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Tregua Usa-Iran tiene ma le petroliere restano bloccate nello Stretto

di TMNews venerdì 10 aprile 2026
2' di lettura

Milano, 10 apr. (askanews) - Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran tiene. Ma sullo Stretto di Hormuz le petroliere restano ferme. Dall'inizio della tregua sono passate appena due petroliere. Una era iraniana. Prima della guerra ne transitavano centoquaranta al giorno. Ora oltre duecentotrenta navi cariche di greggio aspettano all'ancora nel Golfo, senza poter uscire.

E questo succede anche se l'Iran ha perso la sua marina convenzionale sotto i colpi americani e israeliani. Ma i Pasdaran dispongono di una forza separata, il Corpo di Marina delle Guardie rivoluzionarie islamiche, costruita appositamente per questo scenario: droni, mine, barchini veloci, sottomarini tascabili. Mezzi piccoli, dispersi, difficili da neutralizzare tutti insieme. In un passaggio largo trentaquattro chilometri, incollato alla costa iraniana, bastano a bloccare il traffico mondiale senza bisogno di una flotta.

Scortare le petroliere, però, non è solo pericoloso. È un problema di numeri. Secondo gli analisti, proteggere convogli di cinque - dieci navi richiederebbe otto-dieci cacciatorpediniere per ogni transito - e riporterebbe il traffico al dieci per cento dei livelli prebellici. Gli Stati Uniti hanno circa cinquanta cacciatorpediniere operativi in tutto il mondo. Da qui la pressione di Trump su alleati e Nato per intervenire direttamente nello Stretto.

Il quadro diplomatico lo ha fotografato oggi il premier britannico Keir Starmer, di ritorno da una missione nel Golfo. "Ho parlato ieri sera con il presidente Trump e gli ho esposto il punto di vista della regione. Gli Stati del Golfo sono i vicini dell'Iran. Per questo - ha detto Starmer - se il cessate il fuoco deve reggere, e noi speriamo che regga, deve coinvolgere anche loro. Hanno posizioni molto nette sullo Stretto di Hormuz. E abbiamo trascorso gran parte della telefonata parlando del piano pratico che servirà per far tornare la navigazione attraverso lo stretto".

"Piano pratico" è una formula diplomatica. Ma implica una cosa precisa: che un piano, al momento, non esiste ancora. E attraverso Hormuz passa un quinto del petrolio mondiale.

Washington annuncia. Teheran condiziona. Il mercato aspetta. E la più grande potenza militare del mondo scopre che minacciare l'apocalisse è più semplice che tenere aperta una rotta commerciale.

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Torna Bungaro con "Fuoco Sacro", con artisti da Jovanotti a Fresu

Roma, 10 apr. (askanews) - Arriva "Fuoco Sacro", il nuovo album di Bungaro, (prodotto da Warner Music Italy), pubblicato nelle versioni cd e in una edizione limitata in vinile 180g, oltre che nelle piattaforme digitali.

A distanza di 5 anni dall'ultimo disco di inediti "Entronauta", Bungaro dà vita a uno dei suoi lavori più ispirati. Undici brani per il quale l'artista pugliese ha chiamato attorno a sè artisti e musicisti italiani e internazionali - Jovanotti, Paolo Fresu, Omar Sosa, Chico Buarque de Hollanda, Paolo Buonvino, Jaques Morelenbaum, Paula Morelenbaum, Rakele, Raffaele Casarano. Bungaro ha anche voluto accompagnare le registrazioni da un'orchestra d'archi e ha usato strumenti come il vibrafono per donare personalità alle composizioni, insieme a un elegante piano acustico gran coda e a un versatile apporto di percussioni.

Lorenzo Jovanotti firma con Bungaro "La luntananza", una trascinante danza salentina in cui le loro voci si rincorrono con grande complicità e creatività; Paolo Fresu impregna di magia "Il pallone di cuoio", uno dei brani più ispirati dell'intero album; l'incontro con Chico Buarque de Hollanda in Brasile ha dato vita a "Tempo presente" che i due artisti dedicano a Ornella Vanoni, in un inedito adattamento di Max De Tomassi del classico buarquiano "Todo sentimento"; Omar Sosa veste "Honolulu" con il suo inconfondibile piano e suonando ogni tipo di percussioni, intrecciando atmosfere afrocubane al dialetto brindisino. Paula Morelenbaum che con la sua voce ha seguito il percorso artistico del Maestro Tom Jobim, e Jaques Morelenbaum, violoncellista storico di Ryuichi Sakamoto e Caetano Veloso, partecipano entrambi al brano "Nu fil' e voce", mescolando tradizione napoletana e brasiliana.

Bungaro ha deciso poi di condividere questo viaggio con una delle voci più particolari del nuovo cantautorato musicale, quella di Rakele, per una grande canzone d'amore contemporanea dal titolo "Cacciatori di orizzonti". Il pianoforte di Paolo Buonvino impreziosice "Guardastelle", unico brano edito dell'album, che quest'anno compie 22 anni. Merita un'attenzione particolare la commovente "23 Maggio", dedicata alla memoria di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone. Una composizione strumentale arricchita dai fiati del musicista jazz Raffaele Casarano, che si apre con la voce di Antonio tratta da un'intervista realizzata poco prima di morire, seguita da quella della sorella Matilde Montinaro.

Le melodie di questo nuovo album conducono nei territori più vari del mondo, dalla terra del suo Salento, a quella partenopea e alla terra greca, dal Brasile a Cuba. È un omaggio alla musica di queste culture, un "Fuoco Sacro" che rivela devozione verso l'arte e la cultura popolare e nei confronti dei loro artisti. Ma è anche un album dedicato alla natura, al mondo animale e vegetale fonte di ispirazione per il cantautore.

Bungaro sarà in tour: dopo Piangipane, Ravenna (Teatro Socjale), data zero il 9 aprile, a Roma (Auditorium Parco della Musica) il 26 aprile; a Parigi (Festival Canzoni&Parole - Les Trois Baudets) il 23 maggio; a Manduria, Taranto (Festival Acustica - Museo della Civiltà del Vino Primitivo), il 19 giugno; a Portoroz, Slovenia (Festival D'Autore - Auditorium di Portorose) il 4 luglio; a Bari (Teatro Forma) il 19 novembre (il calendario è in continuo aggiornamento), e presenterà l'album con un firmacopie a Torino (Polo Culturale Le Rosine) il 29 aprile; Brindisi (Accademia degli Erranti / La Feltrinelli), il 2 maggio; Aversa (Auditorium Bianca d'Aponte), il 3 maggio; Napoli (Napule's Power), il 7 maggio; Fano (Teatro della Fortuna) il 17 maggio.

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Amendola: Roma? Cominciamo noi a essere civili e a non sporcarla

Roma, 10 apr. (askanews) - "Non voglio aprire polemiche su Roma, qualunque cosa cambia in meglio o in peggio dipende sempre da chi ci sta dentro, quindi la responsabilità è sempre nostra, perché è molto facile addossare le colpe di una città in un momento di difficoltà al comune o alla politica, cominciamo a essere noi i primi a essere civili in questa città e a cercare di non sporcarla, di rispettarla, vedrai che cambia".

Così Claudio Amendola, rispondendo a una domanda su come vedeva in questo momento Roma, a margine della presentazione della serie "I Cesaroni - Il Ritorno" alla Garbatella. La settima stagione andrà in onda dal 13 aprile su Canale 5 in prima serata.

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Vance: Iran? Se pronti a negoziare in buona fede, tenderemo mano

Roma, 10 apr. (askanews) - Il vicepresidente americano JD Vance ha detto di volere "negoziati positivi" con l'Iran, prima di imbarcarsi sull'Air Force Two per volare in Pakistan, dove sono previsti i colloqui dopo il raggiungimento di una tregua temporanea tra Iran e Usa.

"Come ha detto il presidente degli Stati Uniti, se gli iraniani sono pronti a negoziare in buona fede, siamo disposti a tendere la mano", ha detto Vance, ma "se cercano di prenderci in giro, vedranno che la nostra squadra negoziale non sarà molto aperta".

"Cercheremo di condurre negoziati positivi - ha sottolineato - il presidente ci ha dato delle direttive abbastanza chiare, andiamo a vedere".

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Riecco i Cesaroni, Amendola: ritorno in famiglia dedicato a Fassari

Roma, 10 apr. (askanews) - Fan arrivati anche da fuori Roma per celebrare i Cesaroni, una delle famiglie tv più amate, che a 20 anni dalla prima serie torna in tv, dal 13 aprile in prima serata su Canale 5, con "I Cesaroni - il Ritorno".

Al Teatro Palladium, alla Garbatella, quartiere romano dove è ambientata la serie, a due passi dalla Bottiglieria dei Cesaroni, tanti sono arrivati per vedere una piccola anteprima della settima stagione e incontrare i protagonisti. Da Claudio Amendola, Giulio Cesaroni, questa volta anche regista, ai suoi figli televisivi Matteo Branciamore, Niccolò Centioni, Federico Russo; e ancora Elda Alvigini e Ludovico Fremont, da sempre legati alla famiglia, Maurizio Mattioli; accanto alle new entry come Marta Filippi e il piccolo Pietro Serpi, compagna e figlio di Branciamore nella serie, Valentina Bivona, Lucia Ocone, Ricky Memphis.

Un ritorno emozionante e in famiglia per Claudio Amendola, secondo cui questa serie si è aggiornata ma è rimasta se stessa, continuando a trattare, ha detto, "argomenti anche scomodi ma sempre con leggerezza e comicità".

"È un po' ritornare indietro ma con la consapevolezza di aver fatto qualcosa, non voglio dire di moderno, però di oggi, al passo coi tempi, i Cesaroni sono rimasti loro stessi in una società che è un po' cambiata, in una Roma che è un po' cambiata, con una tecnologia che ha invaso le nostre case e quindi il monologo iniziale di Mimmo in voice off oggi è un video che Adriano, il piccolo nipote, fa a tutta la famiglia, ci siamo adeguati ai tempi, però diciamo che comunque in casa Cesaroni si parla ancora Cesaroni...".

Maurizio Mattioli: "Questo ritorno è un premio per la gente che ci ha creduto, tutti ci chiedevano quanto tornate...., ma questi Cesaroni che fanno? Quindi è un regalo per la gente e spero che apprezzino, deve piacere a loro".

Una serie anche nel ricordo di Antonello Fassari, storico volto, scomparso un anno fa proprio mentre si preparava il ritorno, ricordato con commozione da tutto il cast.

"È tutto dedicato a lui, anche qualcosa dentro la serie" ha detto Amendola. "Però Antonello c'è, c'è sia nella Fiction che c'è stato pure nella realtà, perché io lo so che c'era, tre o quattro volte stava... Mannaggia a me, mannaggia! Non mi fate piangere oggi che devo ridere. Ha pianto mezza Roma e Italia per Antonello" ha aggiunto.

Tra problemi economici per la Bottiglieria, nuove generazioni Cesaroni, questioni di cuore e famiglia allargata, c'è anche la storia di un ragazzo neuro divergente a cui Mimmo farà l'insegnante di sostegno. Tra le guest star di questa stagione anche Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi, ma Claudio Amendola già pensa alla stagione 8:

"Stiamo scrivendo, poi martedì mattina (dopo la prima serata) ci diranno se sì o no" ha concluso.

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