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Merz: raid israliani in Libano rischiano di far fallire processo pace

di TMNews giovedì 9 aprile 2026
2' di lettura

Berlino, 9 apr. (askanews) - La prosecuzione della campagna militare israeliana in Libano rischia di far deragliare i colloqui di pace attesi tra Stati Uniti e Iran sul conflitto in Medio Oriente. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha espresso "particolare preoccupazione" per la situazione nel sud del Libano e ha chiesto a Israele di fermare gli attacchi intensificati. Merz ha inoltre indicato tre priorità per Berlino: fermare l'escalation militare, evitare che la crisi pesi ulteriormente sui rapporti tra Stati Uniti e alleati europei della Nato e ristabilire in modo rapido e stabile la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

"Guardiamo con particolare preoccupazione alla situazione nel sud del Libano - ha detto Merz - La durezza con cui Israele sta conducendo la guerra lì potrebbe far fallire l'intero processo di pace, e questo non deve accadere. Per questo ieri, insieme ad altri capi di Stato e di governo, ho chiesto al governo israeliano di porre fine agli attacchi ulteriormente intensificati".

"Come abbiamo fatto nelle ultime settimane, ci coordiniamo in modo stretto e continuo con i partner in Europa e nella regione. Perseguiamo - ha aggiunto il cancelliere tedescoo - in particolare tre obiettivi. Primo: vogliamo una rapida fine dell'escalation militare, che destabilizza sempre più il Medio Oriente, gioca sempre di più nelle mani della Russia e nel frattempo crea incertezze globali".

"In secondo luogo - avverte Merz - non vogliamo che questa guerra, che è diventata uno stress test transatlantico, aggravi ulteriormente i rapporti tra gli Stati Uniti e i partner europei della Nato. Con tutta la comprensione per chi chiede una linea dura, lasciatemi dire chiaramente che non vogliamo, io non voglio, una divisione della Nato. La Nato è garanzia della nostra sicurezza, anche e soprattutto in Europa. Dobbiamo continuare a mantenere il sangue freddo".

"E infine, terzo, vogliamo che la libera navigazione nello Stretto di Hormuz venga ristabilita rapidamente e in modo stabile. Si tratta di difendere principi fondamentali del diritto internazionale, perché solo se Hormuz tornerà libero si attenueranno gradualmente gli enormi sconvolgimenti dei mercati energetici, di cui la Germania e il mondo intero stanno soffrendo pesantemente", conclude il cancelliere.

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Russia, Memorial dichiarata "estremista", l'ong reagisce: "E' kafkiano"

Roma, 9 apr. (askanews) - Dopo un esame sommario e a porte chiuse, a cui non sono stati ammessi nemmeno gli avvocati, la Corte Suprema russa ha dichiarato "estremista" la Ong per i diritti umani "Memorial", una delle ormai poche voci critiche del regime di Vladimir Putin, che fin dalla tarda epoca sovietica ha documentato le persecuzioni politiche dei successivi regimi russi, incluse ricerche sulle vittime delle purghe di Iosif Stalin. Come spiega la rappresentante legale del gruppo Natalia Sekretareva, contattata dall'Afp in Brasile, da dove lavora, il sistema persecutorio messo in atto dal regime contro i suoi dissidenti è "assurdo" perché avvolto dal segreto più totale.

"Non è la prima volta che succede una cosa del genere, ma è comunque scioccante quando capita a te", osserva Sekretareva, che precisa: "Non appena ne siamo venuti a conoscenza in tribunale, abbiamo immediatamente inviato un avvocato. Non gli è stato permesso di entrare, né di prendere visione di alcun documento. Oggi il tribunale ha deciso che a nessuno sarà consentito partecipare al processo per conto di Memorial, poiché l'International Memorial Society è un'organizzazione non registrata e, di conseguenza, si presume che non si conosca chi ne sia a capo.

"Ci troviamo quindi in una situazione in cui non abbiamo la minima idea di chi sia effettivamente l'imputato, chi sia questa persona, di cosa sia esattamente accusata, né perché ciò venga considerato estremismo. In altre parole, è come se l'organizzazione non esistesse affatto, e per questo motivo non ci è stato permesso di partecipare al processo, mentre i procedimenti penali saranno fin troppo reali. E questo senso kafkiano di assurdità in cui viviamo è, credo, la mia impressione più forte di oggi: quanto tutto ciò sia totalmente assurdo".

"E ora - spiega la legale - chiunque abbia partecipato in qualche modo alle manifestazioni organizzate da Memorial, all'iniziativa 'Il ritorno dei nomi' e così via, temerà di essere perseguito come complice di estremisti. Ciò non significa che tutti, senza eccezioni, saranno sottoposti a procedimenti penali, ma un numero molto elevato di persone che sono ancora in Russia vivrà nella paura".

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A Catania bilancio finale per Samothrace che chiude e rilancia

Roma, 9 apr. (askanews) - Oltre 2.000 ricercatori coinvolti, di cui 300 giovani e il 45% donne. Più di 100 prototipi sperimentali sviluppati, 5 spin-off avviati, 70 brevetti depositati e 600 pubblicazioni scientifiche. Sono questi i numeri che raccontano la conclusione del progetto SAMOTHRACE - Sicilian Micro and Nano Technology Research and Innovation Center - dopo quattro anni di attività. Un bilancio significativo presentato oggi a Catania, mercoledì 8 aprile, nell'aula S. Mazzarino del Monastero dei Benedettini, in occasione dell'evento finale che ha riunito istituzioni, mondo accademico e imprese. Ma lo sguardo è già rivolto al futuro: sono infatti due i nuovi progetti già approvati e finanziati, per un valore complessivo di 40 milioni di euro. "La Fondazione Samothrace è capofila di due cordate da 20 milioni di euro, che coinvolgono non solo la Sicilia ma il territorio nazionale, con la collaborazione di hub di Roma e Milano - ha dichiarato il presidente della Fondazione Samothrace Salvatore Baglio - Il primo progetto si chiama "Eh-lix" e si occuperà di mettere a terra la filiera che va dalle micro e nanotecnologie ai dispositivi per la fruizione e la valorizzazione dei beni culturali; il secondo è denominato "Quantas" e utilizzerà le tecnologie quantistiche sui dispositivi microelettronici per aumentare sensibilità e selettività nell'ambito dell'agricoltura e dell'energia".

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Momento centrale della mattinata è stata la tavola rotonda "La voce agli Spoke", moderata dal giornalista Massimo Cerofolini, occasione di confronto tra i protagonisti dei diversi ambiti progettuali.

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Crosetto: "Piano Difesa pronto ma servono scelte politiche e risorse"

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"Gli investimenti di difesa - ha aggiunto il ministro - richiedono anni di programmazione, anni di finanziamento". "La difesa ha il piano pronto. Ciò che servirebbe per adeguare la nostra difesa è pronto, è chiaro, è stato definito dagli Stati Maggiori. C'è un piano - ha spiegato - che è stato reso compatibile con le possibilità di un futuro aumento, ma il fatto che ci sia un futuro aumento non dipende dalla difesa, dipende dal parlamento, dipende da una decisione politica, dipende dai vincoli di bilancio europei, dipende dalla situazione finanziaria".

"Noi abbiamo tutto pronto - ha ribadito Crosetto - A presto verrà presentata anche una riforma della difesa che servirà al paese per i prossimi 20 anni, ma sarà il Parlamento a decidere se gli serve, se ne ha bisogno, e in qualche modo come finanziarla".

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A Rapallo il secondo Forum Nazionale sull'Ecosostenibilità

Genova, 9 apr. (askanews) - La transizione ecologica e le sfide legate alla gestione sostenibile delle risorse sono stati i temi al centro del secondo Forum Nazionale sull'Ecosostenibilità, organizzato da Telenord Events & Media all'Excelsior Palace Portofino Coast Hotel di Rapallo, in provincia di Genova. Un importante momento di confronto strategico tra istituzioni, imprese, associazione dei consumatori, gestori dei servizi ambientali e i consorzi Conai, Conou, Comieco, Cial, Corepla, Ricrea, Coreve e Biorepack, durante il quale sono state presentate innovazioni tecnologiche e modelli industriali sostenibili, offerti aggiornamenti normativi e finanziari legati alle politiche europee, al Pnrr e agli obblighi in materia di riciclo e responsabilità estesa del produttore e promosse le best practices, attraverso casi studio e testimonianze di successo provenienti dalle diverse filiere dei materiali.

"Raramente - spiega Antonio Protopapa, direttore gestione operativa di Corepla - si riesce in un forum a mettere insieme tante realtà della nostra filiera perché la raccolta differenziata, di cui noi ci occupiamo, ovviamente gode dei servizi fatti dai gestori, poi ci sono le attività che facciamo noi di coordinamento e poi ci sono i riciclatori a valle. Questa è un'occasione quasi unica per un confronto soprattutto in questo momento di crisi sia ovviamente da un punto di vista politico ma anche del settore perché sappiamo che la plastica riciclata in questo momento sta attraversando una fase di difficoltà sia in termini di competizione che anche di costi, basta guardare ai costi dell'energia. Quindi confrontarsi anche su modelli innovativi di raccolta, su quelle che sono le risorse a disposizione anche dei vari consorzi e di tutti gli attori della filiera credo che sia fondamentale".

L'Italia, intanto, ha già fatto dei grossi passi avanti nella transizione ecologica, anche se permangono ancora alcune storiche criticità.

"Sulla parte ecologica - sottolinea Eugenio Bertolini, amministratore delegato di Iren Ambiente - è messa molto bene. Oggi anche alcuni deficit impiantistici che c'erano alcun anni fa sono stati risolti. Rimane oggi probabilmente un tema legato al recupero di alcune tipologie di plastiche che sono le più complicate da recuperare ma di fatto oggi tutti i materiali raccolti dal sistema pubblico a livello italiano vengono trattati e recuperati all'interno di impianti italiani. Quindi credo che questo sia un grosso elemento. Quello sul quale oggi abbiamo ancora deficit è quello del trattamento del rifiuto finale, dell'indifferenziato, dove oggi l'utilizzo delle discariche è ancora abbastanza ampio a livello nazionale".

Oltre che per fare il punto sulla transizione ecologica, il convegno di Rapallo è stato anche l'occasione per parlare delle nuove tecnologie e delle nuove sfide dell'economia circolare.

"Come Aprica - afferma Filippo Agazzi, amministratore delegato di Aprica - che è una società del gruppo A2A, stiamo affrontando le nuove sfide dell'economia circolare su più fronti. Uno interno, che è quello di motivare e valorizzare il personale perché, ancorché la tecnologia sta entrando nel nostro settore, ancora viviamo di uomini e mezzi. Quindi valorizzare la risorsa umana è una delle nostre azioni che abbiamo nel piano industriale. L'altra è quella di cercare di introdurre il più possibile la tecnologia nella pianificazione e programmazione degli itinerari ad esempio, ma anche nella identificazione dei rifiuti. Con l'intelligenza artificiale stiamo facendo dei test, delle sperimentazioni dove riluciamo ad individuare i conferimenti impropri all'interno dei rifiuti conferiti dagli utenti".

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