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Strade scolastiche, bambini in piazza per città più sicure

di TMNews venerdì 8 maggio 2026
1' di lettura

Roma, 8 mag. (askanews) - Più sicurezza davanti alle scuole, meno traffico, più spazio per andare a piedi o in bicicletta. Torna "Streets for Kids", la mobilitazione europea promossa da Clean Cities per chiedere più strade scolastiche e zone a bassa velocità vicino agli istituti.

A Roma l'appuntamento comincia con il pedibus da piazza Testaccio verso la scuola Regina Margherita. Nel pomeriggio festa in strada in via Latina, nel Municipio VII. In Italia sono previste oltre 230 iniziative; in Europa gli eventi sono più di 440.

Anna Becchi, coordinatrice campagna Streets for kids: "Oggi questi genitori chiedono una cosa molto semplice: che i propri bambini e le proprie bambine possano andare a scuola a piedi o in bicicletta senza che questo diventi un pericolo. Sembra semplice, ma in realtà non lo è. Soprattutto in alcune città come Roma, dove, come vedete dietro di me, la situazione è molto pericolosa".

Secondo un sondaggio di Clean Cities, l'84% dei bambini europei si sposta almeno ogni tanto a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici o con lo scuolabus. Tra i genitori, uno su due indica le strade scolastiche come la misura più utile per rendere più sicuri i percorsi casa-scuola.

A Roma sono state realizzate finora 20 strade scolastiche, con altre 20 tra cantieri e progetti. Quest'anno la campagna si affianca anche a Bimbimbici, la manifestazione nazionale della Fiab dedicata alla mobilità in bicicletta tra giovani e giovanissimi.

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"La politica ha perso la capacità di spingere e adeguarsi alle novità della società, sembra arrancare sempre un po', è un trend che andrebbe invertito, nel campo dei diritti succede con particolare frequenza, il nostro impegno su questo deve essere molto forte", ha aggiunto.

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"The Coach" campagna per combattere lo stigma della malattia mentale

Milano, 15 mag. (askanews) - Fondazione Vecchioni, nata in ricordo di Arrigo, figlio di Daria Colombo e Roberto Vecchioni, lancia The Coach, la sua prima campagna video per combattere lo stigma della malattia mentale e contribuire a modificare la cultura di questo Paese.

Il video, diretto da Giorgia Di Pasquale, è stato realizzato grazie alla partecipazione di Alfa, Ema Stokholma, J-Ax, Nicole Rossi e Roberto Vecchioni, che attraverso il proprio volto e la propria esperienza personale hanno contribuito a rafforzare il messaggio della Fondazione.

Lo spot sarà presentato ufficialmente oggi, 15 maggio, a Milano in occasione di Radio Italia Live - Il Concerto in Piazza Duomo, durante il preshow, grazie alla collaborazione tra Fondazione Vecchioni, Radio Italia Solomusicaitaliana e il Comune di Milano. La partnership con l'emittente radiofonica prevede inoltre la diffusione della campagna attraverso tutti i canali del network.

Nell'Unione Europea più di 11 milioni di persone soffrono di disturbi mentali e il 13% sono giovani, bambine e bambini. Già prima del 2021 si registrava un incremento di minori con disturbi neuropsichiatrici: ansia, depressione, disturbi dell'umore, comportamenti autolesivi, disturbi del comportamento alimentare e del sonno, abuso di alcol e sostanze e ritiro sociale. Dopo il Covid c'è stato un incremento dell'intento suicidario del 147%. In Lombardia si è registrato un picco del 15,25% di disturbi neuropsichiatrici, tutte fragilità legate alla rarefazione dei legami sociali, all'incremento dell'uso dei social e a stili di vita scorretti, costituendo un vero e proprio allarme sociale.

"Mio figlio Arrigo, un ragazzo innamorato della vita, dopo anni di lotta contro la malattia è morto suicida. Come famiglia, abbiamo patito un sistema inadeguato che ci ha fatto sentire soli e senza strumenti. Oggi un ragazzo su sette al mondo convive con la malattia mentale (fonti OMS). La Fondazione Vecchioni nasce per trasformare il dolore in impegno condiviso", dichiara Daria Colombo - Presidente della Fondazione Vecchioni.

La Fondazione si basa sulla convinzione che ogni persona ha il diritto di costruire un progetto di vita aderente ai propri desideri e potenzialità; tuttavia, troppo spesso, chi vive un disagio psichico si scontra con stigma, solitudine e servizi inadeguati. In questo contesto, la campagna The Coach è un atto culturale prima ancora che comunicativo: il progetto racconta la salute mentale in modo autentico, rispettoso e umano, rifuggendo da ogni forma di retorica o pietismo.

"Ringraziamo Radio Italia che ci offre un palcoscenico di così grande popolarità per urlare che la malattia mentale è una malattia come un'altra e che nessuno se ne deve vergognare. Siamo conviti che questa sarà un'operazione di grande efficacia nella lotta allo stigma" - Roberto Vecchioni.

The Coach sarà inoltre presente nei luoghi strategici di Milano, grazie al supporto di Acone Associati che ha messo a disposizione i ledwall con 967 passaggi giornalieri e sarà veicolata da una massiva campagna social a partire proprio dal mese di maggio. Alla campagna si affianca il rilascio di un Toolkit elaborato con la supervisione del Comitato Scientifico della Fondazione: uno strumento concreto per riconoscere i primi segnali di un disagio psichico e orientarsi nei passi iniziali, sia per chi lo vive in prima persona sia per i familiari.

La realizzazione di questa campagna è stata resa possibile grazie alla sinergia tra istituzioni e realtà del settore privato e sociale, unite dall'obiettivo comune di abbattere il muro dello stigma legato alla salute mentale.

La Fondazione Vecchioni, con il supporto di Intesa Sanpaolo in qualità di partner sostenitore, condivide una visione comune di valori e missione, promuovendo un impegno congiunto sul piano sociale nella lotta contro lo stigma della malattia mentale, e ringrazia il Comune di Milano - Milano 4Mental Health per il prezioso supporto istituzionale e il patrocinio. Un ringraziamento speciale va alla Fondazione BPM per il contributo fondamentale a sostegno del progetto.

Per il supporto tecnico e creativo nella realizzazione della campagna, un ringraziamento particolare va a Fondazione Diversity, che ha garantito un approccio inclusivo e attento alle sensibilità di tutti.

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"Armonie del corpo": le opere di Rabarama esposte in via Veneto a Roma

Roma, 15 mag. (askanews) - Fino al 30 giugno Via Veneto vive in una nuova, vitale prospettiva grazie alla mostra d'arte statuaria en plein air "Armonie del Corpo" della scultrice romana, padovana d'adozione, Rabarama. Nota a livello internazionale per i suoi lavori, spesso monumentali, a Roma espone opere in dimensione intermedia, che affrontano il tema del corpo umano in una sorta di realismo magico tra cultura yogi e coloratissime decorazioni.

"Raccontano un po' quello il percorso di ogni essere umano, quello che io vorrei suggerire come percorso, in un'era in cui siamo portati verso la disumanizzazione, trovare il tempo per riflettere su se stessi, per trovare la propria consapevolezza e per amarsi un po' di più" spiega l'artista Rabarama.

Sculture che dialogano tra loro costruendo una narrazione visiva intensa e stratificata. L'exibition è patrocinata da Regione Lazio, Roma Capitale - Municipio I e in collaborazione con PHILART, AM-ARTE e Associazione "Via Veneto" racconta Alberto Lenzi di Philart.

"Attraverso l'arte e la musica ci impegnamo a fare in modo che queste sollecitazioni positive possano creare del benessere soprattutto incontrando persone con fragilità e con bambini".

La cultura è nel Dna di Via Veneto e la riqualificazione del territorio avviene attraverso di questa.

"Siamo felici di riaccogliere l'arte contemporanea per fare in modo che via Veneto abbia anche un volto nuovo cercando di attrarre visitatore e cittadini" conclude Elisabetta Calo presidentessa dell'Associazione via Veneto.

Un'occasione per riscoprire il corpo non solo come forma, ma come linguaggio, memoria e identità.

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Trump-Xi, l'analista cinese: Pechino detta la linea dopo il vertice

Pechino, 15 mag. (askanews) - La visita di Donald Trump in Cina lascia pochi dettagli sugli accordi, ma a Pechino il vertice viene già letto come un cambio di fase. Wang Yiwei, professore di politica cinese alla Renmin University, parla di una Cina più sicura, capace di dettare il passo dopo anni di scontro commerciale e tecnologico con Washington.

Secondo la sua lettura, il rapporto tra le due potenze si sposta dal "decoupling", la separazione selettiva delle economie, a un "recoupling" mirato: una ricucitura parziale, costruita sugli interessi comuni e sul ritorno del dialogo diretto tra Xi Jinping e Trump. "Quest'anno è decisivo per le relazioni tra Cina e Stati Uniti: potrebbero esserci quattro vertici presidenziali. Il primo - nota Yiwei - lo ospita la Cina, e questo ha contribuito molto a fissare il tono dei rapporti bilaterali per tutto l'anno e a creare le condizioni per il successo degli altri tre possibili vertici. Si può dire che, in questa relazione, la Cina stia guidando e abbia preso l'iniziativa".

"L'anno scorso - osserva il professore - gli Stati Uniti erano all'offensiva e la Cina sulla difensiva. Ora, invece, è la Cina a guidare ed essere proattiva. Credo sia un risultato ottenuto attraverso il confronto, come dice il proverbio: dopo lo scontro arriva l'intesa. Anche Trump, che molti considerano inaffidabile, ha capito che il potere degli Stati Uniti ha dei limiti quando si tratta dei rapporti con la Cina, e che la Cina è un Paese molto resiliente. Per questo ripete spesso che la Cina è una grande nazione e che il presidente Xi Jinping è un grande leader".

"Trump ha portato con sé anche 17 grandi imprenditori. Il passaggio dal precedente 'decoupling mirato' all'attuale 'recoupling mirato' tra Cina e Stati Uniti è, a mio avviso, il cambiamento più significativo. Significa trovare un punto d'incontro vantaggioso per entrambi tra il 'Make America Great Again' e la grande rinascita della nazione cinese". "Il presidente Xi ha sottolineato più volte - conclude l'analista - che il rapporto tra Cina e Stati Uniti è una partnership, non una rivalità, e ha usato espressioni come 'costruttiva' e 'partner strategicamente stabili'. Questo ha rassicurato il mercato globale, non solo gli imprenditori dei due Paesi, garantendo stabilità almeno per i prossimi tre anni dell'amministrazione Trump".

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