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Azerbaigian, sminamento: una guerra silenziosa da vincere

di TMNews martedì 14 aprile 2026
3' di lettura

Roma, 15 apr. (askanews) - Le guerre, per la popolazione civile, non finiscono con la firma dei trattati di pace. Ci sono conflitti che continuano in silenzio, come quello contro le mine nel Karabakh, territorio azerbaigiano a lungo segnato dalla guerra tra Baku e Yerevan.

Oggi il 12% del territorio dell'Azerbaigian è contaminato da mine antipersona, ordigni e munizioni inesplose. Aree rese invivibili, con residuati bellici presenti nei cimiteri, nelle zone abitative e nei terreni agricoli. Un territorio ferito che prova a tornare alla vita grazie alle operazioni di sminamento avviate dal governo di Baku.

Per mantenere alta l'attenzione su questo tema, il senatore Marco Scurria, Presidente del Gruppo di amicizia Unione parlamentare Italia-Azerbaigian, ha promosso una conferenza al Senato della Repubblica, nella Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro, dal titolo: "Sminamento: prevenire il pericolo, ricostruire il futuro. Il punto di vista dell'Azerbaigian".

L'incontro, moderato da Annamaria Esposito, vice caporedattore Esteri di Rainews24, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed esperti del settore, tra cui l'onorevole Ettore Rosato, il consigliere d'ambasciata Gianluca Brusco, insieme alle testimonianze di Samir Poladov, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di ANAMA, di Giuseppe Schiavello, Direttore Campagna Italiana contro le Mine ONLUS e di Fabrizio Conti, direttore creativo dell'ArtCloud network international. Le conclusioni dell'evento sono state affidate all'ambasciatore azerbaigiano in Italia Rashad Aslanov.

Dalla fine della Seconda guerra del Karabakh, nel 2020, sono 422 le vittime causate dalle mine. Una minaccia ancora attuale, che continua a colpire. Proprio oggi, il vicepresidente dell'agenzia nazionale per lo sminamento ANAMA, Samir Poladov, ha annunciato la morte di un operatore durante il suo intervento.

Samir Poladov, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di ANAMA: "Oggi, 14 aprile, uno dei nostri operatori di sminamento manuale, durante la sua operazione, è stato coinvolto in un'esplosione; a seguito di questa esplosione, la persona è morta. Sebbene la guerra sia finita, la nostra guerra continua con la bonifica di queste mine terrestri. Sono semi nascosti di morte e, purtroppo, questo tipo di incidenti si verifica di tanto in tanto. Facciamo tutto il possibile per prevenire che questo accada e indagheremo sulle cause profonde di questo incidente, assicurandoci che non si ripeta in futuro".

Le mine non distinguono tra civili e militari e intere comunità continuano a vivere nella paura. Lo ha sottolineato l'ambasciatore Aslanov, evidenziando l'impegno del governo di Baku per avviare una nuova fase in queste aree.

Rashad Aslanov, Ambasciatore dell'Azerbaigian in Italia: "Siamo qui per parlare della problematica delle mine. Purtroppo, l'Azerbaigian è uno dei Paesi che è stato contaminato quasi, possiamo dire, il 12% del territorio dopo il conflitto. Stiamo facendo tanti sforzi per sminare questi territori liberati, per costruire e fare in modo che i nostri sfollati possano ritornare a casa in pace, in serenità, e vivere lì senza pericolo. Però oggi possiamo dire che le mine non sono solo un problema dell'Azerbaigian, ma anche un grave problema del mondo. Per questo voglio ringraziare il Governo e anche il Parlamento italiano per questa iniziativa di parlare delle problematiche delle mine, parlare dell'esperienza dell'Azerbaigian e non dimenticare questo problema, ma anche aiutare ad avere una cooperazione reale ed efficace per lo sminamento".

Nel corso della conferenza è stata ricordato l'appuntamento di settembre, a Baku, alla IV Conferenza Internazionale sull'Azione contro le Mine dal tema "Sminamento umanitario per la ripresa urbana: definire gli standard di eccellenza per insediamenti sicuri", che mirerà a promuovere approcci innovativi e rafforzare il ruolo dell'azione contro le mine come fondamento per comunità resilienti e sicure.

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