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Wwf: in 35 anni la superficie forestale persa è pari alla Groenlandia

di TMNews giovedì 19 marzo 2026
2' di lettura

Roma, 19 mar. (askanews) - Wwf Italia, in occasione della Giornata Mondiale delle Foreste, che si celebra il 21 marzo, torna a lanciare l'allarme sull'emergenza deforestazione nel mondo.

Risale al 1988 la campagna dell'associazione ambientalista in cui, riferendosi alla foresta Amazzonica, si paragonava alla superficie dell'Austria l'area distrutta dall'intervento dall'uomo. In 35 anni, dal 1990 al 2025, secondo il Wwf, sono andati persi quasi 4,9 milioni di chilometri quadrati di foreste a causa della conversione dei terreni ad altri usi: la superficie forestale globale si è ridotta di oltre due milioni di chilometri quadrati, pari a quasi 26 volte l'Austria, come l'estensione della Groenlandia o di mezza Europa.

C'è però un segnale positivo, a fronte di questi numeri enormi, dicono gli ambientalisti: la perdita annua di foreste mostra un rallentamento rispetto agli anni '90: si passa dai 107.000 chilometri quadrati annui persi del decennio 1990-2000 ai 41.200 stimati tra il 2010 e il 2020. In alcuni Paesi tropicali, come Indonesia e Brasile, i più recenti monitoraggi segnalano una leggera riduzione nella deforestazione; tuttavia, l'espansione delle superfici destinate a allevamenti e coltivazioni, seguita dai tagli per la vendita del legname e da lavori per miniere o infrastrutture, rischiano di annullare i progressi. Edoardo Nevola, responsabile foreste del Wwf Italia: "Come Wwf chiediamo tre cose: l'applicazione rapida dei regolamenti che tutelano le foreste globali, come il Regolamento europeo contro la deforestazione, che i sistemi produttivi e le catene di approvvigionamento diventino più sostenibili e l'ultima cosa è l'invito a tutti i consumatori a essere più responsabili".

Il Wwf ricorda come le foreste siano fondamentali per l'equilibrio del Pianeta; la loro distruzione comporta effetti che vanno dalla perdita di biodiversità alla crisi idrica, con impatti sulle economie locali e sulle comunità che vi dipendono.

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Il risultato netto 2025 é di 5,3 milioni, con un Margine Operativo Lordo di 5,8 milioni e nel 2030 i ricavi diretti sono proiettati a superare i 63 milioni. La relazione, relativa al triennio 2023-2025, evidenzia il ruolo crescente assunto da Infratel Italia nella governance delle infrastrutture di connettività nazionale.

Sul fronte delle realizzazioni, si contano 6 milioni di unità immobiliari in fibra ottica, oltre 27mila scuole connesse a internet con banda larga, quasi 8000 strutture sanitarie connesse e 4 milioni di km di infrastrutture mappate nel catasto tecnologico, con la copertura "Fiber To The Home" al 70,7%, superiore alla media europea.

Le parole du Pietro Piccinetti, Amministratore Delegato Infratel Italia: " Stiamo crescendo al di là dell'importantissimo avvenimento che è il PNRR, comunque Infratel sta dimostrando che sta crescendo grazie alla collaborazione con tutti gli enti pubblici (noi possiamo lavorare solamente con il pubblico) sia soprattutto le regioni, gli enti locali e le pubbliche amministrazioni centrali. Molto importante è l'accordo che abbiamo firmato con il Maser, questo a dimostrazione che siamo veramente l'unica società del governo italiano che può dare una mano per la gestione delle infrastrutture, delle reti pubbliche e a tutte le società pubbliche, sia locali che centrali".

Un soggetto abilitatore della sovranità nazionale di connettività pubblica per lo sviluppo socio - economico della Nazione e dei cittadini con ambizioni che si estendono alle reti terrestri fisse,mobili e a quelle sottomarine.

Il commento di Alfredo Maria Becchetti, Presidente Infratel Italia: "Il PNRR ha dato un booster, una spinta enorme al raggiungimento degli obiettivi della transizione digitale, anzi per la verità noi siamo già transitati digitalmente, ormai abbiamo una quantità di luoghi che sono coperti sia dalla banda ultralarga che dalla fibra, che ci consentono di avere una ripartizione del sistema digitale per gran parte del Paese. Il PNRR è stato molto importante e ci ha aiutato moltissimo a raggiungere luoghi che erano difficilmente raggiungibili dalla fibra, che erano zone a fallimento di mercato. Ora i prossimi progetti sono completare questo lavoro, raggiungere il 100% degli obiettivi nel 2030 e fare in modo che tutto il Paese, anche le aree meno protette, abbiano un collegamento digitale idoneo per il futuro".

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