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Israele, sì della Knesset alla pena di morte per palestinesi

di TMNews martedì 31 marzo 2026
1' di lettura

Tel Aviv, 31 mar. (askanews) - La Knesset ha approvato con 62 voti a favore, 48 contrari e un'astensione un disegno di legge che consente la pena di morte per palestinesi condannati per attacchi mortali qualificati come terrorismo. La norma, sostenuta dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, prevede l'impiccagione e lascia l'ergastolo come eccezione in circostanze speciali. Il provvedimento ha subito acceso lo scontro politico e legale, tra accuse di discriminazione e un ricorso già presentato alla Corte suprema.

In aula Ben Gvir ha parlato di "giustizia storica". Ma da Tel Aviv emergono anche voci contrarie. C'è chi considera la legge un danno per Israele e teme che renda più difficili futuri scambi di prigionieri.

"La regola è la morte, l'ergastolo è l'eccezione . È questo il momento per dirlo: questi provvedimenti portano una giustizia storica", ha detto il ministro della Sicurezza nazionale Ben Gvir

"Da ebreo e da israeliano - dice Dekel Sharour, giornalista israeliano - mi vergogno che in Israele ci sia un ministro del genere. E penso che questa legge sulla pena di morte ci farà solo del male".

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"In realtà il vero titolo, possiamo dire ora che è finito, montato, è: Futti, Futti che Dio perdona tutti. Solo che 'Futti futti' era un po' forte. - ha ironizzato Pif - C'è questo grande equivoco, nel senso che il perdono è un atto bellissimo, solo che il perdono deve arrivare dopo un pentimento. Si pretende spesso un perdono senza nessun pentimento, esco sempre esempi politici perché è una cosa che riguarda tutti. Però ti devi pentire, il politico che vuole il perdono senza pentimento.. Questo secondo me è un grande equivoco che dovremmo chiarire".

I due protagonisti sono uniti dalla folle passione per i dolci siciliani. Lui sa che lei è la donna della sua vita, vuole assolutamente riconquistarla e quindi intraprende un percorso spirituale con un consulente d'eccezione: un Papa che ricorda molto Papa Francesco e qui è interpretato dall'attore spagnolo Carlos Hipolito. E a proposito del suo incontro con Bergoglio Pif ha raccontato: "Mi hanno presentato come ateo, avendo fatto le suore, i salesiani, quindi mi sentivo in colpa perché il senso di colpa è l'unica cosa che mi è rimasta della religione cattolica, la prima cosa che ho detto: 'Guardi, Santità, io sono agnostico, non sono ateo, ho fatto anche i salesiani'. E lui, pensando io di fare lo spiritoso, mi ha risposto: 'Ma sei agnostico perché hai fatto i salesiani?".

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