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Raccontare l'antiquario, seconda edizione del premio letterario FIMA

di TMNews giovedì 21 maggio 2026
2' di lettura

Milano, 21 mag. (askanews) - Seconda edizione per il concorso letterario "Antiquario, Protagonista di Arte e Cultura", istituito dalla Federazione Italiana Mercanti d'Arte - FIMA e dedicato ai racconti inediti, in collaborazione con il Giornale dell'Arte e Confcommercio Imprese per l'Italia. Un progetto per promuovere il lavoro dell'antiquario anche attraverso la letteratura.

"L'anno scorso - ha spiegato ad askanews Fabrizio Pedrazzini, presidente FIMA - è stato il primo anno che abbiamo istituito questo premio perché volevamo mettere in luce la figura dell'antiquario. Abbiamo avuto subito un buon successo, e abbiamo ricevuto 240 scritti. Però in tanti testi si parlava del restauro, si parlava di botteghe buie e polverose, mentre invece vorremmo mettere proprio in risalto quella che è figura dell'antiquario oggi preparato sulla sua materia specifica e quindi l'abbiamo messo anche nel nostro bando in modo che si capisca anche per il lettore".

Possono concorrere al premio racconti inediti e originali: saranno scelti i migliori tre più sette menzioni speciali. Il tutto con l'idea di raccontare cosa significa essere antiquario oggi. "Una volta esisteva la bottega dell'antiquario che trattava dall'oggettino al mobile, al dipinto, un po' tutto quello che era antico - ha aggiunto il presidente - oggi invece la professione dell'antiquario si è molto specializzata".

Il contesto del mercato dell'arte ci parla di una situazione non semplice, ma anche di possibilità che si aprono. Com'è la situazione per gli antiquari? "È un momento non positivo per il mercato in generale e per il mercato dell'antiquariato ancora di più - ha concluso Pedrazzini - però c'è ancora spazio, c'è gente che apprezza il bello e quindi va recuperata".

La cerimonia di premiazione del concorso letterario di FIMA si terrà a novembre ed è possibile partecipare fino al 12 luglio.

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La musica di Bungaro in memoria del caposcorta di Giovanni Falcone

Roma, 21 mag. (askanews) - "Io sono nato il 23 maggio. Era il 1992 e stavo preparando i festeggiamenti del mio ventottesimo compleanno. Ricordo come fosse adesso: alle ore 17.50 circa arriva una delle notizie più tristi del nostro paese, Giovanni Falcone, la moglie e tutta la scorta erano saltati in aria sulla strada che porta a Capaci. Non dimenticherò mai quel senso di impotenza, di sconforto e di ingiustizia. Non festeggiai, rimasi tutto il giorno incollato davanti al televisore piangendo. L'attentato aveva disintegrato il sogno di un paese onesto. La vita è strana, credo sia tutto scritto". E' il ricordo di Antonio Calò, in arte Bungaro, di quel tragico giorno di 34 anni fa. A distanza di anni il destino lo porta a conoscere Matilde Montinaro, sorella di Antonio Montinaro, caposcorta e uomo di fiducia del Giudice Giovanni Falcone. Nasce un'amicizia forte. Matilde le chiede di scrivere una musica per ricordare il fratello e dopo vari tentativi nasce "23 Maggio", dedicata alla memoria di Antonio.

Una composizione strumentale struggente, scritta insieme a Max Calò, con i fiati del musicista jazz Raffaele Casarano, che si apre con la voce di Antonio tratta da un'intervista realizzata poco prima di morire ("La paura è qualcosa che tutti abbiamo. Chi ha paura sogna, chi ha paura ama, chi ha paura piange. È un sentimento umano. È la vigliaccheria che non si capisce, e non deve rientrare nell'ottica umana. Io, come tutti gli uomini, ho paura, indubbiamente, ma non sono vigliacco Me ne sarei già andato"), seguita dalla voce di Matilde: una lettera al fratello ("Antò un tempo lunghissimo che ci separa da quel 23 maggio 1992. Era un giorno come tanti, e lungo l'autostrada 29 la tua auto correva veloce. Il rombo sovrastava il suono del vento caldo di Sicilia, come se nulla potesse fermarla. La strada che percorrevi ti conduceva verso un futuro che nessuno poteva prevedere. All'improvviso un boato. 500 chili di tritolo esplodono sotto l'autostrada che porta a Capaci. La terra trema, la tua auto è sollevata da una forza immensa. Le lamiere si piegano, si disintegrano nell'aria come fossero carta straccia. Il 23 maggio 1992 il destino ti aveva raggiunto con una crudele velocità. Quel giorno, la vita ci ha sorpreso, segnato, e forse anche cambiato. Quei 500 chili di tritolo sono entrati violentemente in casa nostra. E da allora niente, dico niente, è stato più come prima. Il 23 maggio 1992, Fratello mio, è una di quelle date che ha segnato la fine di una vita, ma anche l'inizio di una storia, la tua, quella di Antonio Montinaro"). "23 Maggio" è contenuta nel recente nuovo album di inediti del cantautore brindisino dal titolo "Fuoco Sacro".

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"Vi aspettiamo quindi a Udine, dal 2 al 4 ottobre, e quest'anno non solo ad Udine ma un po' in tutto il Friuli: anche a Gorizia, a Gemona e a Pordenone", ha concluso Gallavotti.

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Usa incriminano Raul Castro, Trump: a Cuba non ci sarà una escalation

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Le vittime facevano parte dell'associazione "Brothers to the Rescue" (I fratelli in soccorso), solita lanciare volantini anticastristi sopra L'Avana e aiutare la guardia costiera americana a individuare i rifugiati cubani che tentavano di raggiungere la Florida a bordo di imbarcazioni di fortuna.

L'incriminazione è stata giudicata "una manovra politica, priva di qualsiasi fondamento giuridico" da Miguel Dìaz-Canel, che è l'attuale presidente di Cuba, mentre Castro non ha alcun ruolo ufficiale, seppur la sua influenza nella politica cubana viene considerata molto importante.

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