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Chirurgia della cataratta bilaterale, confronto tra specialisti

di TMNews venerdì 13 marzo 2026
3' di lettura

Roma, 13 mar. (askanews) - Si è svolto a Roma un incontro scientifico dedicato alla possibilità di intervenire sulla cataratta bilaterale nella stessa seduta chirurgica, un tema che negli ultimi anni sta attirando crescente attenzione nella comunità oftalmologica internazionale. All'incontro hanno partecipato alcuni tra i più autorevoli specialisti di oftalmologia per discutere opportunità, limiti e criteri di applicazione di questa tecnica. L'iniziativa è stata promossa dal dottor Guido Lesnoni, primario di Diagnostica e Chirurgia oculare dell'Ospedale Cristo Re di Roma, insieme al professor Teresio Avitabile, primario della Clinica Oculistica dell'Università di Catania, con l'organizzazione scientifica del dottor Livio Colecchia, medico chirurgo specialista in oftalmologia e autore di oltre 30 pubblicazioni scientifiche. La chirurgia bilaterale simultanea della cataratta prevede l'intervento su entrambi gli occhi nella stessa seduta operatoria. In alcuni Paesi europei questa procedura è già utilizzata con maggiore frequenza, mentre in Italia il tema continua a essere oggetto di valutazione e confronto tra gli specialisti, anche per le implicazioni cliniche, organizzative ed etiche che comporta. Secondo Guido Lesnoni l'interesse verso questa tecnica nasce anche dalle richieste dei pazienti e dall'evoluzione delle pratiche chirurgiche a livello internazionale. L'obiettivo del confronto tra gli specialisti è quello di approfondire protocolli, criteri di selezione dei pazienti e percorsi clinici che possano garantire condizioni di sicurezza adeguate. Il professor Teresio Avitabile ha sottolineato come ogni innovazione in ambito medico sia spesso accompagnata da iniziali timori. Proprio per questo, ha osservato, è importante che il tema venga discusso in modo aperto sulla base dei dati scientifici disponibili e dell'esperienza maturata nei diversi contesti sanitari. Nella pratica clinica la chirurgia bilaterale simultanea viene oggi applicata soprattutto in situazioni selezionate. Il professor Romolo Appolloni, primario oculista dell'Ospedale S. Eugenio-CTO di Roma, ha ricordato che in molti contesti ospedalieri questa procedura viene utilizzata con prudenza, ad esempio nei pazienti molto anziani o in coloro che devono essere sottoposti ad anestesia generale. Esistono inoltre condizioni specifiche in cui questa soluzione può rappresentare una risposta efficace per il paziente. Andrea Niutta, primario della Struttura Complessa di Oculistica dell'Azienda ASL Roma 3, ha spiegato che in alcuni casi di pazienti fragili, come persone con sindrome di Down che necessitano di anestesia generale, l'intervento su entrambi gli occhi nella stessa seduta può consentire di risolvere il problema visivo con un unico intervento. Tra i possibili vantaggi indicati dagli specialisti vi è la possibilità di affrontare un solo intervento chirurgico e un unico periodo di recupero. Allo stesso tempo, la comunità scientifica continua a valutare con attenzione i possibili rischi legati alla procedura. Ciro Tamburelli, primario oculista dell'Ospedale Oftalmico di Roma, ha evidenziato come la questione coinvolga anche aspetti etici e di responsabilità clinica. I benefici per il paziente possono essere rilevanti, ma è necessario considerare con attenzione ogni caso e garantire una comunicazione chiara con chi si sottopone all'intervento. Il confronto tra gli specialisti ha messo in evidenza la necessità di proseguire l'approfondimento scientifico su protocolli, criteri di sicurezza e modalità di selezione dei pazienti, per valutare in quali condizioni la chirurgia simultanea della cataratta possa trovare un'applicazione appropriata nella pratica clinica.

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Attacco a base italiana a Erbil, il racconto del colonnello Pizzotti

Erbil (Iraq), 13 mar. (askanews) - Nella notte fra l'11 e il 12 marzo un attacco con un drone (alle 00.40 ora locale) ha colpito la sede dell'Italian National Contingent Command Land a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il racconto di quella notte nelle parole del colonnello Stefano Pizzotti, comandante del contingente nazionale della missione "Prima Parthica" a Erbil.

"Già a partire dalle 20.30, il contingente italiano era stato attivato dalle forze della coalizione per un allarme di minaccia aerea e i militari italiani presenti all'interno della base, seguendo le procedure di sicurezza previste, avevano raggiunto le zone protette assegnate, caratterizzate dalle cosiddette fortificazioni difensive bunker. Il drone andava a impattare all'interno della base, provocando danni ad infrastrutture e materiali, al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone", spiega il Colonnello Pizzotti.

"Dal momento dell'incidente, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sono stati in costante contatto e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente" aggiunge, Pizzotti raccontando poi la situazione attuale nella base. "Il morale, nonostante la stanchezza, rimane alto - dice - Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni, tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità".

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ASTOI: turismo e guerra in Medio Oriente, serve aspettare con pazienza

Milano, 13 mar. (askanews) - "Quando ci sono crisi di questa portata ci sono sempre varie fasi. La prima è proprio quella di emergenza diretta dei clienti che vanno riportati a casa, la seconda invece è quella che ha a che fare con le nuove prenotazioni o con i riavviamenti di clienti che avevano prenotato una vacanza in quell'area o tramite compagnia del Golfo. È chiaro che ormai lo sappiamo per esperienza, quando si verificano effetti così traumatici come una guerra, un evento climatico estremo, insomma cose che hanno una importanza globale, la prima reazione dei consumatori è quella di congelare tutti i pensieri rivolti al tempo libero, alle vacanze; è come se le persone fossero ferite, colpite da questo evento e in questo momento la vacanza la stanno se non altro rimandando". Lo ha detto ad askanews Pier Ezhaya, presidente di ASTOI - Confindustria Viaggi, ragionando sulla situazione del turismo in relazione alla crisi in Medio Oriente.

"Questo non ci preoccupa tanto sulle prenotazioni estive, perché sappiamo che è un fenomeno momentaneo e quindi abbiamo tutto il tempo di recuperarlo - ha aggiunto Ezhaya -. Un po' più complicata invece la situazione delle mete che sono operative adesso, perché al di là di quelle coinvolte nel conflitto del Medio Oriente, assistiamo a un calo di prenotazioni anche su altre aree, non coinvolte nella guerra. Ciò in parte è dovuto anche al tema dei voli, perché non dimentichiamo che le tre grosse compagnie del Golfo armano in maniera molto intensa il Sud-est asiatico e l'Oceano indiano. Però più in generale assistiamo proprio a una poca voglia di immaginarsi in vacanza. Quindi in questo momento le persone sono in una fase di attesa e dobbiamo quindi avere la pazienza di aspettare che questa fase acuta passi".

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Il proprietario dell'universo: storie dal Grand Universe Lucca

Lucca, 13 mar. (askanews) - Giacomo Puccini era un habitué della struttura. Chet Baker decise di soggiornare qui durante la sua avventura italiana. E pare che anche il Pascoli fosse di casa. Grand Universe Lucca ha più di una storia da raccontare. E Georges Midleje, Regional Managing Director, le conosce bene. Il Grand Universe Lucca è un luogo in cui il passato riaffiora dentro ogni dettaglio.

"Questo hotel ha una grande storia, anche un po' nascosta, che è stata riscoperta una volta che è stato ristrutturato", spiega, ricordando come l'edificio affondi le sue radici addirittura in epoca romana, quando nella parte bassa ospitava un atelier di un vetraio. Poi, nei secoli, diventa palazzo nobiliare della famiglia Paoli nell'Ottocento, prima di trasformarsi, nel 1857, in un albergo chiamato L'Universo, meta di scrittori, compositori e grandi poeti come Pascoli e Ungaretti. Oggi parte del portfolio di Autograph Collection Hotels, brand del gruppo Marriott International, Grand Universe Lucca è proprietà di Marcucci Italia e Shaner Italia ed è gestito da Shaner Ciocco Properties.

Per Midleje, il legame dell'hotel con la città passa soprattutto dalla musica.

"È un albergo legato a Lucca anche per la parte della musica. Lucca ancora oggi è una città della musica", sottolinea, ricordando come il design, i colori e gli spazi dell'attuale Grand Universe siano stati pensati per riflettere l'anima lucchese: dal pianoforte che accoglie gli ospiti all'ingresso, fino al rapporto stretto con il Lucca Summer Festival, che da decenni porta grandi artisti internazionali in città. La ristrutturazione del 2016, con un investimento importante per 55 stanze, è stata l'occasione per riportare alla luce questa identità, senza snaturarla.

C'è poi la dimensione leggendaria, ma documentata, che aggiunge fascino al racconto. Midleje ricorda un episodio legato alla visita di Vittorio Emanuele III, quando l'albergatore di allora si presentò con grande orgoglio:

"Ovviamente - dice Midleje - ha una posizione invidiabile, è giusto davanti al Teatro del Giglio. Uno degli ospiti importanti fu il re Vittorio Emanuele III, che durante un viaggio venne a soggiornare qui, in una sua visita a Lucca per vedere un'opera proprio al Teatro del Giglio, che è il nostro dirimpettaio. Non è una leggenda: il proprietario, quando arrivò il re, si presentò come il proprietario dell'Universo, che era il nome italianizzato dell'albergo che si chiamava "L'Univers", alla francese. E il re gli rispose: e io sono un umile re di un paesino che si chiama Italia".

Un aneddoto che oggi vive nelle memorie conservate in biblioteca e che restituisce l'idea di quanto questo hotel sia intrecciato con la storia, piccola e grande, di una città ancora molto autentica.

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M.O., Guterres a Beirut: "I libanesi non hanno scelto questa guerra"

Roma, 13 mar. (askanews) - "I libanesi non hanno scelto questa guerra, vi sono stati trascinati": lo ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha compiuto una visita in segno di "solidarietà" a Beirut, dove ha incontrato il presidente libanese Joseph Aoun.

"Lo so, so che i libanesi stanno soffrendo enormemente. So che i libanesi musulmani stanno terminando il Ramadan. I libanesi cristiani stanno terminando la Quaresima. E questi dovrebbero essere momenti di pace. Questi dovrebbero essere momenti di solidarietà".

La guerra in Libano ha causato oltre 687 morti e più di 800.000 sfollati dal 2 marzo, secondo il ministero della Salute libanese.

"Purtroppo il Libano è stato trascinato in una guerra che questa popolazione non avrebbe voluto combattere", ha aggiunto.

"Trovare una soluzione che permetta al Libano di diventare un Paese indipendente, con sovranità e integrità territoriale rispettate, e in cui le autorità abbiano - come ho detto - il monopolio sull'uso della forza".

"Non è più il tempo dei gruppi armati. È il tempo degli stati forti", ha concluso Guterres.

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