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Salute, al via "Capire la Pancia": la farmacia guida il self-care

di TMNews mercoledì 6 maggio 2026
3' di lettura

Milano, 7 mag. (askanews) - È uno dei disturbi più diffusi, ma anche tra i più difficili da interpretare: il mal di pancia riguarda oltre 9 italiani su 10, ma più della metà non si sente sicura nel gestirlo in autonomia. I risultati dell'indagine condotta da SIFAC - Società Italiana di Farmacia Clinica - raccontano molto bene il rapporto degli italiani con il self-care: circa il 90% degli intervistati dichiara di intervenire in autonomia - tra farmaci, rimedi o modifiche dello stile di vita, spesso dopo aver cercato risposte online - ma oltre la metà non si sente realmente sicura delle proprie scelte. Così, per rispondere a questo bisogno crescente di orientamento, nasce "Capire la Pancia", il progetto sviluppato da SIFAC con il contributo non condizionante di Opella, che punta a rafforzare il ruolo della farmacia come presidio di prossimità, offrendo ai farmacisti strumenti concreti per guidare i cittadini verso un self-care più consapevole, semplice e informato.

"Il farmacista è la prima interfaccia che si pone col paziente, ormai è anche lo snodo clinico più presente e capillare nel territorio, gode di un'ottima fiducia - afferma ad askanews il professor Corrado Giua, presidente della SIFAC -. Quindi deve cercare di tradurre le necessità del paziente, i suoi disturbi principali, e trovare una soluzione che sia efficace è totalmente sicura coadiuvandola anche con una serie di consigli in termini di stile di vita e di prevenzione".

"Il farmacista è il punto di riferimento per il consumatore ed è un punto di riferimento chiaramente per il consumatore per quando ha bisogno di salute, grazie anche alla prossimità della farmacia, ma è altrettanto un partner importantissimo per le aziende ed è non solo un partner di business, ma è un partner scientifico, perché il farmacista è colui che poi può veicolare i contenuti e può aiutare i consumatori nelle loro scelte - ci spiega Maria Chiara Uboldi, Scientific Affairs Head di Opella Healthcare Italy -. Quindi il progetto capire la pancia aiuta il farmacista nella gestione del mal di pancia per aiutare il consumatore finale e noi come Opella lo supportiamo".

Il progetto "Capire la Pancia" si traduce in strumenti concreti per i farmacisti: protocolli scientifici, algoritmi decisionali e nuove modalità di dialogo con il paziente.

"Adesso vi sarà un flusso di domande che garantisce di avere un inquadramento clinico definito e preciso. Quindi il paziente potrà affidarsi al farmacista di comunità con la certezza che il suo disturbo venga inquadrato con maggiore precisione, e di conseguenza di poter avere una soluzione sicuramente più efficace e più sicura - sottolinea ancora il presidente della SIFAC - Andiamo a guardare anche un pochino quello che è il ruolo fuori frontiera del farmacista clinico di comunità, che utilizza queste flotchard, utilizza degli algoritmi che consentono praticamente un inquadramento clinico del paziente più preciso, più efficace e anche più rapido".

"Noi collaboriamo con i farmacisti da anni, ma oggi vogliamo avvicinarci ancora di più al consumatore. Quindi spostiamo il focus dal farmacista più sul consumatore. E vogliamo portare gli strumenti che SIFAC ha prodotto per questo progetto, per il progetto Capire la pancia, quindi questi protocolli di consiglio al farmacista affinché possa aiutare il consumatore - puntualizza Maria Chiara Uboldi -. Come lo facciamo? Attraverso dei momenti di formazione e di training strutturati che verranno erogati. Il nostro progetto è abbastanza ambizioso: vogliamo coinvolgere almeno 20 mila farmacisti prima della fine dell'anno".

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Dal punto di vista tecnologico debuttano Vehicle Control Unit, trazione integrale elettrica, torque vectoring, sospensioni attive e ruote posteriori sterzanti indipendenti. Un pacchetto definito full active corner, che dà la sensazione di guidare un'auto agile rispetto al suo peso. Il sound non è sintetico e non simula un motore termico: nasce dalla meccanica del powertrain elettrico e può accompagnare la guida sportiva oppure lasciare spazio al silenzio.

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Per Ferrari, la prima elettrica non è solo una nuova motorizzazione, ma una sport car con comfort e spazio da vettura più grande, pensata per aprire un nuovo segmento di gamma.

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"Caracalla danza", coreografie e performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) - Coreografie e movimenti di corpi che si integrano con il sito archeologico, spettacoli che diventano percorsi ed esperienze per il pubblico, in particolare al tramonto.

Torna "Caracalla Danza", festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: dal 26 giugno al 5 luglio il meglio della danza internazionale in una location d'eccezione.

L'edizione 2026 si apre con un'iniziativa site specific, curata da Diego Tortelli, che si è occupato delle coreografie per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina.

La Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro: "Un'opera site specific che si chiama 'Découvert Caracalla'. Una serie di ballerini danzano accompagnati da una violoncellista e si muovono dallo specchio d'acqua attraverso i luoghi, i siti più importanti delle Terme, passando anche attraverso luoghi meno conosciuti come i sotterranei con il mitreo e dunque ci sarà la partecipazione diretta del pubblico, una sorta di movimento fluido che vuole evocare il movimento fluido dell'acqua".

L'evento "Caracalla Danza" ha preso il via proprio da un'installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d'Acqua, inaugurato nel 2024 con la coreografia "Rhapsody in blue", che ora torna ad animarsi, soprattutto con i gioch di luce al tramonto.

Il 30 giugno qui andrà in scena "Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni", tra danza e musica; dal 3 al 5 luglio, infine sono in programma tre spettacoli da palcoscenico ("Preludio" di Diego Tortelli, "An Echo, A Wave" di Philippe Kratz e "Bliss" di Johan Inger).

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Quest'anno come partner artistici del progetto ci sono anche il Teatro dell'Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

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Roma, 25 mag. (askanews) - Racconta il "Monument man" italiano, l'uomo che ha salvato circa diecimila capolavori, fra cui "La tempesta" di Giorgione e "La cena di Emmaus" di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti, il film "I colori della tempesta", nei cinema dal 27 maggio.

Il regista Roberto Dordit porta sullo schermo l'incredibile storia di un giovane Sovrintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, interpretato da Simone Liberati, che con pochi mezzi, mettendo in pericolo la propria vita, riuscì a nascondere fino alla fine della guerra opere d'arte che arrivavano da Marche, Venezia, Milano e Roma.

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Il senso del dovere e l'amore per l'arte hanno guidato Rotondi, che dopo la guerra non ha più voluto parlare di questa storia. Sua figlia Giovanna ha aiutato il regista a ricostruirla. "Lui sostanzialmente si rivolge ai giovani, cioè lui dice: se noi perdiamo queste opere, noi perdiamo questo patrimonio artistico internazionale, di cui non potranno usufruire i giovani" ha detto Dordit.

Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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In RD Congo "204 morti" per ebola, Msf: epidemia 'senza precedenti'

Roma, 25 mag. (askanews) - L'epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo è "senza precedenti" e le cifre sono sicuramente sottostimate: ad affermarlo è il coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (MSF), mentre la conta dei morti nel Paese ha superato le 200 vittime. "La prima sfida è che questa epidemia è senza precedenti. Oggi ci sono più di 700 casi sospetti nell'Ituri", la regione nel nord-est della Repubblica democratica del Congo, al confine con l'Uganda, ha spiegato il coordinatore Msf Florent Uzzeni, ad AFP da Bunia, capoluogo della provincia.

"Di solito - prosegue - quando si interviene in caso di epidemie di Ebola, lo si fa non appena si registrano alcuni casi, ma mai 700. Ci troviamo quindi di fronte a un'epidemia di grandi proporzioni che si è già diffusa in numerose zone. L'epidemia ha colpito anche centri urbani con diverse centinaia di migliaia di abitanti, il che purtroppo ne favorirà inevitabilmente la diffusione", aggiunge. Secondo quanto riferito su X dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sono nel frattempo "oltre 900" i casi sospetti di Ebola, di cui 101 confermati, registrati nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici.

Secondo l'ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l'epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l'inizio dell'epidemia il 15 maggio, con l'Oms che ha conseguentemente attivato un'allerta sanitaria internazionale.

In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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