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Hormuz, Trump mantiene il blocco, petrolio ai massimi

di TMNews giovedì 30 aprile 2026
2' di lettura

Milano, 30 apr. (askanews) - Donald Trump non intende togliere il blocco navale americano contro l'Iran finché Teheran non accetterà un accordo sul programma nucleare. Il presidente americano considera il blocco la sua principale leva negoziale e ha definito "geniale" la decisione di fermare il traffico verso i porti iraniani.

Le immagini mostrano navi cargo ferme nello Stretto di Hormuz e imbarcazioni iraniane in movimento nell'area. Washington sostiene che le navi non iraniane possano attraversare lo stretto, a condizione che non paghino pedaggi a Teheran. Secondo il Comando centrale americano, la Marina Usa ha già reindirizzato 42 navi commerciali accusate di tentare di violare il blocco.

Intanto, secondo Axios, l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Centcom, dovrebbe presentare oggi a Trump nuovi piani per una possibile azione militare contro l'Iran.

Uno dei piani prevede attacchi "brevi e potenti", probabilmente contro obiettivi infrastrutturali, per spingere Teheran a tornare al tavolo con una posizione più flessibile sul nucleare. Un'altra ipotesi riguarda la presa di controllo dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione: un'operazione che potrebbe includere anche forze di terra.

La tensione nello stretto, da cui passa normalmente circa un quinto del petrolio mondiale, ha spinto il greggio ai livelli più alti da oltre quattro anni. Il Brent ha superato i 120 dollari al barile.

Il blocco arriva dopo gli attacchi lanciati il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran. Il 7 aprile Washington e Teheran hanno annunciato un cessate il fuoco di due settimane. I colloqui successivi a Islamabad si sono chiusi senza risultati e Trump ha esteso la sospensione delle ostilità per dare all'Iran il tempo di presentare una "proposta unificata".

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L'edizione 2026 nasce per andare oltre la narrazione e misurare, con dati reali e testimonianze dirette, le differenze tra i sistemi sanitari regionali, anche da un punto di vista delle innovazioni tecnologiche.

Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con Delega all'innovazione tecnologica, era presente ed è la persona più indicata per parlarne e delineare gli obiettivi: "Relativamente al fascicolo sanitario elettronico bisogna dire che l'Italia è un paese lungo e quindi ci sono delle regioni che vanno più velocemente. Ma la nostra capacità al momento è quella di tenere tutti insieme, premiando quelle che sono le eccellenze e accogliendo le regioni che, per motivi storici, sono più rallentate. Il fascicolo sanitario-elettronico è indispensabile perché rappresenta la storia clinica di ciascuno di noi e consente al medico, ovviamente, di scegliere la cura e la terapia più appropriate".

Quando aumentano le innovazioni tecnologiche, però, aumentano anche i rischi di sicurezza e tutela dei dati. Butti spiega come trovare il giusto equilibrio. "Abbiamo promosso e attivato la piattaforma digitale nazionale dati, che garantisce un'interoperabilità e una riservatezza per quanto riguarda il dato. Tutte le operazioni che stiamo svolgendo hanno a che fare con l'utilizzo dei dati e sono assolutamente coerenti con l'impostazione europea del GDPR, ma anche dell'AI Act".

L'altro tema legato alle innovazioni tecnologiche è poi la capacità di metterle concretamente al servizio dei cittadini. Giuseppe Quintavalle, Presidente FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), ci ha indicato gli ostacoli principali affinché questo avvenga: "Siamo in un momento di transizione del servizio sanitario. E' stato fatto moltissimo, si sta digitalizzando tutto il sistema, ma dobbiamo renderlo ancora più interoperabile. Dobbiamo parlare un linguaggio socio-sanitario, ma principalmente dobbiamo parlare con i nostri cittadini per far capire loro che c'è una nuova percezione di sanità, che non è più la lista d'attesa, ma è la presa in carico".

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Ogni regione ha comunque le proprie particolarità, come spiegato da Massimo Nicolò, Assessore alla Sanità Regione Liguria: "Credo che ogni regione abbia un suo modello che deriva dal tipo di popolazione presente. Sono sempre popolazioni molto diversificate. Noi in Liguria abbiamo una popolazione che sicuramente ci caratterizza per essere la regione più longeva. La qualità di vita è molto alta, però tutto questo ha un costo e delle ricadute sulle risorse, che stiamo chiedendo per averne di più nel reparto del Fondo Sanitario Nazionale".

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