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Flotilla, nuovo abbordaggio delle imbarcazioni a 250 miglia da Gaza

di TMNews lunedì 18 maggio 2026
2' di lettura

Roma, 18 mag. (askanews) - L'esercito israeliano ha abbordato per la seconda volta le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, questa volta a circa 250 miglia nautiche da Gaza, in un'altra operazione in acque internazionali ritenuta illegale, come denunciano gli attivisti sui loro canali social.

Secondo la Global Sumud Flotilla, 4 navi militari israeliane e 6 imbarcazioni veloci hanno accerchiato la flotta civile, su cui viaggiano persone provenienti da 40 paesi diversi. Secondo il sito che mostra in diretta la navigazione della missione umanitaria salpata nuovamente domenica dalla costa meridionale turca e composta da 54 imbarcazioni, le barche a vela intercettate sarebbero 10 (5 il cui abbordaggio è stato confermato e altrettante con cui è stata persa la comunicazione, secondo Thiago Avila, uno degli attivisti più noti). Il giornalista indipendente americano Alex Colston, al seguito della flotilla, ha confermato in un video che "le persone" delle imbarcazioni intercettate "vengono trasferite su una, forse due, fregate militari adibite a prigione".

Nelle immagini delle telecamere a circuito chiuso della Zio Faster si vede il momento dell'intercettazione.

Sulla barca Kars-I-Sadabad viaggia anche l'inviato del Fatto Alessandro Mantovani e il deputato M5S Dario Carotenuto: secondo il tracker questa imbarcazione non è stata fermata. Tra i primi a condannare quello che ha definito come "l'ennesimo atto di pirateria", è stata la Turchia, tramite il suo ministero degli Esteri. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere di aver chiesto al Governo israeliano rassicurazioni sulle condizioni di trattamento degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla che potrebbero essere fermati dalle Idf.

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Roma, 18 mag. (askanews) - L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riunito i ministri della Salute mondiale davanti alle preoccupazioni per il focolaio di hantavirus, scoppiato su una nave da crociera e con i possibili contagi e i contagiati in stretta osservazione nei diversi paesi, e alla nuova emergenza Ebola nella Repubblica Democratica del Congo.

"Ieri ho dichiarato lo stato di emergenza sanitaria pubblica a causa della preoccupazione internazionale per l'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, che si è già diffusa in Uganda" ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, parlando da Ginevra.

Le due epidemie "sono solo le ultime crisi nel nostro mondo travagliato", ha detto Ghebreyesus aprendo l'Assemblea mondiale della sanità dell'agenzia delle Nazioni Unite, in un momento in cui l'organismo è indebolito dall'annunciato ritiro degli Stati Uniti e dai tagli ai finanziamenti.

Intanto, secondo gli ultimi dati pubblicati dal ministero della Salute congolese, si sospetta che 91 decessi siano stati causati dall'attuale epidemia di febbre emorraggica. Sono stati segnalati circa 350 casi sospetti. La maggior parte delle persone colpite ha un'età compresa tra i 20 e i 39 anni e oltre il 60% sono donne.

Il centro dell'epidemia è la provincia Nord-Orientale dell'Ituri, che confina con l'Uganda e il Sud Sudan. Una regione ricca di oro e dove la violenza da parte di diversi gruppi armati rende difficile anche l'accesso per motivi di sicurezza. Un caso è stato segnalato a Goma, controllata dalla milizia M23 sostenuta dal Ruanda: il dottor Biya Nkinzikiko, a capo della Divisione Sanitaria Provinciale ha detto:

"Abbiamo confermato che si tratta di un caso di Ebola. Al momento le squadre sono già sul posto. Come sapete, questa non è la prima volta che gestiamo epidemie di Ebola, il che significa che le squadre sono formate e che sono disponibili tutte le risorse necessarie per il trattamento".

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