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Milano imbrattata ovunque, startup lancia guerra al degrado

di TMNews martedì 10 marzo 2026
3' di lettura

Roma, 11 mar. (askanews) - Milano affronta una vera e propria emergenza degrado urbano che tocca ormai ogni zona della città, con un palazzo su cinque risultato imbrattato da graffiti vandalici. I danni economici sono impressionanti: ogni anno i graffiti causano danni per circa 100 milioni di euro solo nel capoluogo lombardo, mentre a livello nazionale la cifra raggiunge i 790 milioni di euro annui secondo un'indagine del 2009. Per ripulire completamente Milano dalle scritte vandaliche servirebbero almeno 100 milioni di euro, a fronte del milione stanziato dal comune per la rimozione.

In questo scenario di apparente rassegnazione, emerge però una storia diversa: quella di giovani imprenditori milanesi che hanno deciso di trasformare la loro passione per il decoro urbano in un'attività imprenditoriale innovativa. Francesca Berti, 36 anni, ex manager della logistica, ha fondato una startup specializzata nella rimozione di graffiti utilizzando tecnologie all'avanguardia.

'Milano sta andando verso un degrado che oggettivamente non si era mai visto prima, mentre prima era confinata alle periferie oggi come oggi, non c'è limite di zona che non sia imbrattato', spiega Berti. La sua azienda, nata da meno di un anno e già composta da quattro persone, rappresenta una forma di 'ribellione al contrario' rispetto alla cultura del vandalismo che imperversa tra i giovani.

La tecnologia che distingue questa realtà milanese è l'utilizzo del laser per la rimozione dei graffiti, una metodologia che funziona come la rimozione dei tatuaggi. 'Andiamo a rimuovere su alcune superfici dove è possibile con la tecnologia laser che abbiamo importato, senza usare agenti chimici o pressioni meccaniche, scomponendo le molecole di imbrattante', precisa Berti. Questo approccio innovativo si affianca alle metodologie tradizionali come ritinteggiatura, sabbiatura e idrosabbiatura.

L'impatto sociale dell'iniziativa va oltre il semplice business. L'azienda offre anche interventi gratuiti, come quelli proposti ad alcuni enti milanesi proprietari di palazzi storici. 'Siamo una società e quindi abbiamo uno scopo di lucro, ma la nostra passione è talmente sconfinata che facciamo anche tante rimozioni pro bono', dichiara l'imprenditrice.

Il modello di business prevede sia interventi singoli che abbonamenti annuali, una sorta di 'assicurazione' per i palazzi che garantisce interventi immediati in caso di nuovi imbrattamenti. 'Se ogni palazzo si tutelasse in questo modo, sono sicura che piano piano la città cambierebbe', sostiene Berti, evidenziando come la costante manutenzione possa fungere da deterrente.

La questione generazionale emerge chiaramente dall'analisi del fenomeno. 'Quello che mi stupisce di più è che nella fascia della Generazione Z la risposta più comune è 'non ce ne accorgiamo, non li guardiamo, non ci danno fastidio', mentre dal millennial fino al boomer li guardiamo, ci danno fastidio, ci urtano', osserva Berti. Questa differenza di percezione riflette un problema culturale più ampio che tocca l'educazione civica.

Anche gli osservatori internazionali hanno notato il problema milanese. Durante le recenti Olimpiadi, diversi atleti stranieri hanno commentato negativamente l'elevata presenza di graffiti nella città, evidenziando come il degrado urbano danneggi l'immagine internazionale di Milano. La contraddizione è evidente: mentre si investono milioni per creare nuove piazze e strutture moderne, il patrimonio edilizio esistente viene lasciato in balia del vandalismo.

L'amministrazione comunale sembra concentrata su altri aspetti dell'arredo urbano, come la creazione di piazze aperte e la cura del verde, ma 'le pareti si è completamente dimenticata, la lotta al vandalismo non la fa', critica Berti. Questa mancanza di coordinamento tra pubblico e privato rallenta anche gli interventi volontari.

Le prospettive future dipendono dalla capacità di sensibilizzare cittadini e amministratori sull'importanza del decoro urbano. 'Speriamo che sempre più persone capiscano che la casa è un bene prezioso che va tutelato e che come si investe nelle pulizie interne uno investa anche nella pulizia esterna', conclude Berti. Il successo di questa startup dimostra che esiste un mercato per il decoro urbano e che i giovani possono essere protagonisti del cambiamento positivo, ribaltando lo stereotipo che li vede solo come distruttori.

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