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Cresce la filantropia femminile, un fondo di donne per le donne

di TMNews mercoledì 11 marzo 2026
2' di lettura

Milano, 11 mar. (askanews) - Donare, ma seguendo una strategia: è questa la nuova frontiera della filantropia, sempre più orientata a una pianificazione di lungo periodo capace di garantire alle donazioni un valore concreto e duraturo. Con questa idea è nato nel 2022 il Fondo Filantropico Italiano ETS, una fondazione del terzo settore creata per diffondere e semplificare la filantropia nel Paese gestendo grandi donazioni.

"Fondo Filantropico Italiano - ha detto ad askanews Simonetta Schillaci, vicepresidente esecutivo del fondo - è la fondazione che ha la missione di aumentare la filantropia in Italia, far donare di più e far donare meglio. È una fondazione che nasce sul modello di altre fondazioni che già operano con successo all'estero e accompagniamo proprio con un'attività di Filantropy Advisory il donatore dal momento in cui desidera realizzare un progetto filantropico. I fondi filantropici sono un'alternativa alla creazione di una fondazione propria. Oggi a questo evento presentiamo uno dei fondi gestiti e ospitati da Fondo Filantropico Italiano, il fondo Women for Women".

Anche in Italia sta crescendo la filantropia privata voluta e guidata da donne e Women for Women in particolare oggi unisce 16 donatrici unite dalla volontà di aiutare donne in condizioni di svantaggio a recuperare la propria autonomia. E a Milano le donatrici si sono riunite per raccontare e condividere le proprie esperienze.

"Donne che hanno avuto la loro occasione professionale, finanziaria e quant'altro - ha spiegato Anna Doro, tra le fondatrici e prime donatrici del fondo - possono essere una leva di supporto alle donne che versano in situazioni di fragilità. Le donne, almeno quelle che si uniscono al fondo, veramente sentono la necessità di una sorellanza, nel senso di poter fare qualcosa per aiutare altre donne, perché sappiamo che comunque nel contesto sociale ancora oggi c'è bisogno di un supporto in più".

Tra i cinque progetti finanziati dal fondo, che ha già raggiunto più di 500 beneficiarie, c'è anche un'associazione siciliana che sostiene le vittime di violenza. "Grazie a questo fondo - ci ha spiegato Anna Agosta, presidente dell'associazione Thamaia di Catania - oltre a potenziare la nostra attività di accoglienza, abbiamo potuto sostenerle nel reinserimento lavorativo. Molte donne che subiscono violenza a causa della violenza hanno perso il lavoro o non hanno mai avuto accesso al mondo del lavoro. Quindi avviarle con una borsa lavoro o un tirocinio formativo significa permettere loro di rimettersi in gioco e di avere un supporto economico che è un primo passo verso la libertà".

Fondo Filantropico Italiano è stato costituito da Fondazione Dynamo, la realtà nata dalla visione dell'imprenditore Enzo Manes, che con Dynamo Camp accoglie ogni anno 2.000 bambini e adolescenti affetti da patologie gravi e croniche per assisterli con terapie ricreative che aiutino ad affrontare la malattia e la convalescenza.

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Medio Oriente, ASTOI: a turismo danni importanti, ma ancora da capire

Milano, 11 mar. (askanews) - "Ho sentito dare moltissimi numeri ultimamente su questa crisi. Io credo che siano numeri molto avventati, quelli che ho visto girare su alcuni giornali: è molto presto per stimare gli effetti di questa crisi, sicuramente saranno importanti, ma è inutile in questo momento dare delle cifre campate in aria che non hanno niente a che fare con la realtà". Lo ha detto ad askanews il presidente di ASTOI - Confindustria Viaggi Pier Ezhaya, commentando i possibili danni per il comparto del turismo in seguito alla guerra in Medio Oriente.

"Attendiamo innanzitutto che questo conflitto rientri e poi faremo i conti dei danni che sicuramente sono importanti ma in questo momento non ha senso dare valorizzazioni economiche a una crisi che deve essere ancora misurata per bene", ha aggiunto.

"Non vedo uno scenario tipo pandemia - ha detto ancora Ezhaya - è vero anche che abbiamo già inviato una lettera come ASTOI sia alla presidente del Consiglio, sia al ministro dell'Economia e delle Finanze, sia al ministro del Turismo ovviamente, dicendo che l'Unione Europea ha già dato disponibilità di valutare, soprattutto per questi costi che abbiamo dovuto sostenere, che sono enormi per il rimpatrio dei passeggeri. Però se vogliamo essere credibili e seri aspettiamo di avere evidenza dei danni e poi dopo è giusto che si chiedano gli aiuti alle istituzioni".

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New York Times: Usa responsabili dell'attacco alla scuola in Iran

Milano, 11 mar. (askanews) - Secondo una inchiesta preliminare in corso, gli Stati Uniti sono i responsabili dell'attacco alla scuola elementare in Iran che ha provocato 175 vittime, per la maggior parte bambine, smentendo il presidente Trump che aveva accusato Teheran della strage. Lo rivela in anteprima il New York Times che scrive "Colpire una scuola piena di bambini sarà sicuramente ricordato come uno degli errori militari più devastanti degli ultimi decenni", prima di spiegare nei dettagli come è avvenuto.

Citando funzionari statunitensi e altre fonti a conoscenza dei risultati preliminari, il giornale spiega che per colpa di dati obsoleti in possesso dell'esercito Usa ci sarebbe stato un errore di puntamento: l'obiettivo era una base militare lì vicino di cui l'edificio in cui sorgeva la scuola (la Shajarah Tayyebeh elementary school) faceva parte precedentemente.

"È stato l'Iran" aveva detto invece Trump l'8 marzo, rispondendo a una domanda dei giornalisti, spalleggiato dal segretario della Difesa Pete Hegseth, che, annunciando al suo fianco l'indagine, comunque sottolineava "l'unico che colpisce obiettivi civili è l'Iran".

Il primo commento ufficiale della Casa Bianca arriva dalla portavoce Karoline Leavitt "Come riconosce il New York Times nel proprio reportage, l'indagine è ancora in corso", dice. Gli stessi intervistati dal giornale americano confermano che restano ancora molte domande senza risposta: dal perché venivano usati dati vecchi a come sia possibile che non siano stati verificati prima di dare il via all'attacco.

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Chiuso il caso contro il rapper O'Hanna, sventolò bandiera Hezbollah

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L'avvocato dei Kneecap, Darragh Mackin: "Quando questa storia verrà raccontata, Kneecap sarà dalla parte giusta della storia. Questo processo è stato giuridicamente ridicolo. È stata una caccia alle streghe. Una caccia alle streghe iniziata a Coachella, sviluppatasi a Westminster, ma che termina oggi a West Belfast".

Due giudici dell'Alta Corte di Londra hanno respinto mercoledì il ricorso e confermato l'abbandono del procedimento, in una sentenza di 13 pagine, scrive Afp. O'Hanna, incriminato lo scorso anno per aver sventolato durante un concerto a Londra una bandiera del gruppo militante libanese Hezbollah - considerato un gruppo terroristico dal Regno Unito - ha definito il processo "patetico".

"La vostra stessa Alta Corte ha emesso una sentenza contro di voi. La cosa patetica di tutto questo processo è che cercate falsamente di etichettarmi come terrorista, quando sono i ministri del governo britannico ad armare e sostenere un genocidio a Gaza, la distruzione del Libano e l'insensato massacro di studenti in Iran. Liberate la Palestina, liberate le sei comunità, "verrà il nostro giorno" ("tiocfaidh ar la"), ha concluso, citando la celebre frase in gaelico degli indipendentisti repubblicani nordirlandesi.

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