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Crescono startup italiane AgriFoodTech, investimenti +18% in 2025

di TMNews martedì 31 marzo 2026
2' di lettura

Roma, 31 mar. (askanews) - Sono in salute le startup italiane del settore AgriFoodTech: nel 2026 quelle attive sono 571, in aumento sul 2025, come in crescita sono anche gli investimenti, che hanno superato i 120 milioni di euro, con un +18% sul 2024. A scattare la foto del comparto è il Rapporto 2026 di Federalimentare "La Trasformazione tecnologica dell'agroalimentare Made in Italy: il contributo delle startup e la sfida dell'intelligenza artificiale" presentato alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy

Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare: "Abbiamo messo al centro dell'attenzione in questa giornata del Made in Italy l'innovazione, perché noi crediamo che l'innovazione sia alla base della competitività del settore alimentare italiano, che si fonda sulla distintività e qualità dei suoi prodotti"

Punto focale dell'innovazione, anche nel settore agroalimentare, è l'Intelligenza artificiale, una tecnologia che promette di efficientare le performances di tutte le filiere produttive.

Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare: "Abbiamo grandi sfide per il futuro, stiamo crescendo: nuovi record anche nel 2025, 72 miliardi di export. Puntiamo a raddoppiare nei prossimi 10 anni e per guidare questa crescita del nostro settore abbiamo bisogno di innovare per seguire quelli che sono i nuovi trend dei consumatori a livello mondiale, ma l'Italia che è culla della tradizione del cibo nel mondo può sicuramente innovare nel modo corretto. Perché la tradizione è la forma più reale dell'innovazione".

Che il ruolo della Ia sia ormai centrale anche nell'AgriFoodTech, anche e soprattutto per aumentare la redditività per gli agricoltori, lo dicono i numeri.

Giorgio Salvitti, consigliere del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida: "Si parla di un raddoppio della capacità per ettaro da un punto di vista economico, quindi significa tanto, significa tanto perché significa non occupare ulteriore suolo, ma avere una produttività molto più alta, quindi da un punto di vista anche economico e di sostenibilità di quelle che sono le imprese agricole sul nostro territorio diventa di fondamentale importanza, perché non va mai dimenticata una cosa. La crescita deve essere sempre accompagnata anche da un punto di vista della crescita dal punto di vista sociale e quindi della redditività".

L'agriFoodTech italiano si conferma quindi un settore in evoluzione, che sta riducendo il gap con gli altri paesi europei ma che necessita di sforzi per consolidare la transizione verso l'innovazione.

Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera: "Il trasferimento tecnologico in questo è una grande responsabilità perché più le aziende sono efficienti più hanno costi minori e soprattutto riescono a creare un markup superiore, quindi io credo che sia alla base della sopravvivenza del sistema agricolo, quello di riuscire a creare intanto un ricambio generazionale che quasi sempre si porta con esso anche un trasferimento tecnologico. Quindi la start up che è al centro proprio appunto dell'accelerazione tecnologica è senz'altro il veicolo con cui si fa trasferimento di competenze e di nuove tecnologie".

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