parte dell'Italia anche di alcuni interventi legislativi molto, molto attesi da tanto tempo e la consultazione pubblica del Piano per l'economia sociale, Questo impegno dell'Italia insieme agli altri paesi europei, per mettere al centro una serie di interventi volti a valorizzare il ruolo degli enti che non solo basano la propria attività sul primato della persona ma anche sull'interesse collettivo e l'interesse generale. Queste le sfide, queste le prospettive per il futuro".

Le prossime sfide riguardano l'attuazione della riforma, come aggiunge il presidente della Fondazione, Luigi Bobba: "Il titolo di questo rapporto dice: una riforma al traguardo. Traguardo sul piano normativo, invece c'è ancora una strada lunga da percorrere sul piano dell'attuazione, dell'utilizzo di tutte le opportunità che la riforma ha dato per migliorare la qualità del lavoro delle persone che lavorano nel Terzo settore per promuovere e sostenere l'impegno volontario e per far sì che il campo delle donazioni e del sostegno anche finanziario verso questi enti del Terzo settore si rafforzi e si qualifichi".

Alla presentazione è intervenuto con un videomessaggio il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo che ha riepilogato le aree di intervento del Governo contenute nella riforma fiscale, confermando la strategicità del settore per l'economia nazionale: "Mi premeva rappresentarvi queste tre aree su cui siamo intervenuti, confermando ancora una volta il grande interesse e attenzione da parte del Governo, del ministero dell'Economa e delle finanze e mio particolare su questo comparto che ritengo strategico per l'economia nazionale".

Il messaggio emerso dalla presentazione è dunque chiaro: completata la riforma, il Terzo settore è chiamato ora a una nuova fase di responsabilità e sviluppo.

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"FAPAV, attraverso la sua società Benefit LABS, ha iniziato a sviluppare una serie di collaborazioni, ed in particolare quella che parte oggi con Anica Academy, per formare le nuove leve, i nuovi professionisti che vorranno approcciarsi proprio sul mondo dell'antipirateria, della tutela, della cybersecurity. Perché riteniamo che sia importante andare a formare delle nuove leve per poter anche allo stesso tempo attingere da questi corsi ed avere dei nuovi e preparati professionisti pronti a poter lavorare - ha concluso - a tutto ciò che riguarda la protezione e la promozione delle industrie dei contenuti audiovisivi in Italia".

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Circa settanta opere mostrano due aspetti della sua arte: i luoghi di Firenze, da strade e chiese a scorci urbani trasformati in paesaggi interiori, e i volti di amici e intellettuali, da De Chirico a Luzi, da Vittorini a Montale, che hanno condiviso con lui una stagione culturale intensa.

Documenti del Gabinetto Vieusseux rivelano i legami con il mondo letterario dell'epoca, come spiega il direttore Riccardo Nencini: "Abbiamo dato una mano a Sergio Risaliti, con cui c'è una collaborazione continua, non soltanto sulle mostre ma anche su attività che svolge il Gabinetto scientifico letterario Vieusseux: carte del rapporto di Rosai con Papaine ed altri, filosofi, scrittori del tempo con cui il pittore si relazionava".

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Saso (Eurispes): italiani sovrastimano numero dei migranti nel Paese

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Nonostante venga messa dietro alle prime paure sociali, come l'incompetenza politica (89,8%), la corruzione (88,4%), le organizzazioni mafiose (82,2%) o i pericoli per l'ambiente, il 57,8%, percepisce il fenomeno dell'immigrazione come un rischio. Sono alcuni dei dati che emergono dall'indagine Eurispes "Immigrazione tra opinione e realtà".

La vicedirettrice dell'Eurispes Raffaella Saso: "I risultati della nostra indagine ci indicano che la maggioranza degli italiani ritiene che la presenza straniera nel nostro Paese sia superiore rispetto alle potenzialità ricettive del territorio. Però quello che è evidente è che c'è sicuramente una tendenza a sovrastimare la presenza straniera rispetto al totale della popolazione. Noi sappiamo essere il 9%, ma la maggioranza tende a pensare che sia di più. E soprattutto si sovrastima la presenza di stranieri islamici, di religione islamica, che è evidentemente associata anche ad elementi che suscitano un qualche timore, e ancor più la popolazione di origine africana. Addirittura l'Africa viene identificata come il principale continente di origine dei flussi migratori".

Ma in un contesto di denatalità, mondo del lavoro difficile e necessità crescente di assistenza alle famiglie, per molti italiani gli stranieri sono sia una risorsa sia un problema, spiega ancora la vicedirettrice dell'Eurispes. Emerge quindi un quadro bivalente: "Troviamo molto spesso una solidarietà nei confronti degli stranieri, però anche atteggiamenti più di indifferenza, di diffidenza, e poi ci sono tutti quegli atteggiamenti negativi legati alla paura, al timore e, in una minoranza di casi, anche all'ostilità. Ci sono molti cittadini che riferiscono di avere rapporti di piena cordialità con i loro vicini di casa, con persone straniere con cui hanno rapporti quotidiani. Ci sono poi anche molte amicizie ormai, che in qualche modo superano le diffidenze iniziali. Poi ci sono esperienze negative, c'è un'insofferenza nei confronti per esempio di quei comportamenti considerati fastidiosi, legati anche all'accattonaggio.

Ci sono cittadini italiani che sono stati vittime di microcriminalità, di reati e in questo senso hanno avuto un'esperienza estremamente negativa con gli stranieri. Questi dati ci restituiscono una fotografia complessa che non può essere banalizzata o etichettata". "Quello che più è importante per noi è, in qualche modo, trarne delle strategie di intervento. Per esempio un intervento nel sistema formativo, che è la prima agenzia di socializzazione per i più giovani. Quei giovani che sono poi spesso, purtroppo, sia nelle prime che nelle seconde generazioni autori di comportamenti devianti. Se si interviene, proprio in questa fascia di età, creando anche le basi poi per un futuro inserimento nel mondo del lavoro, grazie anche al percorso formativo, sicuramente si creano basi migliori per una maggiore integrazione futura e una coesistenza più pacifica" ha spiegato Saso.

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