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Cremlino conferma interruzioni connessione internet mobile in Russia

di TMNews mercoledì 11 marzo 2026
1' di lettura

Mosca, 11 mar. (askanews) - Le interruzioni della connessione internet mobile in Russia dureranno finché "necessario" per "garantire la sicurezza dei cittadini", sostengono dal Cremlino, dopo che sono state registrate interruzioni di rete a Mosca e in altre città russe.

"Finché saranno necessarie misure aggiuntive per garantire la sicurezza dei nostri cittadini", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un messaggio diffuso - e questa è la novità - in video. Peskov ha anche accusato l'Ucraina di utilizzare "metodi di attacco sempre più sofisticati" e ha affermato che "sono necessarie contromisure tecnologicamente più avanzate" per respingerli.

Si tratta di un ulteriore colpo per la libertà dei cittadini russi online, dopo le restrizioni alle chiamate su WhatsApp e Telegram decise dal regime lo scorso dicembre. Critici e attivisti per i diritti umani affermano che le restrizioni rappresentano un palese tentativo del Cremlino di aumentare il controllo e la sorveglianza sull'uso di internet in Russia. Affermano inoltre che renderà più difficile per i russi comunicare con persone all'estero.

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Beirut, 11 mar. (askanews) - Il numero di sfollati in Libano dall'inizio degli attacchi di Usa e Israele è arrivato a 816.000 persone, di cui circa 126.000 alloggiati in rifugi collettivi. Lo ha detto Haneen Sayed, ministra degli Affari Sociali libanese.

Le vittime invece, secondo quanto riferito da Rakan Nassereddine, ministro della Salute sono 634, "tra cui 91 bambini e 47 donne, mentre 1.586 persone sono rimaste ferite, tra cui 275 bambini e 301 donne".

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Fine vita, Gip Milano: no accanimento terapeutico, archiviato Cappato

Milano, 11 mar. (askanews) - Fine vita, per il GIP Milano "Il malato terminale ha il diritto a una morte dignitosa, no all'accanimento terapeutico".

Archiviato il procedimento a carico di Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni): "Precedente prezioso per tutte le persone che si trovano e si troveranno nelle loro condizioni. Ora il Parlamento non cancelli questo diritto"

"L'archiviazione conferma che abbiamo agito per rendere effettivi diritti già riconosciuti dalla Costituzione e dalla Corte costituzionale," afferma Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni. "Quando il Parlamento continua a non intervenire, sono le persone malate a far affermare, anche nei tribunali, principi di libertà, dignità e uguaglianza. Questa decisione dice con chiarezza che lo Stato non può costringere una persona a subire trattamenti che rifiuta solo per poter poi vedere riconosciuto un proprio diritto. Sono grato a Elena, a Romano e alle persone che li amavano per la fiducia che hanno avuto in me, negli altri disobbedienti civili, nella squadra giuridica dell'Associazione Luca Coscioni coordinata da Filomena Gallo. Insieme, siamo riusciti a porre fine alla condizione di tortura che Elena e Romano stavano subendo. Insieme, abbiamo ottenuto un precedente che prezioso per tutte le persone che si trovano e si troveranno nelle loro condizioni. Ora bisogna fare sì che il Parlamento italiano non cancelli questo diritto: sarebbe gravissimo. Ci mobiliteremo affinchè questo non accada e continueremo ad aiutare le persone che ce lo chiedono, se necessario anche ricorrendo ad azioni di disobbedienza civile, fino al pieno riconoscimento del diritto ad accedere all'aiuto alla morte volontaria."

La GIP di Milano, dott.ssa Sara Cipolla, ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato per l'aiuto prestato a Elena e Romano, accompagnati in Svizzera dove hanno potuto accedere al suicidio medicalmente assistito. La GIP riconosce e applica il principio affermato dalla Corte costituzionale, da ultimo con la sentenza n. 66 del 2025, secondo cui il requisito del trattamento di sostegno vitale non può essere interpretato in modo restrittivo e meramente tecnico-formale.

La non punibilità, prevista dalla sentenza 242/2019, secondo la GIP di Milano opera anche nei confronti di persone che, pur non essendo sottoposte a un trattamento salvavita in corso, avrebbero dovuto esserlo secondo valutazione medica, ma lo hanno rifiutato, esercitando un diritto costituzionalmente garantito, perché ritenuto inutile, sproporzionato, futile e contrario alla propria dignità. Il decreto di archiviazione recepisce così l'evoluzione della giurisprudenza costituzionale: dalla sentenza 242/2019, alla 135/2024, fino alla 66/2025, che ha chiarito in modo definitivo come il riferimento al "trattamento di sostegno vitale" debba essere letto alla luce degli articoli 2, 3, 13 e 32 della Costituzione, della legge 219/2017 sul consenso informato e sulle DAT e del diritto della persona malata di rifiutare qualsiasi trattamento.

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Programma culturale di BAM: connessioni come intelligenza collettiva

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Pompei, una mostra racconta le vittime attraverso i calchi

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Sono 22 i calchi di vittime, tra i vari rinvenimenti esposti, scelti fra quelli meglio conservati e più leggibili, presentati sulla base del contesto di provenienza, che va dalle domus nelle aree interne della città fino alle porte e alle strade che uscivano dal centro abitato, scappando lungo le quali gli abitanti cercarono invano la salvezza. Una testimonianza che ancora oggi appare viva e carica di drammaticità.

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