Roma, 1 apr. (askanews) - La guerra in Medio Oriente domina i colloqui del presidente francese Emmanuel Macron con la premier giapponese Sanae Takaichi, mentre il Paese del Sol Levante dipende dal Medio Oriente per il 95% delle sue importazioni di petrolio e, dall'inizio della guerra, ha dovuto attingere alle riserve strategiche per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dei carburanti. In conferenza stampa congiunta a Tokyo, l'inquilino dell'Eliseo ha sottolineato come il Giappone abbia sempre condiviso i valori dell'Europa:
"Innanzitutto, condividiamo la fede nel diritto internazionale e nell'ordine internazionale fondato sulla Carta delle Nazioni Unite. Crediamo anche nei valori democratici che sosteniamo. Per questo entrambi auspichiamo un ritorno alla pace, un cessate il fuoco, la calma e la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Ed è anche per questo che, dal febbraio 2022, il Giappone si è costantemente schierato al fianco degli europei per sottolineare l'importanza di una pace giusta e duratura e del rispetto del diritto internazionale", ha affermato Macron.
I due leader hanno concordato di cooperare strettamente anche per contribuire alla riapertura dello stretto di Hormuz:
"In materia di sicurezza economica, abbiamo condiviso una serie di preoccupazioni riguardo alle restrizioni alle esportazioni, in particolare per quanto riguarda i minerali critici. In futuro, Giappone e Francia rafforzeranno la loro cooperazione strategica al fine di consolidare la resilienza delle catene di approvvigionamento", ha dichiarato Takaichi.
Francia e Giappone hanno inoltre raggiunto un accordo per rafforzare la cooperazione in materia di difesa, che prevede addestramenti ed esercitazioni congiunte, "per il bene della pace e della stabilità nella regione".
Durante la sua visita, la sua quarta in Giappone, Macron, che giovedì proseguirà il viaggio in Corea del Sud, ha elogiato anche la "prevedibilità" dell'Europa, contrapponendola a quella di Paesi che "potrebbero farti del male senza nemmeno informarti", in una eloquente frecciata a Donald Trump. C'è tensione, infatti, mentre le relazioni tra Cina e Giappone attraversano una fase di deterioramento, dopo la proposta di Takaichi a novembre di un possibile intervento militare di Tokyo in caso di tentativi cinesi di conquistare Taiwan.



