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Esce il video del nuovo singolo di Teo Bok "Mujer Maravilla"

di TMNews venerdì 17 aprile 2026
1' di lettura

Roma, 17 apr. (askanews) - Esce oggi, su tutte le piattaforme, il video del nuovo singolo di Teo Bok, Mujer Maravilla, che rappresenta uno dei capitoli più autentici e maturi del percorso artistico del cantautore italo-tedesco. L'Italia lo ricorda come Matteo Markus Bok il giovane artista che, tra i 14 e 15 anni, conquistò il pubblico televisivo di Italia's Got Talent e Sanremo Young. Oggi, a 22 anni, torna in Italia con una nuova identità artistica, che ha maturato in sei anni grazie ad importanti esperienze tra Stati Uniti e America Latina. Un ritorno che non rappresenta semplicemente una nuova uscita discografica, ma l'inizio di una nuova fase per l'artista milanese, che ha scelto di riaffacciarsi sul mercato italiano solo dopo aver completato un lungo percorso di ricerca e definizione della propria identità musicale. Il brano nato una storia personale, si apre ad un messaggio universale per raccontare la forza delle donne, che non le rende semplicemente invincibili, ma capaci di accettare le cadute, con cicatrici che diventano ali, da dispiegare e volare ancora più alto. Un brano intimo, potente, ispirato alla madre, che diventa una dedica a tutte le donne che affrontano la vita con determinazione e grazia.

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UniParma apre le porte agli studenti in occasione dell'open day

Parma, 17apr. (askanews) - Partecipazione e tantissimo entusiasmo per la tre giorni dedicata ai ragazzi, pronti a scegliere il proprio percorso universitario all'Università di Parma. L'Open Day ha dato l'opportunità agli studenti arrivati da tutta Italia di conoscere da vicino i corsi di laurea triennali e magistrali, confrontarsi con docenti e servizi e scoprire le opportunità offerte dall'ateneo.

Le parole di Paolo Martelli, Rettore Università di Parma: "L'Open Day per noi vuol dire anche apertura dei dipartimenti nei diversi plessi per mettere in contatto i giovani delle scuole secondarie di secondo grado con le attività che vengono svolte nei dipartimenti, quindi anche attività di ricerca: i laboratori saranno aperti, così come le strutture per far vedere che cosa siamo in grado di offrire anche dal punto di vista delle infrastrutture del nostro Ateneo".

L'Università di Parma guarda al futuro con grande fiducia, puntando a diventare sempre più attrattiva anche per gli studenti internazionali grazie alla qualità della didattica, alla varietà dell'offerta formativa e ai servizi dedicati alla vita universitaria.

Le parole di Paolo Martelli, Rettore Università di Parma: "In questi ultimi anni abbiamo lavorato molto nell'aumentare l'attrattività per gli studenti internazionali. Anche in questo caso è una questione di servizi, è una questione di organizzazione, abbiamo lavorato creando una struttura dedicata all'accoglienza degli studenti internazionali che sta dando degli ottimi risultati".

Il Rettore ha inoltre sottolineato le sfide dei prossimi anni, tra calo demografico e cambiamenti economici, evidenziando l'importanza di innovazione e apertura.

Le parole di Paolo Martelli, Rettore Università di Parma: "Quello che ci auguriamo è che si possa continuare ad essere attrattivi e credo che l'attrattività, soprattutto del sistema universitario in presenza tradizionale, passi attraverso la qualità dell'offerta formativa di concerto ai servizi che dobbiamo garantire agli studenti".

Una tre giorni intensa, positiva e carica di energia: migliaia di ragazzi hanno letteralmente preso d'assalto l'ateneo, alla ricerca delle informazioni giuste per iniziare il proprio futuro universitario.

La prima impressione, positiva, ed il pensiero di Elisa, Studentessa di Terni: "Sono una ragazza di Terni, Umbria e sono venuta qua per cercare informazioni per veterinaria e per scienze animali. L'ambiente universitario mi piace e Parma è una bellissima città. Spero che sia un ambiente sociale bello che mi possa dare tante opportunità".

Un segnale forte di interesse e fiducia verso il percorso Universitario come caposaldo per il proprio futuro. Una tre giorni che conferma Parma come meta sempre più scelta per costruirlo.

TMNews

AI in Italia: 93% la conosce, ma 3 su 4 non sono formati

Roma, 17 apr. (askanews) - Definita da molti come la nuova rivoluzione industriale, l'IA si è introdotta, in misura e in modi diversi, nella vita della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Dal semplice utilizzo con fini ludici fino ad elemento essenziale in ambito lavorativo, l'intelligenza artificiale è un fenomeno che non può più passare inosservato. Per questo motivo, Rome Business School e Planeta Formaciòn y Universidades hanno dato vita al Barometro sull'IA e l'Occupabilità, indagine che dà una visione nitida ed evidenzia la mancanza di formazione all'interno delle aziende su un corretto utilizzo degli strumenti AI.

Le parole di Patricia Abad, Head of qualitative research, GAD3: "Questo studio dimostra che l'Italia è in linea con i risultati ottenuti ad esempio in Spagna, ma i principali risultati che possono essere utili a questi dipendenti e leader mostrano che esiste un grande divario tra la formazione che ricevono oggigiorno, che è molto personale, molto spontanea a modo loro, e la formazione che le aziende offrono. Quindi la conclusione principale per me, per i leader italiani, è formate i vostri dipendenti perché hanno bisogno di questa formazione, ma sono anche curiosi riguardo alle intelligenze alternative, quindi vogliono conoscere questi strumenti, vogliono sapere come applicarli al loro lavoro quotidiano e questa è un'ottima opportunità per sviluppare un modo di lavorare migliore."

Apripista in Italia ChatGPT, tra i primi modelli di intelligenza artificiale conversazionale sviluppato da OpenAI, che ha reso possibile un'interazione diretta tra consumatori ed AI. Nonostante ciò, i numeri parlano chiaro: il 93% del campione intervistato conosce l'intelligenza artificiale, ma il 75% dei professionisti italiani non ha mai seguito corsi di formazione.

L'intervista a Valentino Megale, Program Director, RBS International Master in Artificial Intelligence: "Dobbiamo acquisire le skill di pianificazione, skill manageriali, quindi le skill del futuro per gestire anche l'AI sono per esempio la capacità di valutare quale AI è quella giusta per noi, la capacità di fare l'unboxing del problema, quindi quello che viene chiamato workflow analysis e praticamente poi la pianificazione del workflow, skill di monitoring, cioè la capacità di monitorare come l'AI sta funzionando."

Il commento di Andrea Massaccesi, Principal Head of AI & Innovation, Key2People:" È chiaro che quello di ricorrere alle AI è in qualche modo da subito, quando si affronta un problema, è una tentazione che chiaramente abbiamo tutti, l'abbiamo sempre di più e dobbiamo chiederci come le prossime generazioni che entreranno nel mondo del lavoro, ma anche gli studenti banalmente, come approcceranno questo tema e che tipo di guida dobbiamo dargli in modo tale che riescano a maturare anche competenze significative come quelle che oggi sono diffuse nel mondo del lavoro."

Lo studio è stato condotto in collaborazione con GAD3 ed ha coinvolto oltre 3.700 interviste a dirigenti e dipendenti in Spagna, Francia, Italia e Colombia. Nonostante la volontà di avviare dei percorsi formativi ad-hoc da parte delle aziende, il risultato della ricerca evidenzia alcune criticità. La formazione dovrà essere universale, dall'impiegato al dirigente, e soprattutto dovrà diffondere una maggior consapevolezza su come l'AI possa essere concretamente utilizzata nei vari campi professionali.

TMNews

"Il principe e l'autista", storia di un'impresa epica

Torino, 17 apr. (askanews) - Si è tenuto, al Museo Nazionale dell'Automobile, un incontro dedicato alla presentazione del libro "Il principe e l'autista. Il raid Pechino-Parigi del 1907", scritto da Andrea Gentili, che racconta una delle imprese più straordinarie della storia dell'automobile.

Al centro del racconto, il celebre raid Pechino-Parigi del 1907, una sfida epica che attraversò continenti e culture, contribuendo ad affermare l'automobile come simbolo di progresso e modernità. Protagonisti dell'impresa il principe Scipione Borghese, il giornalista Luigi Barzini e il meccanico Ettore Guizzardi, figure che nel libro diventano il filo conduttore di un racconto tra avventura, innovazione e contesto geopolitico.

L'incontro si è sviluppato come un dialogo tra l'autore e i rappresentanti del museo. Un'occasione unica per osservare da vicino il veicolo e scoprirne le caratteristiche tecniche, grazie all'intervento del conservatore Davide Lorenzone.

Nel corso dell'evento abbiamo raccolto anche le parole di Massimo Di Tore, che ha sottolineato il valore culturale e narrativo di iniziative come questa, capaci di unire memoria storica e divulgazione contemporanea.

"Noi oggi siamo ospiti qui del MAUTO, che ha organizzato questo evento per la presentazione del libro di Andrea Gentili sul Raid Pechino-Parigi, questa impresa storica compiuta, nel 1907, con un'Itala dal principe Scipione Borghese. Ma invece, il 18 di maggio, avremo un nostro evento di presentazione, di quello che sarà il nuovo corso di Itala, attraverso la presentazione dei modelli che comporranno la nuova gamma Itala. Un progetto di revamping importante, che prevede il ritorno a vita di questo marchio iconico, storico" ha dichiarato il Dr Automobiles Groupe Communication & Marketing Director.

Ad arricchire la serata, anche l'esposizione della storica Itala Pechino-Parigi, appartenente alla collezione del museo, protagonista assoluta del raid.

"Ovviamente, per noi, è una grande emozione poter ridare vita a questo brand iconico, storico. Fa parte del patrimonio automotive italiano e sentiamo anche un po' la responsabilità e il peso, di questo progetto di revamping. Però ci crediamo molto e sarà un progetto Made in Italy, perché prevede il coinvolgimento dell'indotto automotive italiano" ha concluso Di Tore.

Un appuntamento che ha unito letteratura, storia e cultura industriale, confermando il ruolo del museo come luogo di narrazione e valorizzazione della grande tradizione automobilistica italiana.

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"Girl" di Shu Qi vince la 23esima edizione di Asian Film Festival

Roma, 17 apr. (askanews) - E' andato a "Girl" di Shu Qi, nota e bellissima attrice taiwanese che firma il suo esordio alla regia, presentato in concorso a Venezia 82, il premio come Miglior film della 23esima edizione di Asian Film Festival, che si è concluso (il 15 aprile) con una cerimonia di premiazione al Cinema Farnese di Roma, appuntamento storico che da oltre vent'anni porta nella Capitale il meglio del cinema asiatico contemporaneo. Il direttore del festival Antonio Termenini, "felice" di questo vincitore, anche perché - ha ricordato - Asian Film Festival è nato inizialmente come Taiwan Film Festival:

"La 23esima edizione è andata molto bene, grazie alle collaborazioni anche con le ambasciate e gli istituti di cultura, siamo stati molto contenti della presenza del regista giapponese Fukada Koji, che quando era qui ha saputo di essere in concorso al prossimo festival di Cannes", ha raccontato ad askanews.

L'edizione 2026 di AFF ha presentato 36 lungometraggi - 18 in concorso, 9 nella sezione Newcomers, 9 fuori concorso - oltre a 10 cortometraggi, offrendo una panoramica cinematografica che attraversa Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Filippine, Malesia, Cina, Vietnam, Singapore, Cambogia, Hong Kong e Taiwan.

Che cosa attrae lo spettatore italiano verso il cinema asiatico?

"In alcuni casi ci può essere un interesse verso i Paesi, non solo verso il cinema, ma conoscere di più Malesia, Indonesia etc., in alcuni casi probabilmente uno specifico interesse verso il cinema, verso alcune storie, anche perché ci sono delle similitudine con la letteratura e altre forme di espressione artistica", ha aggiunto.

"Il mio film preferito di questa edizione 'Gods are watching', film cinese-malese, che spero possa essere presto riproiettato", ha concluso.

Dopo la premiazione dei vincitori, la serata è proseguita con le proiezioni di due titoli di grande richiamo: "She Has No Name" (2024) del maestro hongkonghese Peter Chan, autore a cui il Festival aveva dedicato una retrospettiva nel 2011, e "The Ugly" (2025) di Yeon Sang-ho, thriller coreano che suggella un'edizione all'insegna della varietà e della ricerca.

Questi gli altri vincitori dell'Asian Film Festival 2026: nella sezione Newcomers vince "Falling into silence" di Yuto Shimizu, Menzione speciale per "Unint - Love on Trial" di Koji Fujada; il premio Film più originale è andato ex aequo a "Two Voices into an eco" di Kim Kyung-rae e a "Siapa Dia" di Garin Nugroho. Vince il premio come Miglior Attrice la tailandese Prapamonton Eiamchan per "Human Resource" di Nawapol Thamrongrattanarit, premio Miglior attore va al cambogiano Piseth Chhun per "Becoming Human" di Polen Ly.

Tra gli ospiti internazionali che hanno partecipato: Koji Fukada, tra i nomi più prestigiosi del cinema giapponese contemporaneo; Isabel Sandoval, tra le voci più interessanti del nuovo cinema filippino; e Lee Kwang-kuk, tra i talenti più raffinati della scena coreana contemporanea.

Quest'anno la giuria era composta da Gianluca Arcopinto, produttore cinematografico, Francesco Maesano, giornalista del TG1, e Martina Barone, selezionatrice del Torino Film Festival e critica cinematografica. Accanto alla giuria ufficiale, presenti anche tre giurie studentesche: quella dell'Università LUMSA attribuirà il premio al miglior film della sezione Newcomers, la giuria della RUFA - Rome University of Fine Arts, assegnerà il premio al miglior cortometraggio in concorso e quella degli studenti UNINT si occuperà del premio menzione speciale.

Asian Film Festival è realizzato con il patrocinio

dell'Ambasciata delle Filippine, con il sostegno dell'Ambasciata della Malesia, dell'Ambasciata dell'Indonesia, dell'Ambasciata della Thailandia, dell'Istituto Culturale Coreano e dell'Istituto Giapponese di Cultura. Partner istituzionali sono il MIC - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e la Regione Lazio. Con il sostegno di Credem Euromobiliare PB.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Carla Brandolini

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