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Il figlio del fondatore di Mango arrestato per la morte del padre

di TMNews martedì 19 maggio 2026
1' di lettura

Roma, 19 mag. (askanews) - Nelle immagini Jonathan Andic, figlio dell'imprenditore e fondatore del colosso della moda Mango, Isak Andic, mentre arriva scortato della polizia in tribunale per essere interrogato, dopo l'arresto nell'ambito di un'indagine sulla morte di suo padre nel 2024.

L'accusa è di omicidio. Jonathan Andic era con suo padre 71enne quando precipitò e morì sulla montagna di Montserrat vicino a Barcellona. Si era a lungo parlato di incidente per uno degli uomini più ricchi della Spagna. Un giudice aveva chiuso il caso.

Ma gli investigatori della polizia regionale della Catalogna, i Mossos d'Esquadra, insieme ai pubblici ministeri e al tribunale, hanno riaperto le indagini nell'ottobre 2025 dopo aver citato incongruenze nella testimonianza del figlio Jonathan Andic, che ora viene di nuovo ascoltato.

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Ebola, ministro della Salute congolese: 131 morti, 513 casi sospetti

Roma, 19 mag. (askanews) - La prima cifra che posso dare L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è probabilmente all'origine di 131 decessi documentati e 513 casi sospetti, ha affermato il ministro della Salute congolese Samuel Roger Kamba, parlando alla televisione nazionale.

"La prima cifra che posso dare in termini di numero di morti è di 131 casi censiti - ha detto - la seconda cosa che abbiamo osservato è chi presenta sintomi simili, quindi, i casi sospetti: abbiamo circa 513 casi sospetti che abbiamo identificato".

Il ministro ha tuttavia avvertito che il numero è una stima e che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare se tuti i decessi sono effettivamente collegati al virus. L'epicentro dell'epidemia è nella provincia Nordorientale di Ituri, al confine con l'Uganda.

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Strasburgo, trattori al Parlamento Ue: la protesta degli agricoltori

Bruxelles, 19 mag. (askanews) - Nuova protesta degli agricoltori: alcune organizzazioni hanno organizzato la mobilitazione davanti al Parlamento europeo a Strasburgo, anche con i trattori, per esercitare pressioni affinché l'Unione europea sblocchi fondi per aiutarli a far fronte all'impennata dei prezzi dei fertilizzanti. I costi sono aumentati ulteriormente a causa della guerra in Medio Oriente e del blocco dello Stretto di Hormuz.

"Don't turn off agriculture, health and democracy" (Non spegnere l'agricoltura, la salute e la democrazia), "Welcome to Wonderland, this is not Europe" (Benvenuti nel Paese delle Meraviglie, questa non è l'Europa), si legge su alcuni striscioni, accanto al ritratto di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue.

"Gli agricoltori affrontano la prossima stagione di acquisto di fertilizzanti in un clima di estrema incertezza, sul costo, ma anche sull'effettiva disponibilità" ha avvertito il Copa-Cogeca, che riunisce i principali sindacati agricoli europei.

Prima del conflitto in Medio Oriente, il 30% dei fertilizzanti mondiali transitava attraverso lo stretto di Hormuz. Da fine febbraio, i prezzi dei fertilizzanti in Europa sono aumentati vertiginosamente. Quelli a base di azoto costano ora circa 500 euro per tonnellata, rispetto ai 380 euro dello scorso inverno, denuncia il sindacato; e a ciò si aggiunge l'impennata del costo del gasolio per i trattori.

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Ebola, Crisanti: niente rischio pandemia ma servono isolamenti e aiuti

Milano, 19 mag. (askanews) - La nuova epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo preoccupa l'Oms, che ha dichiarato l'allerta sanitaria internazionale. Per il microbiologo Andrea Crisanti, però, non siamo davanti a un rischio pandemia: il virus resta grave, ma ha una capacità di diffusione limitata. Il nodo è fermarlo dove circola: isolamento dei casi, protezione degli operatori, tracciamento dei contatti e aiuti concreti a Congo e Uganda.

"Il contagio di Ebola - spiega Crisanti - senza terapia e senza vaccino si ferma esclusivamente con misure di sanità pubblica: identificazione dei casi, isolamento e protezione delle persone che offrono cure ai malati. Il problema è che nelle regioni colpite tutto questo manca. Sono aree reduci da guerra civile, povertà, migrazioni, con un sistema sanitario distrutto o semidistrutto, incapace di fare fronte a queste problematiche".

"Non siamo di fronte a un pericolo di pandemia - osserva il microbiolgo -. Con Ebola non saremo mai in pericolo di una pandemia, perché Ebola è una malattia gravissima, ma ha un indice di diffusione estremamente basso. Di fatto contagia prevalentemente le persone che si prendono cura del malato nelle fasi terminali della malattia".

"In questo momento non penso che ci siano le condizioni per fare il tracciamento dei contatti - afferma Crisanti - Però altre epidemie di Ebola sono state controllate con successo. L'Organizzazione mondiale della sanità ha mostrato già in passato di essere in grado di mobilitare risorse economiche, logistica e competenze scientifiche. Non ci troviamo di fronte a una malattia sconosciuta".

"Diventa una minaccia internazionale nel momento in cui il virus acquista la capacità di diffondersi rapidamente da uomo a uomo, cosa che Ebola non ha mai mostrato in passato. La pandemia dipende dalla capacità riproduttiva del virus, il famoso R0. Fortunatamente per Ebola è estremamente basso. La cosa da fare è aiutare Repubblica democratica del Congo e Uganda a mobilitare risorse economiche, logistiche e sanitarie per fermare l'epidemia sul posto. E questo - conclude il professore - è possibile".

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OpenAI, Musk perde la causa contro Altman: ricorso oltre termini

Oakland (California), 19 mag. (askanews) - Elon Musk perde la causa contro OpenAI, Sam Altman e gli altri cofondatori della società. Una giuria federale di Oakland ha stabilito che il ricorso del miliardario è arrivato troppo tardi, oltre i termini previsti dalla legge. Musk accusava OpenAI di aver tradito la missione originaria non profit, trasformandosi nel colosso commerciale dietro ChatGPT.

Secondo l'accusa, Altman e Greg Brockman avrebbero usato in modo improprio una donazione destinata alla ricerca sull'intelligenza artificiale a beneficio dell'umanità.

La decisione blocca il caso prima dell'esame di merito e allontana una minaccia pesante per OpenAI.

Se Musk avesse vinto, avrebbe potuto chiedere il ritorno della società alla struttura non profit, con effetti sui rapporti con investitori come Microsoft, Amazon e SoftBank.

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