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L'Egitto consegna aiuti in Libano e chiede stop agli attacchi

di TMNews giovedì 26 marzo 2026
1' di lettura

Milano, 26 mar. (askanews) - Mille tonnellate di aiuti umanitari provenienti dall'Egitto sono arrivate al porto di Beirut. Badr Abdelatty, ministro degli Esteri egiziano in visita in Libano, ha chiesto una "cessazione immediata dell'aggressione israeliana" e ribadito la necessità di "fermare le incursioni di terra e gli attacchi contro Beirut e varie aree del Libano" durante una conferenza stampa a Beirut.

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La Russa inaugura la mostra Ecce Homo di Antonello da Messina in Senato

Roma, 26 mar. (askanews) - Inaugurata la mostra "Ecce Homo" di Antonello da Messina in Senato; l'opera, recentemente acquisita dallo Stato italiano, è stata svelata in una cerimonia nella sala Capitolare con il presidente del Senato, Ignazio La Russa e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

"Questa è un'occasione veramente importante - ha detto La Russa - ritornare a guardare con un occhio importante l'opera di Antonello da Messina non solo rende più fruibile la singola opera, ma ne moltiplica l'importanza, l'attenzione e la fruibilità. Quindi diventa un'operazione non solo culturale, ma anche sociale, forse socioeconomica, perché non è vero che la cultura non produce ricchezza. La cultura se è spesa bene, se è spesa per cose che meritano, produce innanzitutto ricchezza dello spirito, ma anche ricchezza materiale come effetto come effetto collaterale".

L'immagine devozionale esposta, ha spiegato, "corrispondeva a quello che oggi è un santino..., Allora era un po più faticoso, ti dovevi portare un quadretto, non cambia il rapporto dell'arte con noi, ma soprattutto - ha concluso La Russa - non cambia il rapporto dell'uomo col divino, questa necessità che ha, che rappresenta lo spirito, senza il quale la nostra vita sarebbe inutile".

Inoltre, rivolgendosi al ministro Giuli, La Russa ha detto: "Mi è giunta voce che stai per fare un altro colpaccio, un Caravaggio: guarda che vogliamo anche quello qui al Senato, quello lo mettiamo in sala Garibaldi, dove non può scappare a nessuno..."

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Parmigiano Reggiano: giro d'affari 2025 sfiora 4 mld, export oltre 50%

Milano, 26 mar. (askanews) - Per la prima volta nel 2025 più della metà del Parmigiano Reggiano è finito all'estero. Un export che ha trainato i risultati della Dop, il cui giro d'affari al consumo è cresciuto del 24% arrivando a sfiorare i 4 miliardi (3,96). Dietro questo numero però c'è una forbice sempre più ampia tra il mercato domestico con volumi in calo e la domanda estera in crescita, nonostante l'incertezza geopolitica.

"Il 2025 è un anno che sancisce un Parmigiano Reggiano sempre più orientato al mercato internazionale e sempre più icona del made in Italy. È positivo da un lato, ma anche una necessità, perché l'Italia per una questione sociale e demografica non è sicuramente il posto dove possiamo pensare di crescere - ha detto Nicola Bertinelli, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano Dop - Ecco perché l'internazionale è il luogo dove crescere. Il 2025 è il primo anno dove il Parmigiano Reggiano supera il 50% di quota export, 51, ma in dieci anni dovrà essere il 65%, il 70% del mercato internazionale".

In Italia l'aumento dei prezzi ha ridotto frequenza e quantità di acquisto, sebbene la base dei consumatori sia rimasta stabile, Risultato: volumi giù di un 10%, a fronte di una sostanziale tenuta del giro d'affari. Per contro, la domanda estera ha continuato a crescere di un 2,7%, con performance positive nel Regno Unito, Canada e Svezia. In crescita del 2,3% anche gli Stati Uniti, primo mercato estero per il Parmigiano Reggiano nonostante il quadro complesso: "Abbiamo aumentato le esportazioni negli Stati Uniti, però il 2026 vede un inizio assolutamente negativo - ha sottolineato Bertinelli - Si pensi che nel mese di gennaio 2026 sul 2025 siamo a un meno 16% delle importazioni da parte degli operatori americani. È calata la domanda di Parmigiano Reggiano? No, c'è una vicenda: l'incertezza".

Oggi il Parmigiano Reggiano rappresenta il 9% a volume del mercato statunitense dei formaggi a pasta dura (16% in valore), con un potenziale di crescita su cui, accanto ai recenti dazi aggiuntivi che hanno portato le tariffe al 25%, pesa una forte incertezza, che rallenta gli ordini da parte di molti operatori. "Di fronte a questa incertezza noi aumentiamo gli investimenti per aumentare il numero di consumatori, di cittadini che possono comprare Parmigiano Reggiano - ha spiegato - In che modo? Siamo sponsor della squadra di football americano di New York. Siamo ad esempio in questi giorni a Miami, nel circuito ATP del tennis. Questi sono momenti dove si possono attivare delle iniziative da parte di content creator, testimonial, in modo tale che si diffonda un principio: che il Parmigiano Reggiano non è il parmesan con sotto la bandierina italiana".

Gli investimenti in marketing e comunicazione previsti dal consorzio superano i 34 milioni di euro, per rafforzare il posizionamento e promuovere il Parmigiano Reggiano come simbolo del made in Italy. In questa direzione va anche il "Progetto Turismo" che vuole fare della Dop una destinazione con l'obiettivo di aumentare a 300.000 i visitatori sul territorio entro il 2029. Tutte leve che puntano a far chiudere il 2026 ancora una volta col segno più. "Per il 2026 ci aspettiamo un anno di crescita trainato dai mercati internazionali, un'Italia che continuerà probabilmente a perdere volumi per un problema reddituale delle famiglie, ma anche perché oggi esistono delle alternative per chi vuole un formaggio a pasta dura da grattugiare al Parmigiano Reggiano - ha affermato - L'internazionale sarà il luogo dove crescere, sicuramente in Europa, il Nord Europa con Norvegia, Finlandia, Svezia, e gli Stati Uniti, dove continueremo a investire per aumentare il bacino di utenti, ma perché no, in un medio lungo periodo, anche il Sud-Est del mondo. Sto pensando all'Indonesia". "Quindi - ha concluso - prevedo un 2026 con un segno più, tanto sull'estero e in realtà un segno meno sull'Italia".

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Maltempo, 500 gli interventi dei vigili del fuoco in Emilia Romagna

Roma, 26 mar. (askanews) - Italia colpita da una forte ondata di maltempo. Nelle immagini dei Vigili del fuoco, le operazioni di soccorso in Emilia Romagna, colpita da vento forte e neve in quota.

Dalla mezzanotte sono stati effettuati 500 interventi, la maggior parte tra le province di Ferrara, Forlì Cesena e Ravenna.

Le operazioni riguardano principalmente la rimozione di alberi caduti che ostruiscono la circolazione e la messa in sicurezza di elementi pericolanti divelti dalle raffiche di vento.

Sulla fascia appenninica, da Pavullo nel Frignano (Mo) fino a Bagno di Romagna (Fc), le squadre sono impegnate nell'assistenza ad automobilisti rimasti bloccati a causa della neve.

Nel forlivese i vigili del fuoco sono intervenuti a Meldola per soccorrere una persona colpita da una tenda divelta dal vento.

Il maltempo ha colpito gran parte del Nord e del Centro Italia con precipitazioni e temperature in discesa. Vento forte si è registrato in particolare in Veneto e Liguria.

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Fi, S. Craxi eletta capogruppo Senato: discontinuità, nessuna rottura

Roma, 26 mar. (askanews) - "Assumo l'incarico di capogruppo con senso di responsabilità, lo svolgerò con serietà, entusiasmo e senso delle istituzioni. È una nuova tappa nella mia carriera politica. Ringrazio il segretario Tajani che ha accompagnato questo avvicendamento in ogni fase con la sua leadership, ringrazio il mio predecessore Gasparri che ha lavorato con competenza e passione. È un normale avvicendamento all'interno di un gruppo politico".

Lo ha detto la neo presidente dei senatori di Fi, Stefania Craxi, parlando con i giornalisti a Palazzo Madama dopo l'assemblea del gruppo che l'ha eletta per acclamazione.

"Fi - ha proseguito - è una comunità ed è una comunità di valori. Ho letto ricostruzioni totalmente fantasiose. È un avvicendamento in cantiere da prima del referendum. Il referendum c'entra nella misura in cui ci siamo detti 'non è il momento, prima scavalliamo il referendum'".

A chi gli ha chiesto perché Gasparri si è dimesso, Craxi ha risposto: "Guardi che fare il capogruppo è logorante, uno dà anche un segnale di discontinuità ma ripeto se ne parlava da tempo. Non c'è nessuna rottura o frattura". La neo capogruppo nega che ci sia stata una raccolta firme contro Gasparri: "Ha rassegnato le dimissioni e il gruppo mi ha eletto".

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