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Turismo, Pompili (Veratour): 2025 anno record, fatturato a 265 milioni

di TMNews giovedì 26 marzo 2026
1' di lettura

Milano, 26 mar. (askanews) - Stefano Pompili, amministratore delegato di Veratour, racconta in questa intervista video il miglior bilancio nella storia del gruppo, con 265 milioni di fatturato nel 2025 e il miglior Ebt di sempre. Pompili affronta anche l'impatto della crisi iraniana sul turismo: preoccupazione per il rallentamento delle prenotazioni, soprattutto su destinazioni come l'Egitto, ma anche fiducia nella capacità del settore di ripartire e nello spostamento della domanda verso mete come Italia, Capo Verde e lungo raggio verso ovest.

"Il 2025 è un anno straordinario, con il miglior bilancio da sempre per Veratur spa - spiega Pompili - Chiuderemo con 265 milioni di fatturato. Finalmente dopo il Covid 5 anni per recuperare tutto quello che abbiamo perso e abbiamo recuperato fortemente con un bilancio straordinario e anche col miglior Ebt da sempre".

"Sul lato crisi - prosegue l'amministratore delegato del tour operator - che sta impattando fortemente sul turismo, siamo preoccupati, ma sappiamo esattamente che il turismo è un settore incomprimibile. Non possiamo fermare gli italiani che torneranno a viaggiare. L'importante è che questa crisi abbia una fine. Ci auguriamo che prossimamente, molto a breve, possa terminare, in maniera che chi dovrà ancora prenotare l'estate avrà la tranquillità di poterlo fare. La crisi impatta sicuramente sul prodotto come Egitto e favorisce invece destinazione come Italia, Capoverde, lungo raggio verso ovest che in questo momento sono le più richieste in assoluto".

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"La più piccola", nella vita di Fatima, musulmana e omosessuale

Roma, 26 mar. (askanews) - "La più piccola", il film in concorso al Bif&st e dal 23 aprile nei cinema italiani, racconta l'accettazione della propria omosessualità da parte di una ragazza francese di origini algerine profondamente credente. Con il ruolo di Fatima l'esordiente Nadia Melliti ha vinto la Palma d'oro del festival di Cannes. A dirigerla l'attrice e regista Hafsia Herzi.

Fatima, diciassette anni, è la più piccola di tre sorelle in una famiglia musulmana. Cresciuta tra affetto familiare e tradizioni, affronta il delicato equilibrio tra preghiere sussurrate e sogni proibiti. L'attrice ha spiegato: "Questa ragazza prima di fare un coming out fa un coming in, nel senso che deve prima di tutto accettare la propria identità, perché ha in qualche modo un'omofobia interiorizzata. Il film è l'adattamento di un romanzo autobiografico di Fatima Daas, che ha più volte detto che per lei era un dovere scrivere questo libro, perché quando era giovane non era rappresentata in nessun modo. E la regista voleva dare una voce a questa comunità".

Nel suo viaggio Fatima conosce un'altra Parigi, scopre un mondo fino ad allora sconosciuto, incontra l'amore, sperimenta se stessa in una nuova veste. "Io amo tutto ciò che disturba e questo argomento è un tabù soprattutto in Francia. Il personaggio è complesso ma io penso che bisogna in qualche modo 'disturbare' per svegliare le coscienze delle persone, per farle evolvere".

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Jarvis Green: "Dal Super Bowl all'Africa ecco la mia nuova sfida"

Roma, 26 mar. (askanews) - Jarvis Green, ex difensore dei New England Patriots, due volte campione del Super Bowl, era in questi giorni a Roma al Vertice delle Forze Terrestri Africane (ALFS), parte di un gruppo di imprenditori ed espositori che hanno preso parte come civili al summit annuale itinerante organizzato dalll'U.S. Army e dedicato al continente africano. Dal rettangolo di gioco a imprenditore di successo con la sua Oceans 97, Green sostiene la "Great Lakes Flag Football League" e nell'ottica delle Olimpiadi di Los Angeles 2028 - dove il flag football, versione senza contatto del football americano, farà il suo debutto - promuove la diffusione di questo sport in Paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il Ruanda, la Tanziania, lo Zambia, il Burundi e l'Uganda. L'idea parte dallo sport ma è più grande. Come la racconta lo stesso Green si tratta di dare un futuro ai giovani africani attraverso sport, innovazione e sviluppo sostenibile.

"Questo è molto importante anche per me, così come l'impatto sull'Africa e le mie radici. Sono al 37% camerunese, sai, e ho un po' di radici irlandesi nell'1%, lo diresti? Ho un cuore per l'Africa, in base alle mie origini e comprendendo parte della mia storia", racconta con emozione Green, che vede nel continente un'opportunità unica. "L'Africa nel 2050 avrà la popolazione più giovane al mondo. Stanno crescendo così velocemente, ma dobbiamo dare loro opportunità per un reddito migliore, autosufficienza, più esportazioni, commercio, istruzione, acqua pulita e cibo sostenibile. È vitale per i giovani".

Green fa riferimento a un progetto che unisce università prestigiose e aziende come KVG (presente in 119 paesi, fornitore di servizi di supporto alle missioni, riconosciuto a livello internazionale per le sue soluzioni innovative). Focus su acquacoltura, maricoltura (con ostriche e crostacei, con un un richiamo alla nativa Louisiana di Green), workforce development e food cooperatives. "Continuo a dire 'giovani e sviluppo della forza lavoro' perché è importantissimo", sottolinea.

"Sono afroamericano e per me è fondamentale lavorare con il mondo accademico e colmare quel divario, non limitandomi a organizzare missioni in cui le persone vanno a cantare, ballare e mangiare, ma missioni che sviluppino capacità e competenze per incrementare gli scambi commerciali, le importazioni e le esportazioni con le nazioni africane. E poi c'è la mia azienda, Oceans 97, distributore innovativo di prodotti ittici. Ma lavorando tutti insieme, uno degli obiettivi principali è quello di avere l'opportunità di formare i giovani africani, collaborando con loro".

L'intenso sfruttamento delle risorse naturali africane da parte della Cina attraverso investimenti massicci, prestiti opachi e pratiche controverse è documentata attraverso numerose ricerche e fatti. Da parte di Green non manca un'allusione molto chiara a questo: "Senza offendere nessuno ma i nostri avversari arrivano, dicono che faranno A, B, C, D... Poi invece arrivano alla A e basta. Promettono di aiutare la forza lavoro, costruire scuole, ma non restituiscono nulla ai paesi africani, ai giovani, alla gente locale. Il 99% dei lavoratori sono importati, questo non aiuta i paesi africani".

Green contrappone l'approccio predatorio al suo modello: "Non sono un economista, ma vogliamo che l'85-88% della forza lavoro sia management africano, con presidenti e vice presidenti locali. È il loro futuro, il loro paese. L'Africa si sta costruendo, noi vogliamo supportarla".

Poi Green dice di sentirsi fortunato, da quando entrò nella sua squadra dei Patriots a suo tempo, 9 anni in NFL, due Super Bowl vinti. Mai avrebbe pensato di passare dal football pro a temi così di peso, incontrando per la costruzione dei nuovi progetti i generali a Stoccarda, dove ha sede il Comando degli Stati Uniti d'America per l'Africa (USAFRICOM): "ero nervoso, sudato, emozionato!", confida con passione.

Per Green, lo sport è diplomazia strategica: "Nessuno può togliermelo. È spirito di squadra. Portiamo lo sport sul terreno, anche in zone sensibili come l'Est Congo, sulla strada per le Olimpiadi LA-28. Ma l'acqua è l'anima di tutto: igiene, preparazione mentale, infrastrutture".

Con partner militari, accademici e privati, Green punta a "controbilanciare gli avversari con cibo, acqua, educazione. Non America first, ma Africa first - 54 paesi che meritano rispetto", ci dice. "Non provengo da una famiglia di militari, ma i miei antenati hanno dedicato del tempo a sostenere l'America. Non si tratta solo di "America First", ma di "Africa First", di ogni singolo Paese. Tutti questi Paesi vengono prima di tutto e chiedono anche sostegno e rispetto. Possiamo lavorare insieme come un'unica entità per contrastare gli avversari, per dare loro cibo, acqua, istruzione e un futuro".

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews, US Army, archivio, Afp

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A Milano la colazione è protagonista sul tram

Milano, 26 mar. (askanews) - La colazione, per 7 italiani su 10, è un momento fondamentale della giornata. Secondo una ricerca Nielsen, condotta per conto di Mulino Bianco, il 78% degli italiani la ritiene un pasto "fondamentale" per trovare l'energia giusta per affrontare la giornata. La maggior parte delle persone sceglie una bevanda e un alimento solido, privilegiando prodotti come caffè, latte, biscotti, cereali e yogurt. Un rito che cambia nel tempo e si adatta ai ritmi degli italiani.

A tal proposito abbiamo chiesto ad Andrea Capano, Marketing Manager di Grancereale, come ci si adatti alle nuove abitudini: "I giovani, infatti, cercano sempre di più di sperimentare nuovi tipi di colazione, dove ad esempio cercano la colazione salata oppure alternative vegetali. E un trend estremamente importante è quello della crescita dei prodotti vegetali e proteici. Sta sempre di più emergendo un target attivo, dinamico, che cerca delle alternative".

Negli ultimi anni, è cresciuta anche l'attenzione verso l'apporto proteico e in questo contesto si inserisce anche la gamma Protein+ di Grancereale, pensata per chi desidera iniziare la giornata con gusto, senza rinunciare a un adeguato contributo nutrizionale. Abbiamo allora chiesto a Capano anche come Grancereale stia evolvendo per accontentare le richieste di prodotti plant-based e proteici: "Gran Cereale è stato uno dei primi biscotti a orientarsi verso il mondo integrale, con una proposizione basata tra gusto, natura e benessere. In questo contesto, però, si è voluto evolvere per rispondere alle esigenze dei consumatori e oggi il nostro brand è un punto di riferimento per il mondo vegetale. Infatti è il primo brand ad avere un'intera gamma di prodotti biscotti, barrette e cereali 100% vegetali".

Biscotti e barrette Protein+, protagonisti anche a bordo del tram di Alpro e Grancereale, che dal 26 al 29 marzo, circolerà per le vie del centro di Milano, portando la colazione vegetale direttamente tra le strade della città.

"L'idea del tram nasce dal desiderio di parlare in maniera concreta al nostro target di riferimento, un target estremamente attivo, dinamico, che vive una vita frenetica, in movimento, fatta di impegni tra casa, lavoro e tempo libero" ha concluso Capano.

L'iniziativa, vuole raccontare un modo diverso di vivere la colazione fuori casa, mostrando come anche in città, e persino in movimento, una colazione vegetale possa essere insieme gustosa ed equilibrata.

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Fi, S.Craxi: la priorità adesso è rilanciare l'azione politica

Roma, 26 mar. (askanews) - "Adesso la priorità è rilanciare l'azione politica del partito occupandoci della prima emergenza che è quella economica anche per i riflessi dei conflitti che abbiamo quindi lavoreremo su questo. Io sono alla ricerca non di tessere ma di idee, non cerco adepti ma confronti, idee, dialogo". Così Stefania Craxi, neo capogruppo di Fi al Senato, ha risposto ai giornalisti che le chiedevono se condivide la linea tracciata dal segretario Antonio Tajani di avviare dal mese prossimo i congressi regionali.

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