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Salis: primarie? Non mi convincono, rischiano di creare divisioni

di TMNews lunedì 27 aprile 2026
2' di lettura

Roma, 27 apr. (askanews) - "Io credo che una parte del dilemma della sinistra sia sempre stata la sua divisione, le frammentazioni. Mi ricordo sempre con grande simpatia l'imitazione che Corrado Guzzanti faceva di Bertinotti: frammentarsi fino all'irrilevanza politica alla fine. Quindi un po' questo è il tema, diventare sempre più piccoli. Io sono un atleta, tifo perché si possa vincere, per vincere non bisogna essere tutti uguali, ma bisogna avere tutti lo stesso obiettivo e quindi sono contraria agli strumenti che possono provocare divisione; (le primarie ndr) sono fondamentalmente una gara nella quale devi convincere gli altri di essere meglio delle persone contro/insieme alle quali affronti le primarie".

Così la sindaca di Genova Silvia Salis, ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa" sul Nove, rispondendo sulle primarie nel centrosinistra per le future elezioni.

"Credo che questo possa diventare soprattutto un tema di attacco da parte della destra, più che magari un problema perché nessuno mette in dubbio la lealtà dei contendenti alle primarie - ha aggiunto Salis - però in questo momento parlo da elettrice di sinistra e dico che non vorrei vedere una gara tra i nostri leader. Già solo parlandone stiamo evidenziando una serie di criticità e dubbi. Per questo, elettrice dico che non sono mai state uno strumento che mi hanno convinto. Sono state anche un bel modello di partecipazione in tanti momenti, però credo che si rischi di creare più divisione. Quindi magari più parlare di un programma da presentare al Paese, quali sono le idee su temi che riguardano la vita quotidiana delle persone che vivono in Italia. Questo credo che sia molto più interessante che la scelta del leader, è più interessante la discussione del programma" ha proseguito.

E su chi voterebbe tra Giuseppe Conte e Elly Schlein, ha detto: "Io non voterei. Sono contraria e sono una persona coerente. Andrei a votare alle politiche. Anche perché entrambi mi sostengono a Genova, per cui non sarebbe corretto votare uno al posto dell'altro".

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Musk è stato uno dei cofondatori della startup su cui investì 8 milioni di dollari, prima di lasciarla. Sostiene di essere stato ingannato sui veri obiettivi dell'azienda: ai tempi OpenAi nacque come fondazione totalmente no-profit, poi aprì una filiale commerciale per investire centinaia di miliardi di dollari in data center. Ora è valutata 152 miliardi di dollari, ha Microsoft tra i suoi investitori, si prepara a quotarsi in borsa e con ChatGpt è fra i più temibili rivali del Chatbot di Musk Grok.

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