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Sanchez: "La Cina aiuti l'Ue a correggere il deficit commerciale"

di TMNews lunedì 13 aprile 2026
2' di lettura

Pechino, 13 apr. (askanews) - Il primo ministro spagnolo è in visita a Pechino per consolidare i rapporti economici con il Paese del Dragone, mentre ha in programma un incontro con il presidente Xi Jinping martedì 14 aprile. Pedro Sànchez ha auspicato un rafforzamento della cooperazione scientifica tra Cina ed Europa durante un intervento all'Accademia Cinese delle Scienze, Università dalla quale ha ricevuto il titolo di professore onorario:

"La cooperazione non indebolisce la scienza, la rafforza. Ne migliora la qualità, ne amplia l'impatto e crea legami duraturi tra le comunità scientifiche", ha affermato Sanchez.

"La missione SMILE, frutto della collaborazione tra Europa e Cina, ne è un esempio lampante", ha sottolineato Sanchez, in riferimento al progetto spaziale che "consentirà di ottenere le prime immagini globali della magnetosfera terrestre".

Sanchez ha inaugurato dall'Università Tsinghua, il Mit cinese, la sua visita ufficiale di tre giorni a Pechino, esortando la Cina ad aprirsi maggiormente al commercio europeo.

"L'Unione Europea sta facendo la sua parte... Abbiamo bisogno che anche la Cina faccia lo stesso. Deve aprirsi affinché l'Europa non sia costretta a isolarsi", ha affermato.

L'Ue ha bisogno che la Cina "ci aiuti a correggere il deficit commerciale che abbiamo con loro, un deficit squilibrato che è aumentato di un ulteriore 18% lo scorso anno ed è insostenibile per le nostre società nel medio e lungo termine", ha detto Sanchez, ultimo leader occidentale a visitare la Cina a fronte delle incertezze generate dalla politica statunitense.

"Per darvi un'idea, il nostro deficit commerciale con la Cina rappresenta già il 74% del deficit totale del nostro Paese", ha sottolineato Sanchez, mentre nel 2025 la Spagna ha registrato un deficit commerciale di 42,3 miliardi di euro con la Cina.

"Credo però che la Cina possa fare di più. Ad esempio, chiedendo, come sta già facendo, che il diritto internazionale venga rispettato e che cessino i conflitti in Libano, Iran, Gaza, Cisgiordania e anche in Ucraina".

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"Questa proposta è stata avanzata dal presidente Putin nei contatti sia con gli Stati Uniti che con i Paesi della regione.

L'offerta è ancora valida, ma non è stata ancora attuata".

Intanto la Russia ha ritirato quasi tutto il suo personale dall'unica centrale nucleare iraniana, costruita e gestita con l'aiuto di Mosca, quella di Bushehr, nei pressi della città omonima che si affaccia sul Golfo Persico. Lo ha confermato il capo dell'agenzia russa per l'energia atomica, Alexei Likhachev:

"Abbiamo iniziato l'ultima rotazione presso la centrale nucleare di Bushehr: 108 persone sono attualmente in viaggio verso Isfahan", mentre "20 persone - dirigenti di alto livello e responsabili della sicurezza delle apparecchiature - rimangono nella centrale".

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