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A Camogli torna la storica Sagra del Pesce

di TMNews lunedì 11 maggio 2026
2' di lettura

Camogli, 12 mag. - È tornata anche quest'anno a Camogli la storica Sagra del Pesce, uno degli appuntamenti più celebri della tradizione gastronomica italiana. Giunta alla 74 edizione, la manifestazione ha trasformato ancora una volta il lungomare del borgo ligure in una grande festa popolare, richiamando migliaia di visitatori attorno al simbolo dell'evento: la maxi padella in cui viene preparato e distribuito il tradizionale pesce fritto. Organizzata dalla Pro Loco Camogli insieme al Comune, la Sagra rappresenta da oltre settant'anni un momento profondamente legato alla cultura marinara del territorio e alla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche liguri, diventando nel tempo un appuntamento di riferimento a livello nazionale.

Per il terzo anno consecutivo, al fianco della manifestazione anche Oleificio Zucchi, partner dell'evento con il prodotto "Zucchi Fritto Libero!", l'olio pensato per la frittura domestica che ha accompagnato la preparazione del pesce fritto durante la giornata. Una collaborazione nata dalla condivisione di valori comuni come qualità, tradizione culinaria e attenzione alla convivialità. Spazio all'intervento di Alessia Zucchi, che ha raccontato le ragioni che hanno portato l'azienda a confermare il proprio sostegno alla manifestazione, puntando su un prodotto innovativo come Zucchi Fritto Libero!, recentemente eletto Prodotto dell'Anno 2026 grazie alle sue caratteristiche pensate per migliorare l'esperienza della frittura domestica.

Le parole di Alessia Zucchi, Amministratore Delegato Oleificio Zucchi S.P.A. SB: "Per Oleificio Zucchi è importante avere una partnership con realtà come Camogli, che è un patrimonio della cultura ligure con le sue attività, le sue iniziative culturali e gastronomiche. La Sagra di San Fortunato, la 74esima edizione, è una di queste e per noi è importante essere vicino alla tradizione, a quello che racconta l'identità di un territorio, perché Zucchi ci crede molto. "Zucchi fritto libero!" è un bell''esempio di innovazione di prodotto, che va a rispondere alle esigenze reali del consumatore. È uno degli impegni che abbiamo verso i nostri consumatori, Zucchi fritto libero!, infatti, riduce, rispetto ad un olio di girasole standard, più del 50% degli odori, e ciò ha permesso alle persone di tornare a cucinare e gustare la frittura nella propria dieta".

Nel corso dell'evento abbiamo raccolto le parole del Presidente della Pro Loco Camogli Vittorio Crovetto, che ha sottolineato il valore storico della Sagra e l'importanza di una partnership capace di sostenere concretamente un appuntamento così identitario per il territorio.

Il commento del Presidente Pro Loco Camogli, Vittorio Crovetto: "L'Oleificio Zucchi principalmente è quello che ci permette di fare la Sagra, perché è il primo sponsor come olio che è quello che ci aiuta a farla. Come tutti gli anni discutiamo sul quantitativo dell'olio, su quello che ci serve e sulla fornitura di olio che ci serve per mandare avanti la frittura, ed anche quella di Camogli che è per i celiaci".

Un evento che continua così a unire tradizione, territorio e innovazione, confermando la Sagra del Pesce di Camogli come uno dei simboli più riconoscibili della cultura gastronomica italiana.

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La Luce è anche una Ferrari inedita: cinque posti, quattro porte con apertura a portafoglio come sulla Purosangue, grande abitabilità per i passeggeri seduti dietro e bagagliaio da quasi 600 litri. Il design è stato progettato con LoveFrom dell'ex Apple Jony Ive, in collaborazione con il Centro Stile Ferrari, e si distingue per la grande glass house, i fari posteriori rotondi e i cerchi da 23 e 24 pollici. Gli interni uniscono pelle, vetro e alluminio anodizzato, schermo centrale orientabile e numerosi tasti fisici, in controtendenza rispetto agli abitacoli dominati dai maxi-schermi.

Dal punto di vista tecnologico debuttano Vehicle Control Unit, trazione integrale elettrica, torque vectoring, sospensioni attive e ruote posteriori sterzanti indipendenti. Un pacchetto definito full active corner, che dà la sensazione di guidare un'auto agile rispetto al suo peso. Il sound non è sintetico e non simula un motore termico: nasce dalla meccanica del powertrain elettrico e può accompagnare la guida sportiva oppure lasciare spazio al silenzio.

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Per Ferrari, la prima elettrica non è solo una nuova motorizzazione, ma una sport car con comfort e spazio da vettura più grande, pensata per aprire un nuovo segmento di gamma.

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"Caracalla danza", coreografie e performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) - Coreografie e movimenti di corpi che si integrano con il sito archeologico, spettacoli che diventano percorsi ed esperienze per il pubblico, in particolare al tramonto.

Torna "Caracalla Danza", festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: dal 26 giugno al 5 luglio il meglio della danza internazionale in una location d'eccezione.

L'edizione 2026 si apre con un'iniziativa site specific, curata da Diego Tortelli, che si è occupato delle coreografie per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina.

La Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro: "Un'opera site specific che si chiama 'Découvert Caracalla'. Una serie di ballerini danzano accompagnati da una violoncellista e si muovono dallo specchio d'acqua attraverso i luoghi, i siti più importanti delle Terme, passando anche attraverso luoghi meno conosciuti come i sotterranei con il mitreo e dunque ci sarà la partecipazione diretta del pubblico, una sorta di movimento fluido che vuole evocare il movimento fluido dell'acqua".

L'evento "Caracalla Danza" ha preso il via proprio da un'installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d'Acqua, inaugurato nel 2024 con la coreografia "Rhapsody in blue", che ora torna ad animarsi, soprattutto con i gioch di luce al tramonto.

Il 30 giugno qui andrà in scena "Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni", tra danza e musica; dal 3 al 5 luglio, infine sono in programma tre spettacoli da palcoscenico ("Preludio" di Diego Tortelli, "An Echo, A Wave" di Philippe Kratz e "Bliss" di Johan Inger).

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"I colori della tempesta", l'uomo che salvò 10000 capolavori da nazisti

Roma, 25 mag. (askanews) - Racconta il "Monument man" italiano, l'uomo che ha salvato circa diecimila capolavori, fra cui "La tempesta" di Giorgione e "La cena di Emmaus" di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti, il film "I colori della tempesta", nei cinema dal 27 maggio.

Il regista Roberto Dordit porta sullo schermo l'incredibile storia di un giovane Sovrintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, interpretato da Simone Liberati, che con pochi mezzi, mettendo in pericolo la propria vita, riuscì a nascondere fino alla fine della guerra opere d'arte che arrivavano da Marche, Venezia, Milano e Roma.

"Lui aveva 30 anni, quindi questo patrimonio ce lo hanno salvato i 30enni dell'epoca. - ha spiegato il regista - Quindi lui con quella che anni dopo chiamò la sua piccola armata Brancaleone, cioè sua moglie, il suo autista, fondamentalmente i custodi di Palazzo Ducale, ne è venuto a capo con molta astuzia secondo me, perché ha dovuto affrontare le SS al momento delle razzie, che non era facile".

Il senso del dovere e l'amore per l'arte hanno guidato Rotondi, che dopo la guerra non ha più voluto parlare di questa storia. Sua figlia Giovanna ha aiutato il regista a ricostruirla. "Lui sostanzialmente si rivolge ai giovani, cioè lui dice: se noi perdiamo queste opere, noi perdiamo questo patrimonio artistico internazionale, di cui non potranno usufruire i giovani" ha detto Dordit.

Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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In RD Congo "204 morti" per ebola, Msf: epidemia 'senza precedenti'

Roma, 25 mag. (askanews) - L'epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo è "senza precedenti" e le cifre sono sicuramente sottostimate: ad affermarlo è il coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (MSF), mentre la conta dei morti nel Paese ha superato le 200 vittime. "La prima sfida è che questa epidemia è senza precedenti. Oggi ci sono più di 700 casi sospetti nell'Ituri", la regione nel nord-est della Repubblica democratica del Congo, al confine con l'Uganda, ha spiegato il coordinatore Msf Florent Uzzeni, ad AFP da Bunia, capoluogo della provincia.

"Di solito - prosegue - quando si interviene in caso di epidemie di Ebola, lo si fa non appena si registrano alcuni casi, ma mai 700. Ci troviamo quindi di fronte a un'epidemia di grandi proporzioni che si è già diffusa in numerose zone. L'epidemia ha colpito anche centri urbani con diverse centinaia di migliaia di abitanti, il che purtroppo ne favorirà inevitabilmente la diffusione", aggiunge. Secondo quanto riferito su X dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sono nel frattempo "oltre 900" i casi sospetti di Ebola, di cui 101 confermati, registrati nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici.

Secondo l'ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l'epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l'inizio dell'epidemia il 15 maggio, con l'Oms che ha conseguentemente attivato un'allerta sanitaria internazionale.

In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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