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Iran: "Mineremo lo Stretto di Hormuz se Usa colpiranno le centrali"

di TMNews lunedì 23 marzo 2026
1' di lettura

Milano, 23 mar. (askanews) - Ancora missili su Teheran, truppe israeliane in Libano e raid balistici e droni iraniani contro Israele, alcuni andati a segno in aree residenziali nel sud del Paese, con decine di feriti.

La guerra in Medio Oriente entra in una fase ad altissimo rischio ma si sposta anche, sempre più, sul terreno energetico.

Gli Stati Uniti, con Donald Trump, hanno lanciato un ultimatum all'Iran: riaprire completamente lo Stretto di Hormuz oppure affrontare attacchi mirati, in particolare contro la rete elettrica del Paese.

Teheran ha risposto minacciando di alzare il livello dello scontro: "Se gli Usa colpiranno le centrali iraniane, Teheran chiuderà Hormuz, minerà lo stretto e attaccherà su larga scala infrastrutture energetiche e di comunicazione israeliane e regionali, compresi impianti nei Paesi che ospitano basi americane", ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale Khatam al-Anbiya.

Sul tavolo ci sono anche opzioni militari più pesanti. Tra queste, l'ipotesi di un intervento statunitense di terra su Kharg Island, snodo chiave per l'export petrolifero iraniano.

Il rischio non è solo una nuova escalation militare ma che il conflitto diventi uno shock globale, capace di colpire energia, economia e stabilità internazionale. "Nessun Paese sarà immune agli effetti di questa crisi se continuerà ad andare in questa direzione. Pertanto, è necessario uno sforzo globale in tutto il mondo", ha ammonito Fatih Birol, direttore dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE).

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Jaafar Jackson è "Michael": ho ballato fino a far sanguinare i piedi

Roma, 23 mar. (askanews) - Cresce l'attesa per "Michael". Dal 22 aprile arriva il film diretto da Antoine Fuqua che racconta la storia del re del pop Jackson, dalla scoperta del suo talento come frontman dei Jackson Five, fino al successo mondiale: concentrandosi sugli anni dell'ascesa e andando oltre la musica, ripercorrendo alcune delle performance più famose.

A interpretare la star c'è il nipote di Michael, Jaafar Jackson al suo debutto cinematografico. Il 29enne, cantante e ballerino, racconta in una clip come è stato trasformarsi nel mito. "Io amo le sfide, volevo dimostrare alla mia famiglia, al produttore, che potevo farcela. Ho iniziato a provare per ore, ore, e ore, finché ogni movimento non era giusto. Ho ballato fino a far sanguinare i piedi... Ho pensato se dovevo fare ancora prova o riposarmi, poi la mia testa si è chiesta: 'Cosa farebbe Michael?'".

Alla produzione c'è il regista e produttore premio Oscar Graham King, che ha scelto Berlino per ospitare la prima internazionale il 10 aprile, il film promette di offrire "un posto in prima fila per vedere Michael Jackson come mai prima d'ora".

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Referendum Giustizia, Meloni vota a Spinaceto e Schlein a Testaccio

Roma, 23 mar. (askanews) - A poche ore dalla chiusura delle urne per il Referendum costituzionale sulla separazione delle carriere

tra magistrati inquirenti e giudicanti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha postato su X un appello a recarsi a votare nel secondo e ultimo giorno utile, entro le 15 di lunedì: "Partecipare è importante", ha scritto, mentre è andata a depositare la scheda in un seggio a Spinaceto, quartiere residenziale di Roma Sud, concedendosi anche un selfie con i presenti.

La segretaria Dem, Elly Schlein, ha votato invece domenica in una scuola del quartiere romano di Testaccio, e ha postato su Instagram una foto con la scritta "Buon Voto".

Nella prima giornata di votazione domenica 22 marzo è stata registrata un'affluenza record, che ha superato il 46% (46,07), un balzo in avanti rispetto al referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari del 2020, quando, alla stessa ora, era stato registrato il 39,37%. Quella definitiva sarà rilevata lunedì a chiusura seggi quando avrà inizio lo scrutinio e la conta dei sì e dei no alla riforma della Costituzione.

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Luiss Business School: la Reunion degli alumni del public affairs

Roma, 23 mar. (askanews) - Si è svolta a Villa Blanc, sede della Luiss BusinessSchool, la II Reunion degli Alumni dell'Executive Master in Lobby, Relazioni Istituzionali & Human Capital, oggi in aula alla 18° edizione.

Un appuntamento che si inserisce a pieno titolo nell'offerta formativa della Scuola, perché trasforma l'incontro tra ex partecipanti in un'occasione di apprendimento continuo, capace di generare idee, esperienze e nuove opportunità professionali. Un Master, che abbina una formazione manageriale generale a percorsi specifici in Public Affairs & External Relation, per la formazione di esperti di relazioni istituzionali, della rappresentanza degli interessi e della comunicazione esterna.

Ad aprire l'evento i saluti istituzionali del Dean della Luiss Business School Raffaele Oriani e di Matteo Caroli, Associate Dean e Leader Luiss Business School Alumni Hub, seguiti dagli interventi di Alberto Petrucci, Direttore dell'Executive Master, e di Francesco Delzio, Condirettore del programma. La tavola rotonda "L'interesse dell'Italia nell'Italia degli interessi" ha visto i contributi di Luigi Abete, Presidente Luiss Business School, Rita Carisano, Direttore Generale Luiss Guido Carli, dell'imprenditore Marco Gay e di Nando Pagnoncelli, Presidente IPSOS-DOXA Italia. Tra i temi emersi durante la giornata, la sfida dell'Intelligenza Artificiale per il Public Affair:

"L'intelligenza artificiale potrà generare un salto di qualità importantissimo ulteriore, trasformando questa professione e rendendola sempre più strategica e manageriale, perché l'AI ci consentirà di uscire dalla logica dei salotti, delle relazioni nude e crude, dell'agendina e di entrare in una dimensione che invece è fondata su dati ed evidenze. Evidence Based e Data Driven, questo è il modello anglosassone di Public Affairs che io credo, nei prossimi anni, si potrà realizzare davvero in Italia grazie all'intelligenza artificiale" ha dichiarato Francesco Delzio, Condirettore Executive Master Lobby, Relazioni Istituzionali e Human Capital.

Un incubatore di idee, opinioni ed esperienze utili all'inserimento nel mondo del lavoro e per la crescita professionale. La community degli Alumni, risulta essere così particolarmente attiva e svolge un ruolo fondamentale in termini di networking ma anche di lifelong-learning.

"E' importante perché unisce dei punti fondamentali di come cambia la rappresentazione degli interessi, di come cambia il rapporto fra istituzioni, fra aziende e fra persone. La Luiss Business School, in questo, ha dato, dà e darà un contributo essenziale perché, per gestire un cambiamento importante come quello che viviamo, servono competenze e le competenze bisogna metterle in collegamento con tutti gli interessi" ha detto l'imprenditore Marco Gay.

La Luiss Business School, conferma così il proprio impegno concreto per valorizzare una community di Alumni attiva e intergenerazionale, proponendosi come ponte tra pubblico e privato, per formare professionisti capaci di coniugare l'interesse delle imprese con l'interesse nazionale.

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"Women for Women Against Violence" conquista pubblico di Raiuno

Roma, 23 mar. (askanews) - Emozione, consapevolezza e un forte impatto umano hanno segnato la VI edizione di "Women for Women Against Violence - Camomilla Award", andata in onda sabato in seconda serata su Rai Uno. Un appuntamento che ha saputo distinguersi anche in una fascia oraria complessa, registrando un riscontro significativo e confermando la forza di un format unico nel panorama televisivo italiano.

Ideato da Donatella Gimigliano, Presidente dell'Associazione Consorzio Umanitas, e prodotto in collaborazione con Fondazione Med-Or, Siae e Acaia Medical Center, il programma continua a rappresentare un presidio raro e necessario nel racconto televisivo contemporaneo: un luogo in cui la narrazione della vita, della rinascita e della dignità prende il posto della cronaca della morte, restituendo centralità a storie vere che parlano al cuore del pubblico.

Al centro della serata, presentata da Elenoire Casalegno e Arianna Ciampoli, con la regia di Antonio Centomani, il filo conduttore che da sempre caratterizza il progetto: l'unione di due grandi emergenze femminili, la violenza di genere e il tumore al seno, raccontate attraverso testimonianze autentiche e momenti di grande intensità emotiva.

Ad aprire la kermesse è stata Joia B con il brano "Un tempo per volare", potente racconto di rinascita personale dopo la malattia, accompagnata dalla straordinaria performance dei primi ballerini della Fini Dance di New York, Concetta Barillaro e Mirko Giordano. Un inizio simbolico e fortemente evocativo, che ha dato il tono a un racconto corale capace di alternare dolore, forza e speranza.

Tra i momenti più toccanti, le testimonianze di Ilaria Capponi, che ha affrontato il tema del body shaming e delle fragilità nascoste dietro l'immagine pubblica; Elisabetta Faraoni, che ha condiviso il valore salvifico della diagnosi precoce; e Giuseppina Torre, che ha trasformato la violenza subita in un percorso artistico e umano di liberazione, restituendo alla musica il suo ruolo di rinascita.

Di grande impatto anche l'intervento di Antonietta Tuccillo, che con il monologo "Malattia e povertà: la doppia condanna" ha portato una riflessione civile forte, con un appello diretto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul peso sociale ed economico che accompagna la malattia.

Cuore simbolico della serata il Camomilla Award, ispirato alle virtù terapeutiche della pianta e realizzato dal Maestro orafo Michele Affidato, assegnato a personalità che si sono distinte per il loro impegno civile e professionale. Tra i premiati: Massimo Giletti insieme alla giornalista Rebecca Pecori, Manuela Moreno, Bianca Nappi e il Brigadiere Capo Salvatore Carotenuto. A rendere ancora più coinvolgente la serata, momenti di spettacolo e musica con i Gemelli di Guidonia, la violinista Elsa Martignoni, la voce intensa di Angela Loy Williams e la Women for Women Orchestra coordinata da Musitalia di Mariella Restuccia, insieme alle coreografie firmate da Erika Spaltro sotto la direzione creativa di Antonio Fini.

"Siamo profondamente felici e grati per i risultati di ascolto ottenuti - dichiara Donatella Gimigliano -. In una fascia oraria complessa questi dati rappresentano un segnale importante: il pubblico c'è, ascolta e riconosce il valore di un racconto autentico. Un grazie alla Rai che da sei anni crede in questo progetto. L'auspicio è che questo percorso possa crescere ancora, trovando una collocazione nel palinsesto che permetta a questo messaggio sociale di raggiungere un pubblico ancora più ampio". Women for Women Against Violence - Camomilla Award si conferma così non solo un programma televisivo, ma un evento che invita a guardare, ascoltare e sentire - perché ogni storia raccontata è un passo verso una maggiore consapevolezza collettiva.

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