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"Save the date-Incontri, Arti e Cultura" è l'agenda culturale di Rai Cultura

di TMNews mercoledì 11 marzo 2026
2' di lettura

Milano, 11 mar. (askanews) - Una nuova puntata del programma "Save the date - Incontri, Arti e Cultura" l'agenda culturale di Rai Cultura, di RaiCultura in onda questo giovedì su Rai3 in terza serata.

La puntata si apre con il teatro con "People, Places & Things", al Teatro Ambra Jovinelli di Roma fino al 15 marzo 2026, testo di Duncan Macmillan diretto da Pierfrancesco Favino e interpretato da Anna Ferzetti, che racconta in modo intenso e frammentato il percorso di recupero da dipendenze, mescolando il dramma personale a elementi metaforici e teatrali.

Il racconto si apre poi alla danza, con Roberto Bolle, protagonista di una stagione che alterna il Gala Bolle & Friends ai nuovi progetti come "Caravaggio" con coreografia di Mauro Bigonzetti: appuntamenti che attraversano Lugano, Milano, Verona, Hong Kong e Bologna, tra giovani promesse e grandi interpreti internazionali.

Dal Piccolo Teatro Strehler Claudio Longhi e Lino Guanciale rievocano la "favola bella" di De Sica e Zavattini, "Miracolo a Milano", uno spettacolo sospeso tra realismo magico, memoria e immaginario cittadino.

In ambito di fotografia invece un approfondimento sui dieci anni di attività di Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino, un centro espositivo e di ricerca che negli anni ha costruito un dialogo vivo con pubblico, artisti e istituzioni, tra mostre, laboratori, workshop e programmi formativi dedicati all'immagine.

La puntata prosegue a Napoli, con la mostra "Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento", fino al 22 marzo alle Gallerie d'Italia, a cura di Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve Straussman-Pflanzer, dedicata al ruolo delle donne nelle arti del Seicento a Napoli. Sessantanove opere tra disegni, sculture, dipinti e manoscritti riportano al centro del racconto le protagoniste del secolo, ampliando lo sguardo ben oltre la sola figura di Artemisia Gentileschi grazie a ricerche d'archivio e campagne fotografiche recenti.

Da qui l'itinerario si sposta a Bergamo, dove fino al 2 giugno all'Accademia Carrara si potrà seguire un viaggio lungo secoli nella storia dei tarocchi dalle corti rinascimentali alla creatività contemporanea, visitando la più ampia e completa mostra mai dedicata alla storia dei tarocchi, a cura di Paolo Plebani.

A chiudere, lo spazio dedicato ai libri con Dacia Maraini e il suo "Scritture segrete", un viaggio nella genealogia delle scrittrici che hanno cambiato il mondo con la parola, dalle mistiche medievali alle voci contemporanee che hanno trasformato immaginari e libertà.

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Medio Oriente, ASTOI: a turismo danni importanti, ma ancora da capire

Milano, 11 mar. (askanews) - "Ho sentito dare moltissimi numeri ultimamente su questa crisi. Io credo che siano numeri molto avventati, quelli che ho visto girare su alcuni giornali: è molto presto per stimare gli effetti di questa crisi, sicuramente saranno importanti, ma è inutile in questo momento dare delle cifre campate in aria che non hanno niente a che fare con la realtà". Lo ha detto ad askanews il presidente di ASTOI - Confindustria Viaggi Pier Ezhaya, commentando i possibili danni per il comparto del turismo in seguito alla guerra in Medio Oriente.

"Attendiamo innanzitutto che questo conflitto rientri e poi faremo i conti dei danni che sicuramente sono importanti ma in questo momento non ha senso dare valorizzazioni economiche a una crisi che deve essere ancora misurata per bene", ha aggiunto.

"Non vedo uno scenario tipo pandemia - ha detto ancora Ezhaya - è vero anche che abbiamo già inviato una lettera come ASTOI sia alla presidente del Consiglio, sia al ministro dell'Economia e delle Finanze, sia al ministro del Turismo ovviamente, dicendo che l'Unione Europea ha già dato disponibilità di valutare, soprattutto per questi costi che abbiamo dovuto sostenere, che sono enormi per il rimpatrio dei passeggeri. Però se vogliamo essere credibili e seri aspettiamo di avere evidenza dei danni e poi dopo è giusto che si chiedano gli aiuti alle istituzioni".

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New York Times: Usa responsabili dell'attacco alla scuola in Iran

Milano, 11 mar. (askanews) - Secondo una inchiesta preliminare in corso, gli Stati Uniti sono i responsabili dell'attacco alla scuola elementare in Iran che ha provocato 175 vittime, per la maggior parte bambine, smentendo il presidente Trump che aveva accusato Teheran della strage. Lo rivela in anteprima il New York Times che scrive "Colpire una scuola piena di bambini sarà sicuramente ricordato come uno degli errori militari più devastanti degli ultimi decenni", prima di spiegare nei dettagli come è avvenuto.

Citando funzionari statunitensi e altre fonti a conoscenza dei risultati preliminari, il giornale spiega che per colpa di dati obsoleti in possesso dell'esercito Usa ci sarebbe stato un errore di puntamento: l'obiettivo era una base militare lì vicino di cui l'edificio in cui sorgeva la scuola (la Shajarah Tayyebeh elementary school) faceva parte precedentemente.

"È stato l'Iran" aveva detto invece Trump l'8 marzo, rispondendo a una domanda dei giornalisti, spalleggiato dal segretario della Difesa Pete Hegseth, che, annunciando al suo fianco l'indagine, comunque sottolineava "l'unico che colpisce obiettivi civili è l'Iran".

Il primo commento ufficiale della Casa Bianca arriva dalla portavoce Karoline Leavitt "Come riconosce il New York Times nel proprio reportage, l'indagine è ancora in corso", dice. Gli stessi intervistati dal giornale americano confermano che restano ancora molte domande senza risposta: dal perché venivano usati dati vecchi a come sia possibile che non siano stati verificati prima di dare il via all'attacco.

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Chiuso il caso contro il rapper O'Hanna, sventolò bandiera Hezbollah

Belfast, 11 mar. (askanews) - Per l'avvocato del gruppo punk-rap nordirlandese Kneecap è terminata quella che non ha esitato a definire una "caccia alle streghe" contro il cantante Liam O'Hanna (in gaelico: Liam Og O Hannaidh), nome d'arte Mo Chara, dopo che i procuratori britannici hanno perso il ricorso in appello presso l'Alta Corte con cui volevano ribaltare la decisione di un giudice che a settembre 2025 aveva archiviato le accuse di terrorismo nei confronti del rapper, attore e attivista nato a Belfast 28 anni fa.

L'avvocato dei Kneecap, Darragh Mackin: "Quando questa storia verrà raccontata, Kneecap sarà dalla parte giusta della storia. Questo processo è stato giuridicamente ridicolo. È stata una caccia alle streghe. Una caccia alle streghe iniziata a Coachella, sviluppatasi a Westminster, ma che termina oggi a West Belfast".

Due giudici dell'Alta Corte di Londra hanno respinto mercoledì il ricorso e confermato l'abbandono del procedimento, in una sentenza di 13 pagine, scrive Afp. O'Hanna, incriminato lo scorso anno per aver sventolato durante un concerto a Londra una bandiera del gruppo militante libanese Hezbollah - considerato un gruppo terroristico dal Regno Unito - ha definito il processo "patetico".

"La vostra stessa Alta Corte ha emesso una sentenza contro di voi. La cosa patetica di tutto questo processo è che cercate falsamente di etichettarmi come terrorista, quando sono i ministri del governo britannico ad armare e sostenere un genocidio a Gaza, la distruzione del Libano e l'insensato massacro di studenti in Iran. Liberate la Palestina, liberate le sei comunità, "verrà il nostro giorno" ("tiocfaidh ar la"), ha concluso, citando la celebre frase in gaelico degli indipendentisti repubblicani nordirlandesi.

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Iran, Mauro (Ex Ministro Difesa): riarmo europeo sta accelerando

Roma, 11 mar. (askanews) - "Sei Paesi europei - tra cui Svezia e Finlandia, ormai usciti dalla tradizione di neutralità, insieme ai tre Paesi baltici e alla Polonia - hanno deciso di uscire dalla Convenzione di Ottawa che disciplina l'utilizzo delle mine antiuomo . Lo ha detto Mario Mauro, già ministro della Difesa, intervenendo in collegamento a Largo Chigi, format di Urania News. La Danimarca ha inoltre approvato un disegno di legge che introduce la coscrizione militare obbligatoria anche per le donne. Una misura che nel contesto italiano sarebbe difficilmente immaginabile, ma che nei Paesi scandinavi viene considerata coerente con una nuova impostazione della sicurezza europea e con il rafforzamento del rapporto di difesa con il Regno Unito". Secondo Mauro, questi segnali indicano un cambiamento strutturale nella postura strategica del continente: "L'Europa è costretta a superare una lunga fase di immaturità sul piano della sicurezza. Le istituzioni dell'Unione non dispongono ancora degli strumenti necessari per costruire un vero sistema europeo di difesa, ma il processo di rafforzamento militare è già in corso. Il riarmo tedesco procede molto rapidamente e anche l'Italia è coinvolta in programmi strategici, come quelli sulla missilistica a lungo raggio. È probabile che l'approccio geopolitico delle prossime generazioni sarà diverso da quello che abbiamo conosciuto finora: passeremo da una geopolitica centrata esclusivamente sulla pace a una visione più realistica della sicurezza internazionale. In questo scenario serve anche un protagonismo italiano", ha concluso.

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