CATEGORIE

Studio CNR/OCTO: più incidenti stradali durante la notte, sopra 40 km/h

di TMNews mercoledì 11 marzo 2026
2' di lettura

Roma, 11 mar. (askanews) - Gli incidenti stradali non dipendono solo da quanto si guida, ma soprattutto da quando e come si guida. È quanto emerge dal nuovo Report sulla Sicurezza Stradale realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione "Alessandro Faedo" (CNR-ISTI) in collaborazione con OCTO, e presentato a Roma nella sede di Open Gate Italia, che ha organizzato l'incontro.

Il Report analizza milioni di dati telematici di guida reale per comprendere meglio i fattori che influenzano il rischio sulle strade italiane. Tra le evidenze più significative la maggiore incidenza di incidenti ad alta velocità durante le ore notturne: circa il 30% di quelli analizzati di notte avviene a velocità pari o superiori a 40 km/h, una quota nettamente più elevata rispetto alle ore diurne.

Mirco Nanni, Senior Reasearcher, Head of Kidd Lab CNR, ha spiegato: "Abbiamo analizzato circa 20 milioni di viaggi e centomila incidenti. Sicuramente l'utilizzo dei dati per profilare il rischio clienti e quindi le assicurazioni possono fare delle assicurazioni non medie per tutti ma profilate sul comportamento di guida del cliente. Sicuramente uno studio di questo genere può aiutare la popolazione a capire quando guidare, come guidare, dove guidare, in modo tale da avere un rischio inferiore sui suoi percorsi. Fare una scuola, cioè del teaching sui neopatentati, sui neoguidatori".

Il report ha anche la finalità di mettere a disposizione di decisori pubblici, amministrazioni locali, gestori di infrastrutture e operatori del settore strumenti informativi utili per orientare politiche di sicurezza più efficaci. L'analisi mette in evidenza che nelle regioni del Nord e del Centro gli incidenti ad alta velocità superano complessivamente il 14%, mentre nel Sud si registrano valori mediamente inferiori, e che le differenze di genere nei comportamenti di guida risultano marginali.

Corrado Sciolla, AD OCTO, ha detto: "Il nostro ruolo in questo studio è stato principalmente di guidare l'impostazione scientifica e statistica dell'analisi, nonché andare a identificare i punti di maggiore rilevanza, soprattutto se confrontati con quelle che sono le attese e gli stereotipi che stanno dietro fenomeni che stanno dietro alla velocità, al rispetto dei limiti di velocità e al rischio di incidentalità".

tag

Ti potrebbero interessare

Chiuso il caso contro il rapper O'Hanna, sventolò bandiera Hezbollah

Belfast, 11 mar. (askanews) - Per l'avvocato del gruppo punk-rap nordirlandese Kneecap è terminata quella che non ha esitato a definire una "caccia alle streghe" contro il cantante Liam O'Hanna (in gaelico: Liam Og O Hannaidh), nome d'arte Mo Chara, dopo che i procuratori britannici hanno perso il ricorso in appello presso l'Alta Corte con cui volevano ribaltare la decisione di un giudice che a settembre 2025 aveva archiviato le accuse di terrorismo nei confronti del rapper, attore e attivista nato a Belfast 28 anni fa.

L'avvocato dei Kneecap, Darragh Mackin: "Quando questa storia verrà raccontata, Kneecap sarà dalla parte giusta della storia. Questo processo è stato giuridicamente ridicolo. È stata una caccia alle streghe. Una caccia alle streghe iniziata a Coachella, sviluppatasi a Westminster, ma che termina oggi a West Belfast".

Due giudici dell'Alta Corte di Londra hanno respinto mercoledì il ricorso e confermato l'abbandono del procedimento, in una sentenza di 13 pagine, scrive Afp. O'Hanna, incriminato lo scorso anno per aver sventolato durante un concerto a Londra una bandiera del gruppo militante libanese Hezbollah - considerato un gruppo terroristico dal Regno Unito - ha definito il processo "patetico".

"La vostra stessa Alta Corte ha emesso una sentenza contro di voi. La cosa patetica di tutto questo processo è che cercate falsamente di etichettarmi come terrorista, quando sono i ministri del governo britannico ad armare e sostenere un genocidio a Gaza, la distruzione del Libano e l'insensato massacro di studenti in Iran. Liberate la Palestina, liberate le sei comunità, "verrà il nostro giorno" ("tiocfaidh ar la"), ha concluso, citando la celebre frase in gaelico degli indipendentisti repubblicani nordirlandesi.

TMNews

Iran, Mauro (Ex Ministro Difesa): riarmo europeo sta accelerando

Roma, 11 mar. (askanews) - "Sei Paesi europei - tra cui Svezia e Finlandia, ormai usciti dalla tradizione di neutralità, insieme ai tre Paesi baltici e alla Polonia - hanno deciso di uscire dalla Convenzione di Ottawa che disciplina l'utilizzo delle mine antiuomo . Lo ha detto Mario Mauro, già ministro della Difesa, intervenendo in collegamento a Largo Chigi, format di Urania News. La Danimarca ha inoltre approvato un disegno di legge che introduce la coscrizione militare obbligatoria anche per le donne. Una misura che nel contesto italiano sarebbe difficilmente immaginabile, ma che nei Paesi scandinavi viene considerata coerente con una nuova impostazione della sicurezza europea e con il rafforzamento del rapporto di difesa con il Regno Unito". Secondo Mauro, questi segnali indicano un cambiamento strutturale nella postura strategica del continente: "L'Europa è costretta a superare una lunga fase di immaturità sul piano della sicurezza. Le istituzioni dell'Unione non dispongono ancora degli strumenti necessari per costruire un vero sistema europeo di difesa, ma il processo di rafforzamento militare è già in corso. Il riarmo tedesco procede molto rapidamente e anche l'Italia è coinvolta in programmi strategici, come quelli sulla missilistica a lungo raggio. È probabile che l'approccio geopolitico delle prossime generazioni sarà diverso da quello che abbiamo conosciuto finora: passeremo da una geopolitica centrata esclusivamente sulla pace a una visione più realistica della sicurezza internazionale. In questo scenario serve anche un protagonismo italiano", ha concluso.

TMNews

Pecoraro Scanio: da Firenze la sfida dell'agricoltura Ecodigital

Firenze, 11 mar. (askanews) - "L'agricoltura innovativa ed Ecodigital rappresenta una delle grandi sfide della transizione ecologica e digitale del nostro Paese. Un settore strategico non solo per la produzione alimentare, ma anche per la tutela del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la produzione di energie rinnovabili e lo sviluppo di nuovi servizi legati alla multifunzionalità agricola".

Lo ha dichiarato da Firenze Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, promotore della rete EcoDigital ed ex Ministro dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, intervenendo durante Didacta Italia, in occasione di un incontro con Renisa e con centinaia di studenti degli istituti agrari provenienti da tutta Italia, docenti e start-up innovative del settore agri-tech.

"L'agricoltura moderna - ha aggiunto Pecoraro Scanio - è sempre più un presidio ambientale e sociale: dall'agriturismo ai mercati degli agricoltori, agli agriasili, dagli agriospizi alle comunità energetiche rinnovabili, fino ai nuovi servizi ecosistemici. La multifunzionalità agricola consente alle imprese di svolgere non solo attività produttive tradizionali, ma anche funzioni innovative al servizio della collettività".

Secondo il Presidente della Fondazione UniVerde, è fondamentale sostenere le start-up agri-tech e i percorsi formativi dedicati ai giovani: "Serve una forte azione di sostegno all'innovazione e alle nuove imprese agricole tecnologiche, che sono decisive per dare prospettive occupazionali alle nuove generazioni e rendere il settore più competitivo e sostenibile".

Pecoraro Scanio ha inoltre sottolineato il ruolo delle istituzioni: "Questa sfida deve essere sostenuta dal Governo, dal Parlamento e da tutte le istituzioni territoriali. Siamo nel pieno di una rivoluzione guidata dall'intelligenza artificiale e dalle tecnologie digitali e dobbiamo metterle al servizio dell'agricoltura italiana, che rappresenta una eccellenza globale e un modello di qualità riconosciuto nel mondo".

"L'agricoltura multifunzionale italiana - ha concluso - è un esempio internazionale che dobbiamo valorizzare prima di tutto per il benessere delle nostre comunità, per la sicurezza del territorio e per il futuro delle prossime generazioni".

TMNews

Iran, Caiata (FdI): Mediazione la strada per la pace"

Roma, 11 mar. (askanews) - "Sulla crisi in Iran l'Unione europea si è fatta trovare impreparata. Nei trattati istitutivi dell'Ue non compaiono neppure le parole crisi o guerra, perché l'Europa è nata per gestire periodi di pace". Lo ha detto Salvatore Caiata, presidente della delegazione presso l'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea (InCE), intervenendo a Largo Chigi, format di Urania News. "Per la sicurezza abbiamo delegato molto alla Nato e, se un'aggressione fosse arrivata ai nostri confini, probabilmente non saremmo stati pronti a difenderci. Oggi la nostra esposizione è indiretta e riguarda soprattutto il rischio di cellule dormienti di organizzazioni terroristiche. Finora siamo rimasti indenni anche grazie al lavoro della nostra intelligence". Caiata ha poi richiamato il quadro delle decisioni istituzionali adottate per l'area del Golfo: "Nel caso dell'Ucraina abbiamo agito attraverso un decreto legge. Per il Golfo il riferimento normativo è stata l'informativa del ministro, finalizzata ad ampliare l'autorizzazione a missioni già esistenti. L'obiettivo è proteggere i cittadini italiani nell'area, i nostri contingenti militari e gli asset strategici presenti nella regione. I mezzi da impiegare dipenderanno dalle richieste che arriveranno e dall'evoluzione del contesto. Proprio oggi in Commissione Esteri riceveremo gli ambasciatori dei Paesi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, che ci illustreranno le loro esigenze. Nel frattempo stiamo ragionando anche su un rafforzamento dell'industria della difesa", ha concluso.

TMNews