CATEGORIE

A Napoli Forum sulla terapia dolore, esperti a confronto

di TMNews giovedì 23 aprile 2026
2' di lettura

Roma, 23 apr. (askanews) - Incentivare la ricerca clinica sull'utilizzo della cannabis nella terapia del dolore, in particolare per patologie come la fibromialgia e le neuropatie periferiche causate dalla chemioterapia. È questo il messaggio emerso dall'incontro "S.T.A.R. - Scienza, Terapia Antalgica e Ricerca", in corso al Centro Congressi dell'Università Federico II di Napoli, con la partecipazione di medici, esperti del settore e rappresentanti del sistema sanitario.

A sottolineare il potenziale di questa frontiera terapeutica è stato Daniele Piomelli, docente di Neuroscienze all'Università della California Irvine, che ha tenuto una lectio magistralis davanti alla platea. "È necessario promuovere studi clinici sull'impiego della cannabis nella terapia del dolore - ha spiegato - anche perché già oggi molti pazienti la utilizzano, spesso in modo non ufficiale, ottenendo risultati positivi. Da qui bisogna partire per comprendere come svilupparne un utilizzo più strutturato e sicuro".

Secondo Piomelli, negli ultimi anni sono emersi dati scientifici sempre più significativi. "Uno studio condotto in Germania sulla lombalgia cronica ha evidenziato come la cannabis possa rappresentare un'alternativa a farmaci più rischiosi, non solo gli oppiacei ma anche i FANS, gli antinfiammatori non steroidei, che possono avere effetti collaterali importanti sull'apparato gastrointestinale e sui reni".

L'esperto ha inoltre evidenziato come il Servizio sanitario nazionale italiano disponga già degli strumenti normativi per favorire l'uso della cannabis terapeutica in contesti controllati. "La gestione pubblica, basata su standardizzazione e distribuzione sul territorio, può garantire efficacia e sicurezza", ha aggiunto.

Il tema della terapia del dolore è stato affrontato anche dal responsabile scientifico dell'evento, Pietro Vassetti, che ha ribadito un cambio di paradigma ormai consolidato: "Il dolore non è più solo un sintomo, ma una vera e propria malattia. Deve essere trattato come una patologia cronica, al pari del diabete o dell'ipertensione, con percorsi terapeutici personalizzati e continui, non episodici".

Vassetti ha ricordato inoltre come, grazie alla normativa vigente, anche i medici di medicina generale possano prescrivere farmaci oppiacei, ampliando le possibilità di intervento sul territorio.

A chiudere il quadro è stata Monica Vanni, direttore generale dell'Asl Napoli 2 Nord, che ha posto l'accento sul ruolo del sistema sanitario. "Il Servizio sanitario nazionale ha un compito fondamentale e anche un dovere etico. Per troppo tempo il dolore è stato marginalizzato per ragioni culturali. Oggi abbiamo finalmente strumenti organizzativi, farmacologici e tecnologici per affrontarlo in maniera adeguata".

L'incontro napoletano ha quindi confermato come la terapia del dolore rappresenti una delle sfide più importanti per la medicina contemporanea, aprendo nuove prospettive anche attraverso l'innovazione terapeutica e la ricerca scientifica. In questo scenario, la cannabis potrebbe ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante, a condizione che venga supportata da studi rigorosi e da un quadro normativo chiaro e condiviso.

tag

Ti potrebbero interessare

Salute, Capaccetti (Pfizer): la prevenzione è per noi un imperativo

Roma, 23 apr. (askanews) - Prevenzione al centro dell'impegno di Pfizer Italia. "La prevenzione rappresenta un pilastro fondamentale per un sistema sanitario nazionale moderno e sostenibile. Quando parliamo di prevenzione - spiega Barbara Capaccetti, Direttore Medico e Vice President Pfizer Italia, a margine degli Healthcare Awards che si sono svolti a Roma - pensiamo alla prevenzione a tutto tondo, dalla vaccinazione agli screening, una diagnosi precoce fino anche a programmi di educazione dei corretti stili di vita".

"Credo fermamente che la prevenzione non sia soltanto una priorità sanitaria - prosegue - ma una vera e scelta strategica per un sistema sanitario con un beneficio non soltanto a breve ma anche a lungo termine. Abbiamo una popolazione che invecchia sempre di più, un aumento delle patologie croniche, una pressione sulla spesa sanitaria e quindi investire in prevenzione è un elemento cruciale in termini di sanità pubblica, per prevenire molte malattie e in qualche modo liberare risorse per rendere quindi un sistema a salute più sostenibile".

"Come Pfizer - ribadisce Capaccetti - la prevenzione rappresenta un imperativo che si traduce non soltanto in ricerca e sviluppo. Come direttore medico di Pfizer Italia il nostro core è quello di investire sempre in nuove molecole, in vaccini ma anche in campagne di formazione e informazione, perché sappiamo che la prevenzione è una responsabilità condivisa. L'impegno di Pfizer nella prevenzione è sicuramente un impegno storico in termini di vaccini innovativi che hanno veramente cambiato la strada naturale di molte malattie, di programmi di immunizzazione e anche di tecnologia avanzate. Pensiamo alla piattaforma mRNA che ci consente in modo rapido e tempestivo di poter rispondere al problema di sanità pubblica".

"Credo che la prevenzione sia veramente un fattore fondamentale ma che deve essere preso in carico da tutti, dalle istituzioni, dalle società scientifiche, dall'accademia, dall'industria e soltanto mettendo a fattore comune quelle che sono competenze e risorse si può veramente aiutare il sistema Paese", conclude.

TMNews

Tajani inaugura targhe 5 Giusti: forte significato a vigilia 25 aprile

Roma, 23 apr. (askanews) - "Oggi inauguriamo le targhe di 5 nuovi Giusti, il loro esempio è monito quotidiano su cosa significa servire lo Stato con coscienza e tenendo sempre la persona al centro". Lo ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, all'inaugurazione, con accanto il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, delle cinque nuove targhe dei Giusti della Farnesina (selezionati dalla commissione ad hoc istituita dal MAECI), nel viale antistante il ministero, già denominato Viale dei Giusti.

"Cominciamo da Francesco Babuscio Rizzo, incaricato d'Affari presso la Santa Sede nella Roma occupata dai nazifascisti, salvò centinaia di vite, rifiutando la logica del silenzio e della paura", ha aggiunto Tajani, sottolineado che c'è un significato particolare oggi in questa inaugurazione, a pochi giorni dal 25 aprile.

"Il secondo Giusto è Piero de Masi, diplomatico nel Cile del '73, trasformò la nostra ambasciata a Santiago in un rifugio per i perseguitati politici, aprendo le porte a chi non aveva più riparo", ha proseguito.

"Giorgio Giacobelli è il terzo, in servizio presso la nostra ambasciata a Kinshasa, durante la crisi del Congo nel '64, organizzò missioni di soccorso per strappare alla morte numerose vite", ha ricordato Tajani.

"Poi Vito Positano, nel 1887, vice-console a Sofia, fu punto di riferimento per la salvezza della popolazione della città in una delle ore più drammatiche della storia balcanica".

Infine, "Tito Spoglia, vice-console ad Elisabethville nel Congo,nel '60 sacrificò la propria vita per salvare quelle dei connazionali e dei colleghi", ha concluso Tajani.

"Noi abbiamo il dovere di dare, lo dico ai giovani diplomatici, degli esempi da seguire, ne abbiamo tanti nel nostro paese, ne siamo fieri", ha osservato Tajani, sottolineando che con questa iniziativa "noi stiamo custodendo la memoria".

TMNews

Politanò (Nestlé): nostro modello integrato, da telemedicina a wellness

Roma, 23 apr. (askanews) - Prevenzione e promozione della salute che si sviluppa come un modello continuativo e sostenibile negli anni. È quanto propone il Gruppo Nestlè in Italia. A illustrarlo è Ramona Politanò Health Manager e Medico Coordinatore del Gruppo Nestlé in Italia, a margine della cerimonia degli Healthcare Awards. "Quello che differenzia Nestlé rispetto agli altri approcci di welfare - spiega - è che abbiamo una strategia che si inserisce nel nostro modello di business. Non si tratta quindi di iniziative spot ma di un vero proprio percorso che negli anni è cresciuto, ha coinvolto sempre più siti, e adesso si è esteso a tutto il territorio nazionale, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone".

"Queste attività che vengono proposte - ribadisce Politanò - si basano su una serie di dati che noi acquisiamo, una serie di bisogni che le nostre persone hanno e che ci permette quindi di rispondere a questi bisogni in maniera concreta, dando luogo ad una vera propria attività di prevenzione e promozione della salute che si sviluppa come un modello continuativo e sostenibile negli anni". "Il nostro modello si basa su un modello integrato fatto di numerose attività, dalla telemedicina al benessere, al sostegno del benessere mentale, alla promozione dei corretti stili di vita - spiega ancora - e questo ci permette di dar luogo a una misura concreta dell'impatto che generiamo delle nostre persone. Innanzitutto la grandissima adesione che abbiamo è un riscontro che le nostre persone ci danno di apprezzamento di tutto quello che possiamo offrire ma allo stesso tempo siamo anche in grado di andare a misurare concretamente il valore aggiunto che diamo e i risultati in termini di miglioramento del benessere. Ad esempio, una su tutte, siamo stati in grado di andare a spostare e a modificare i consumi di frutta e verdura delle nostre persone attraverso il nostro programma Health Diet".

"E ancora, siamo stati in grado di fare diagnosi precoce di alcune patologie tumorali come ad esempio il melanoma cutaneo proprio per il fatto che i nostri lavoratori hanno creduto fortemente nell'attività di screening che abbiamo proposto. Questi sono solo alcuni degli esempi ma ciò che è molto importante sottolineare è che appunto siamo veramente in grado di misurare quello che riusciamo ad ottenere e soprattutto i nostri lavoratori sono veramente i nostri migliori ambasciatori e portano la nostra cultura nella società in cui operano", conclude.

TMNews

"Medicina femminile plurale", libro sul ruolo delle donne nella storia

Roma, 23 apr. (askanews) - Sono state alchimiste, erboriste, levatrici, ginecologhe, farmacologhe e hanno fatto anche loro la storia della medicina. A raccontarle oggi c'è "Medicina femminile plurale", scritto da Daniela Minerva e presentato a Roma in occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna. Il libro porta alla luce il lavorio silenzioso e nascosto di milioni di donne nelle case e nei conventi, le competenze pratiche tramandate nei secoli che hanno orientato la ricerca di cure e rimedi, contribuendo a forgiare la medicina e la Sanità moderne.

L'autrice ha spiegato: "Noi sappiamo che la storia della medicina è una storia scritta dagli uomini perché nelle istituzioni e nelle università c'erano gli uomini. Quello che ho voluto fare io è stato ricostruire dai tempi della preistoria, oppure certamente dall'antica Grecia, i contributi che hanno portato le donne alla medicina, intesi proprio come innovazioni, intesi come nuove terapie, nuovi approcci, nuovi modi di curare le persone".

Dal racconto di Minerva emergono figure femminili pioniere e anticipatrici: "Il primo ospedale occidentale lo ha aperto una signora di nome Fabiola, che era del giro di donne di San Girolamo, nella Roma imperiale ancora" ha ricordato.

La presentazione di "Medicina femminile plurale", condotta dalla giornalista Francesca Schianchi, a cui hanno partecipato l'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin e la senatrice della Lega Elena Murelli, è stata anche un'occasione per riflettere sull'oggi. Le donne infatti sono ben oltre la metà dei medici in Italia e in Europa, circa il 46% nei Paesi OCSE, e nell'oncologia italiana la componente femminile è arrivata al 62,8%. "Le dottoresse, oggi, sono il mainstream, sono quello che conta. - ha affermato Minerva - Non solo, abbiamo avuto delle grandissime innovatrici, delle scienziate, che si sono riuscite ad affermare al punto da arrivare a Stoccolma. Negli ultimi 20 anni abbiamo avuto delle donne a cui non hanno potuto negare il premio Nobel per la forza delle innovazioni che hanno portato".

TMNews