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Laura Morante: in "Quasi Grazia" la lotta interiore di Grazia Deledda

di TMNews lunedì 11 maggio 2026
2' di lettura

Roma, 11 mag. (askanews) - Laura Morante nei panni della prima e unica donna italiana a vincere il Nobel per la letteratura: Grazia Deledda. A 100 da quel premio, arriva al cinema "Quasi Grazia" il nuovo film di Peter Marcias in cui interpreta la scrittrice sarda, una coproduzione Italia - Francia (tratto dall'omonimo romanzo di Marcello Fois, edito da Einaudi).

Presentato in anteprima al Riviera International Film Festival a Sestri Levante e nelle sale dal 14 maggio, il film ne offre un ritratto inedito, tra momenti privati e riconoscimenti professionali; l'attrice, racconta, conosceva poco Deledda, prima di documentarsi per il ruolo.

"Non abbiamo neanche una documentazione filmata, non abbiamo quasi nulla, se non i suoi testi scritti e delle foto, ma, insomma, la conosciamo in realtà molto poco, quindi bisognava per forza inventare".

Una donna tenace e fuori dagli schemi per l'epoca, "moderna" e con le sue convinzioni da portare avanti. "Io penso che questo conflitto con la madre che il film racconta non sia solo un conflitto con la madre, sia un conflitto interiore, interno a lei, cioè sia un conflitto, in qualche modo, la madre è quasi un simbolo, rappresenta la Sardegna, ma rappresenta i suoi stessi dubbi, la sua lotta interiore, perché anche questa sua passione, questa sua convinzione, questa sua tenacia, sicuramente, hanno subìto anche dentro di lei così qualche attacco, sono stati aggrediti da dei dubbi: 'Ma forse sarebbe meglio se rimanessi in Sardegna, ma forse sarebbe meglio se facessi qualcosa che fanno tutte le donne', perché per una donna sarda in quell'epoca diventare una scrittrice, andare a vivere in continente, era una cosa enorme".

Laura Morante, che ha prestato il volto anche ad altre scrittrici al cinema, come Alda Merini, ha parlato anche del suo rapporto con i libri. "Ho avuto più una formazione letteraria che non una formazione cinematografica, perché di cinema se ne vedeva poco in provincia, invece i libri c'erano in casa e quindi leggevamo, e quindi la lettura era la mia compagna preferita, prediletta, avere un buon libro da leggere è per me una cosa quasi irrinunciabile".

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