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Il successo degli agriturismi tra tradizione e territorio

di TMNews domenica 12 aprile 2026
3' di lettura

Roma, 13 apr. - L'abbandono dei piccoli borghi italiani e la crisi dell'economia rurale rappresentano una delle sfide più urgenti del nostro Paese, con migliaia di centri storici che rischiano lo spopolamento definitivo. Tuttavia, una nuova tendenza sta invertendo questa rotta: il settore agrituristico sta vivendo una crescita straordinaria, diventando il motore di una rinascita economica basata sulla sostenibilità e la filiera corta.

I dati del 2023 confermano questo trend positivo: il numero di agriturismi attivi in Italia è salito a 26.129, registrando un incremento dell'1,1% rispetto al 2022, con la crescita più significativa nelle regioni centrali (+2,3%). Ancora più impressionante è l'aumento del valore della produzione, che ha toccato il +15,4% rispetto all'anno precedente, mentre la domanda agrituristica ha superato i livelli pre-pandemia con oltre 4 milioni di arrivi e più di 15,5 milioni di presenze.

Un esempio emblematico di questo fenomeno è rappresentato dalla Tenuta di Caiolo, situata nel cuore dell'Umbria, vicino a Panicale. Qui Daniele Sepiacci ha trasformato una proprietà di famiglia di 150 ettari in un modello di economia circolare che dimostra come la tradizione possa sposarsi con l'innovazione imprenditoriale. 'Il bello di questo lavoro è proprio che dentro ha tanti lavori, quindi devi padroneggiare più competenze e passi a switchare da un'attività all'altra', spiega Sepiacci, che rappresenta la terza generazione di una famiglia dedita all'ospitalità.

La forza del modello agrituristico risiede nella capacità di creare una filiera completamente integrata. Alla Tenuta di Caiolo, dai 150 ettari di proprietà si ricavano cereali trasformati in farina per il ristorante, vigneti che producono uve trasformate in vino dalla cooperativa locale, oliveti per l'olio e un grande orto che fornisce verdure fresche. 'Quello che per me è veramente importante è dire a te che vieni da me a mangiare che cosa ti sto dando, perché l'ho fatto io, quindi lo so', sottolinea Sepiacci.

Questa filosofia del chilometro zero non è solo una scelta etica, ma rappresenta una strategia economica vincente che sta rivoluzionando il turismo rurale. Gli otto casolari della tenuta, con una capacità ricettiva di oltre 40 posti letto, offrono un'esperienza autentica che attrae principalmente turisti stranieri dal Nord Europa, con soggiorni medi di 3-4 giorni per i gruppi wedding estero e 1-2 settimane se parliamo di viaggiatori, che garantiscono una redditività superiore rispetto al turismo mordi e fuggi.

Il successo di queste realtà si basa su un modello di ospitalità che va oltre il semplice pernottamento. 'L'obiettivo del nostro lavoro è quello di far star bene le persone, che siano per qualche giorno perché vengono in vacanza o per poche ore perché magari vengono a mangiare qualcosa', afferma Sepiacci. Questo approccio genera un effetto moltiplicatore sull'economia locale: ogni agriturismo diventa un hub che coinvolge fornitori, artigiani, produttori locali e servizi del territorio.

La dimensione del fenomeno è significativa: si stima che circa il 30% delle partite IVA italiane sia collegato direttamente o indirettamente al settore ricettivo, creando un indotto che coinvolge idraulici, elettricisti, muratori, supermercati e tutti i servizi di supporto. 'Il turismo è una cosa che effettivamente dà lavoro, più lavoro io, più si romperà la caldaia, più dovrò chiamare qualcuno a ripararla', osserva pragmaticamente Sepiacci.

Un aspetto particolarmente interessante è il passaggio generazionale che caratterizza molte di queste realtà. Spesso sono i nipoti, più che i figli diretti, a raccogliere l'eredità imprenditoriale dei nonni, saltando una generazione che magari si era dedicata ad altre attività. 'Noi siamo la terza generazione, avendo iniziato i nonni. Il babbo e la mamma in realtà hanno fatto altro, però la tenuta della famiglia è sempre stata seguita', racconta Sepiacci.

La sostenibilità ambientale si coniuga con quella economica attraverso pratiche innovative come la creazione di riserve naturali per il ripopolamento della fauna locale, la produzione di miele, l'utilizzo di energie rinnovabili e la gestione responsabile delle risorse idriche. Questi agriturismi stanno dimostrando che è possibile coniugare profitto e rispetto per l'ambiente.

'Semplicemente stando qui, che è a casa mia, mi gira intorno un mezzo mondo praticamente', conclude Sepiacci, evidenziando come questi luoghi siano diventati ponti culturali tra tradizione locale e dimensione internazionale.

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Arriva a Venezia il Roadshow di Cassa Depositi e Prestiti

Venezia, 24 giu. (askanews) - Nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Veneto e risposte efficaci alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le Istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di CDP e Confindustria 'Insieme per il futuro delle imprese' che oggi ha fatto tappa a Venezia.

La tappa, presso la sede di Confindustria Veneto, ha visto la partecipazione del Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini, dell'Amministratore Delegato di CDP Dario Scannapieco, del Vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco Angelo Camilli, della Presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron e del Presidente di Confindustria Veneto Raffaele Boscaini.

Un incontro sotto il segno della vicinanza di Cassa Depositi e Prestiti al territorio e alle imprese, come spiega, il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini.

'Le imprese hanno colto la peculiarità della cassa come istituzione che sta sul mercato che quindi dialoga con chi compete sul mercato e questa è una delle grandi novità che ha caratterizzato la cassa la cui origine era più legata aL servizio alle pubbliche amministrazioni e alle infrastrutture, ma la missione di cdp è la crescita del paese, quindi la parte delle imprese è diventata sempre più importante, sempre più rilevante e questo tour che noi stiamo conducendo in tutta Italia insieme a Confindustria è la dimostrazione più concreta di che come noi interpretiamo insieme alle imprese il dialogo e il confronto continuo, perché poi il Veneto è diverso dall'Emilia che è diversa dal Lazio e il Lazio è diverso dalla Sicilia e dalla Puglia. quindi ogni regione ha le proprie peculiarità. Le imprese hanno colto la peculiarità della Cassa come istituzione che sta sul mercato e dialoga con chi compete sul mercato ' .

Il Veneto è una delle principali locomotive economiche del Paese, un territorio che ha tutta l'attenzione della Cassa, come ha sottolineato l'ad di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco.

'Oggi siamo qui perché abbiamo fatto un accordo con Confindustria e stiamo realizzando un road show su tutto il territorio italiano per spiegare in che modo Cdp può essere più vicina alle imprese. Il Veneto è una regione molto importante, una regione con una forte vocazione industriale in cui il contributo dell'industria pesa per il 27% del valore aggiunto regionale, Cassa depositi negli ultimi quattro anni ha sostenuto oltre 13.500 imprese venete con circa 5,6 miliardi di euro e ha sostenuto 250 amministrazioni locali, Cassa si é evoluta anche perché le necessità delle imprese sono cambiate visto lo scenario geopolitico internazionale. Oggi spieghiamo quello che Cassa può fare anche per le imprese piccole o medio piccole perché abbiamo modificato il nostro modo di lavorare e possiamo finanziare in maniera diretta anche queste imprese. E in più possiamo lavorare in maniera sistemica aiutando le imprese che da sempre hanno una forte vocazione all'export ad essere ancora più presenti sui mercati internazionali grazie alla sinergia che ci può essere tra cassa depositi e presidi e Simest che è l'azienda del gruppo Cassa depositi e prestiti che si occupa di sostenere le imprese italiane quando vogliono internazionalizzarsi'.

Da parte di Confindustria Veneto Est e Confindustria Veneto l'imperativo è quello di rafforzare la competitività delle imprese, delle Pmi sui mercati globali. Lo rimarca, la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron. 'Cdp è per noi un partner strategico non solo un'istituzione finanziaria, un partner che deve essere al nostro fianco, accompagnare le imprese nei percorsi che oggi sono richiesti, da primo la crescita dimensionale un salto di qualità in questo senso bisogna farlo, un rafforzamento della patrimonializzazione delle aziende e questo proprio per avere solide basi per investire in innovazione, attrarre quindi talenti. Cdp mette a disposizione degli strumenti finanziari innovativi e da sempre è stata al fianco'.

Per Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto l'innovazione finanziaria è un percorso importante.

'Io penso che questa opportunità che ci offre CDP possa essere un innesco per un cambio di passo e di mentalità delle imprese che devono strutturarsi nel modo di pensare; partendo dalla finanza che deve essere anche questa strutturata. Ci sono imprese che lo stanno già facendolo, chi più chi meno, ma si devono strutturare anche in termini di managerialità in termini di strutturazione verso l'internazionalizzazione che non significa solo vendere all'estero ma appunto strutturarsi con con piani ben precisi per poter poi sbarcare nei mercati sempre più difficili. In un momento in cui la globalizzazione, che prima non ci piaceva, dopo ci ha fatto stare tranquilli per una serie di anni adesso è messa in discussione fortemente, quindi bisogna riattivare certi meccanismi per poter essere competitivi in tutto il mondo'.

Finanza alternativa e strumenti di equity, per Cdp la vicinanza alle imprese è un percorso di innovazione a 360 gradi.

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