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Trump: stiamo vincendo, gli iraniani trattano ma hanno paura di dirlo

di TMNews giovedì 26 marzo 2026
1' di lettura

Milano, 26 mar. (askanews) - "Stiamo vincendo come mai prima d'ora in Medio Oriente con l'Iran. E datemi retta: stanno negoziando. Vogliono tantissimo fare una accordo, ma sono spaventati di ammatterlo, perché hanno paura di essere uccisi dalla loro stessa gente. E hanno anche paura di essere uccisi da noi. Non c'è mai stato un capo di Stato che voleva così poco essere capo dell'Iran. Io non lo voglio". Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump, nel suo intervento alla cena per la raccolta di fondi del Nation Republican Congressional Committees (Nrcc).

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Operazione "Suburra", nelle Marche l'e-commerce della droga: 12 misure

Roma, 26 mar. (askanews) - Dodici misure cautelari (8 in carcere e 4 ai domiciliari) e 10 perquisizioni nei confronti di un'associazione criminale armata che avrebbe introdotto nelle Marche tonnellate di stupefacenti, pubblicizzati e venduti online, come nei negozi e-commerce. É il bilancio dell'operazione della polizia - SISCO di Ancona, Servizio Centrale Operativo e Squadra Mobile di Macerata - ribattezzata "Suburra".

Attraverso un canale di messaggistica istantanea chiamato "La sacra famiglia", i clienti, con copia del proprio documento come garanzia, acquistavano droga (hashish e cocaina) all'ingrosso, con possibilità di scegliere tra i menù di stupefacente e ricevere la consegna a domicilio tramite corrieri che guadagnavano fino a cinquemila euro al mese. C'era anche la possibilità di lasciare una recensione sul servizio. E alla prima consegna, per testare l'affidabilità del cliente, i corrieri andavano armati di pistola. Il capo del gruppo, chiamato "Padre", avrebbe perfino costretto un uomo a lanciarsi da un auto in corsa in autostrada dopo uno scambio di droga finito male in Puglia.

TMNews

Fuori il 27 marzo "Cielo e sfacelo", il nuovo album de L'Albero

Roma, 26 mar. (askanews) - Esce venerdì 27 marzo "Cielo e sfacelo", il nuovo album de L'Albero, progetto solista di Andrea Mastropietro, che verrà presentato sabato 11 aprile al Glue di Firenze. L'album (fuori con Etichetta Santeria, distribuzione fisica Audioglobe e in digitale The Orchard) è stato anticipato dai singoli "Fuga in Re", "In una stanza" e "Io mi voglio perdere", di cui askanews pubblica un estratto.

"Cielo e sfacelo" è composto da 9 brani che fissano una situazione di tensione continua tra il desiderio di guardare al cielo (il sogno, l'immaginazione, la libertà) e la convivenza, più o meno forzata e accettata, con una realtà presente dove lo sfacelo avanza e la decadenza si impone. Una realtà che emargina tutto ciò che è immateriale e dove trovare il proprio spazio appare sempre più difficile.

Da questa lotta tra questi due estremi e dalla loro obbligata convivenza quotidiana, nascono le nuove canzoni che compongono il terzo disco del cantautore, con strutture più spontanee possibili, a sottolineare una molteplicità di sensazioni che si alternano nei brani, tra momenti pieni e potenti e altri vuoti ed essenziali.

L'Albero è autore e produttore dei propri album, che mescolano la tradizione della canzone italiana con influenze internazionali. Dal suo esordio ha pubblicato due dischi, "Oltre quello che c'è" (2016) e "Solo al sole" (2020), accolti con entusiasmo da critica e pubblico. Ha collaborato con Federico Fiumani (Diaframma) e ha condiviso il palco con artisti come Riccardo Sinigallia, Dente, Shel Shapiro e Bobo Rondelli.

"C'è un desiderio forte di uscire da un loop che pare inarrestabile, per riuscire a trovare un modo proprio per essere liberi - afferma L'Albero - Voglio vedere e chiamare le cose con il loro nome, capire il presente per poi maturare una rottura. Elementi necessari sono l'immaginazione e il sogno che non perdono occasione di infiltrarsi nei brani dove appare dominante il disagio e il rifiuto. Prendere consapevolezza del vero nome delle cose comporta congedarsi da situazioni e visioni che non torneranno più, perdere le coordinate e smarrirsi andando contro l'idea che per tutto ci siano percorsi prestabiliti".

Sono tanti i rimandi agli anni settanta musicali presenti fra le pieghe dell'album: ci sono echi del Lucio Battisti più folk (Anima latina, Il nostro caro angelo), della musica italiana più segnata dalle sonorità internazionali, come l'Equipe 84 di Maurizio Vandelli, e poi la psichedelia di Claudio Rocchi, l'anima del primo Pino Daniele, ma anche echi e colori di David Crosby e Caetano Veloso.

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La Cina avverte gli Usa: "No a impianto munizioni nelle Filippine"

Pechino, 26 mar. (askanews) - La Cina mette in guardia gli Stati Uniti dal portare "conflitti e il caos della guerra" nella regione Asia-Pacifico, dopo che Washington e i suoi alleati hanno annunciato di voler costruire un impianto di produzione e stoccaggio di munizioni nelle Filippine, dopo che la scorsa settimana un gruppo intergovernativo di difesa guidato dagli Usa ha concordato di valutare il finanziamento per una nuova linea di assemblaggio e produzione di munizioni nel Paese del Sud-Est asiatico.

In merito alla visita del presidente americano Donald Trump a maggio nel Paese del Dragone, Pechino - ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian - "mantiene una stretta comunicazione" con Washington.

"La Cina ha sempre creduto che la cooperazione militare e di sicurezza tra i paesi non debba prendere di mira o danneggiare gli interessi di terzi, né debba minare la pace e la stabilità regionale. L'Asia-Pacifico è la forza trainante e stabilizzatrice più importante per lo sviluppo e la prosperità mondiale. Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero rispettare sinceramente le aspirazioni comuni dei paesi della regione, fare di più per favorire la pace e la stabilità e astenersi dall'introdurre scontri tra blocchi, conflitti e il caos della guerra nell'Asia-Pacifico", ha dichiarato il portavoce.

"Se il Paese in questione è disposto a fungere da polveriera e deposito di munizioni, non farà altro che ritorcersi contro di sé. La Cina tutelerà con fermezza la propria sovranità territoriale e i propri interessi di sicurezza, proteggendo i propri legittimi diritti e interessi", ha aggiunto.

"La diplomazia dei capi di Stato riveste un ruolo insostituibile nel fornire una guida strategica per le relazioni tra Cina e Stati Uniti. Entrambe le parti mantengono una stretta comunicazione in merito alla visita del Presidente Trump in Cina", ha concluso.

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Giuria Usa: Meta e YouTube condannate, "creano dipendenza"

Milano, 25 mar. (askanews) - Una giuria di Los Angeles ha messo sotto accusa il modello dei social: Meta e YouTube sono state ritenute responsabili di aver contribuito alla dipendenza di una giovane utente, con conseguenze sulla sua salute mentale. È il verdetto arrivato dopo oltre una settimana di deliberazioni in California, in un caso destinato a fare scuola.

Secondo la giuria, alcune caratteristiche delle piattaforme - progettate per aumentare il tempo di utilizzo - hanno favorito comportamenti compulsivi, aggravando il disagio psicologico della ragazza.

Meta, casa madre di Facebook, Instagram e WhatsApp, dovrà sostenere circa il 70% del risarcimento, mentre il resto sarà a carico di YouTube, controllata di Alphabet. In totale, la cifra è stata di 3 milioni di dollari.

Una somma limitata per i colossi del tech, ma il punto non è economico: la stessa giuria deve ancora valutare eventuali danni aggiuntivi.

Questo verdetto "ha contribuito a far comprendere il vero significato del primo processo per dipendenza dai social media. E si tratta di una questione molto seria, non solo per la California e gli Stati Uniti, ma per il mondo intero", ha dichiarato Mark Lanier, avvocato di kaley, la giovane che ha messo sotto accusa i big tech. Il caso è stato seguito con attenzione perché potrebbe aprire la strada ad altre cause simili negli Stati Uniti.

Non a caso, è già stato paragonato alle battaglie legali contro le multinazionali del tabacco negli anni '90, accusate di aver creato prodotti in grado di generare dipendenza. Nel frattempo, altre piattaforme come TikTok e Snap hanno scelto di patteggiare prima dell'inizio del processo.

Una decisione che ha rafforzato il segnale: il tema dell'impatto dei social sulla salute mentale è sempre più al centro dello scontro tra utenti, aziende e tribunali.

"Non condividiamo la sentenza e presenteremo ricorso. La salute mentale degli adolescenti è profondamente complessa e non può essere ricondotta a una singola app. Continueremo a difenderci con fermezza, poiché ogni caso è diverso, e restiamo fiduciosi nella nostra capacità di proteggere gli adolescenti online", ha dichiarato la portavoce di Meta, Ashly Nikkole Davis, annunciando ricorso.

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