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Rete Clima, 15 anni di sostenibilità concreta

di TMNews venerdì 22 maggio 2026
2' di lettura

Milano, 22 mag. (askanews) - Quindici anni di attività per Rete Clima e quattro anni per Foresta Italia, la campagna nazionale dedicata alla tutela del patrimonio forestale e della biodiversità.

A Milano, durante l'evento "L'Italia respira", istituzioni, aziende e partner tecnici si sono confrontati sui temi della sostenibilità, della decarbonizzazione e delle nuove strategie ESG, sempre più centrali per il futuro dei territori italiani.

Un modello che punta a trasformare gli obiettivi di sostenibilità delle aziende in interventi concreti sul territorio, mettendo insieme innovazione, tutela ambientale e collaborazione con enti pubblici e filiere forestali. Sentiamo Paolo Viganò, presidente e fondatore di Rete Clima: "Compiamo appunto 15 anni e in questi anni abbiamo costruito, di fatto, una filiera integrata a supporto dell'attività ISG delle imprese. Quindi lavoriamo in tema carbonico, in tema di decarbonizzazione, quindi nell'ambito di quello che è uno sviluppo di foreste italiane, in tutto quello che è il tema della rendicontazione ISG. Quindi ci siamo focalizzati proprio su dei progetti concreti, partecipativi, perché crediamo che questo sia fare sostenibilità, cioè lavorare insieme sul territorio con concretezza".

Dalla forestazione urbana alla tutela della biodiversità, Foresta Italia continua a crescere coinvolgendo imprese, comunità locali e realtà del settore ambientale in progetti diffusi in tutta Italia. Il bilancio e le prospettive future nelle parole di Giacomo Magatti, Vicepresidente di Rete Clima: "Si tratta di un progetto che mette a terra, di una campagna che mette a terra, è proprio il caso di dirlo, la biodiversità in tutta Italia, con una filiera integrata che va ad attingere piante con passaporto sanitario in vivai controllati regionali, quindi con piante che sono autoctone, che derivano dai territori e con cui si rinaturalizzano aree locali, si va a intervenire su aree danneggiate da eventi estremi quali incendi o tempeste. Il tutto appunto insieme alle aziende, ai comuni e a molti soggetti. Si crea proprio una filiera, una rete, una filiera integrata molto bella e molto vera, molto viva".

Accanto ai progetti di forestazione, Rete Clima guarda anche all'innovazione tecnologica, con nuove piattaforme digitali pensate per monitorare e rendicontare le azioni di sostenibilità delle aziende.

Un percorso che punta a rendere sempre più misurabile e concreta la transizione ecologica nei territori italiani.

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A Casa Zegna Chiara Camoni e la sua Luccicanza

Trivero Valdilana (Biella), 22 mag. (askanews) - Un'idea di comunità che abbraccia esseri umani e animali, piante e minerali dell'Oasi Zegna: dal 24 maggio la Fondazione Zegna presenta Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice, un progetto di Chiara Camoni concepito per gli spazi di Casa Zegna curato da Ilaria Bonacossa. Ceneri e minerali sono stati inseriti nei vasi-sculture cotti ad altissima temperatura, i vegetali hanno creato le spiritelle appese nella serra di Casa Zegna, i tappeti sono stati filati a San Patrignano seguendo i disegni dell'artista.

La curatrice e l'artista hanno presentata in anteprima ad askanews Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice.

Ilaria Bonacossa. "Siamo molto felici di inaugurare Luccicanze qui a Casa Zegna per Oasi Zegna, la mostra di Chiara Camoni: una mostra che porta una serie di nuovi lavori, molti creati da lei in studio con la sua squadra di lavoro, una squadra dove davvero il lavoro è condiviso e partecipato".

Chiara Camoni: "C'è una comunità che si raccoglie intorno alle opere nel momento della loro costruzione, del processo creativo. C'è una comunità che si raccoglie intorno alle opere dopo, quando loro si staccano da me e vanno nel mondo e dialogano con il pubblico. Sono fili sottili, ma molto forti quelli che le opere lanciano intorno a loro stesse.

La curatrice ha illustrato il significato del termine luccicanza usato per il titolo: "Le opere di Chiara nascono da un lavoro manuale, da un rapporto personale dell'artista con la materia, che viene cotta anche a temperature molto alte: il fidarsi della materia di cui perdi il controllo e non sai esattamente come compariranno. Quella luccicanza dei minerali che sciolti a più di milletrecento gradi quando viene cotto il gres emerge dando dei tocchi di argento, di luminosità, di azzurro alla materia. Ma è anche una luccicanza che parla in qualche modo di una valenza un po' magica, un po' di una dimensione spirituale di tutto il lavoro".

Ha concluso l'artista: "C'è una capacità della materia di dialogare con noi se noi ci mettiamo nel giusto ascolto. Siamo abituati a considerare il mondo intorno a noi nella parte vegetativa, nella presenza animale e nella visione del paesaggio, ma c'è un altro tipo di comunicazione ancora più sottile che passa attraverso la materia intesa come i materiali che io sperimento quotidianamente nel momento in cui mi metto al lavoro. Ovviamente i tempi di trasformazione e di comunicazione sono tempi spesso dilatati, ma che ci danno delle indicazioni molto importanti anche rispetto al nostro modo di stare nel mondo".

A poche settimane dall'inaugurazione del Padiglione Italia alla 61. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia, dove l'artista ha presentato il progetto Con te con tutto e di cui Zegna è main sponsor, la mostra nasce da una relazione costruita nel tempo tra la ricerca di Chiara Camoni e il paesaggio di Oasi Zegna e si inserisce nella visione culturale promossa da Fondazione

Zegna e da ZEGNART, il framework che riunisce le iniziative artistiche di Zegna, fondato sull'idea che arte, natura, manifattura e territorio possano essere pensati come parti di una stessa trama culturale e sensibile. La mostra come anche Casa Zegna è visitabile tutte le domeniche fino al 22 novembre e anche il 2 giugno 2026.

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Flotilla, Bundu: "Hanno replicato orrore dei campi di concentramento"

Roma, 22 mag. (askanews) - "La paura c'è sempre stata, è stata una costante. Cercano di umiliarti in tutti i modi. La cosa che mi ha fatto più impressione, a una ragazza hanno dato l'uniforme da galera per i bambini, senza tasche, lì c'erano bambini di 12 anni. Noi eravamo nella stessa prigione dove portano i palestinesi, in un altro padiglione. Tutta la notte ci hanno torturato, non potevi dormire, ti spostavano di cella in cella. Con le mani sul collo ti spostavano in giù, ginocchiate, calci, giù con la testa. Eravamo in 27 in una cella, senza materasso, senza carta igienica, senza acqua. A una ragazza tedesca di origini palestinesi le hanno sbattuto giù la testa e non le hanno dato i medicinali. A una signora ferita non l'hanno ricucita.": così Antonella Bundu, attivista italiana ed ex consigliera comunale di Firenze, arrestata da Israele e tornata in Italia, ha raccontato le violenze subite dopo l'intercettazione in acque internazionali da parte della Marina israeliana e il trasferimento forzato nelle carceri in Israele.

"Prima di utilizzare la parola 'campo di concentramento' - ha esitato Bundu, concludendo - purtroppo gli orrori che hanno passato loro li hanno replicati".

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A Roma il workshop "Sogni d'Oro" sull'importanza del sonno

Roma, 22 mag. (askanews) - A Roma l'incontro "Sogni d'Oro", nato per portare al pubblico le conoscenze scientifiche sul sonno, le strategie efficaci e le risorse disponibili. Un workshop organizzato dall'Osservatorio MOHRE durante i Sanidays, con il Patrocinio dell'Intergruppo Parlamentare Stili di Vita.

Argomento centrale l'insonnia, il disturbo del sonno più diffuso al mondo. Un terzo della popolazione adulta, circa il 35%, ne è infatti occasionalmente colpita, mentre per uno su 10 diventa un problema cronico. Ha parlato così Andrea Romigi, Direttore Centro di Medicina del Sonno Neuromed: "È un problema realmente importante, perché arriviamo almeno a un terzo per quanto riguarda le insonnie almeno transitorie. Ma il 15% della popolazione è affetto da insonnie croniche. Questo vuol dire che, in un paese come l'Italia, noi abbiamo almeno 8-10 milioni di persone che soffrono di insonnia cronica. L'insonnia cronica vuol dire almeno 3 volte a settimana e da almeno 3 mesi, con difficoltà di addormentamento, difficoltà nel mantenere il sonno, risveglio precoce, ma soprattutto conseguenze diurne".

Ma l'insonnia non è solo un fastidio notturno. E' infatti anche un rischio documentato per lo sviluppo e il peggioramento di numerose condizioni mediche e psichiatriche e provoca una perdita di qualità della vita. "Dobbiamo recuperare questo stile di vita come pilastro della salute, perché la carenza di sonno ha mostrato di essere in grado di determinare dei danni. Faccio un esempio: maggiore rischio di obesità, maggiore rischio di diabete, malattie cardiovascolari, aumento di ansia e depressione tra le altre. Per il MOHRE è molto importante essere oggi ai Sanidays. Consolidiamo una collaborazione che è nata lo scorso anno e quindi siamo molto contenti di essere qui" ha aggiunto Johann Rossi Mason, Direttrice dell'Osservatorio MOHRE

Nel corso dell'incontro, è stato trattato anche l'argomento dell'apnea ostruttiva del sonno, un disturbo sempre più diffuso ma spesso sottodiagnosticato. "Il paziente deve essere visitato e poi si devono seguire le linee guida e quindi richiedere un esame specifico, che è la polisonnografia, che è un esame che si fa ricevendo un apparecchietto che si indossa la notte. Il giorno dopo i dati vengono scaricati, vengono letti e questo ci consente di differenziare il russamento, rumoroso ma non pericoloso, dall'OSAS, cioè dalle apnee notturne che si dividono in tre gradi: lieve, medio e grave" ha concluso Fabio Beatrice, Primario Emerito di Otorinolaringoiatria ASL Città di Torino

La perdita di produttività dovuta all'insonnia, si misura anche economicamente. In Italia, la perdita è stata stimata in 16,5 miliardi di dollari l'anno. Un dato superiore ad altri Paesi europei come la Spagna (12 miliardi). L'appuntamento ha quindi acceso i riflettori sull'importanza del sonno come pilastro fondamentale della salute e del benessere quotidiano, promuovendo una maggiore consapevolezza su disturbi spesso sottovalutati, ma con un forte impatto sulla vita delle persone.

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Pecoraro Scanio: "Insegnare idee di Petrini in scuole e università"

Milano, 22 mag. (askanews) - "Le idee di Carlin Petrini devono essere insegnate nelle scuole e nelle università. Il suo è stato un messaggio straordinario per il rilancio di una diversa percezione del mondo contadino, dell'agricoltura, del territorio e della biodiversità agroalimentare". Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio già ministro dell'agricoltura e presidente del comitato scientifico di campagna Amica di cui Petrini era presidente,

ricordando il valore culturale e internazionale dell'opera del fondatore di Slow Food.

"Con la nascita di Slow Food e la sua diffusione in tutto il mondo - prosegue Pecoraro Scanio - Petrini ha costruito un movimento capace di collegare agricoltura, biodiversità, tutela dei territori e difesa delle tradizioni alimentari. Manifestazioni come Terra Madre hanno dato voce ai piccoli produttori del pianeta e rafforzato una nuova coscienza ambientale e agricola".

"Importante anche la sua battaglia contro gli OGM e contro le forzature di una tecnologia scollegata dalla qualità, dalla natura e dalle comunità locali. Straordinario il riconoscimento internazionale rappresentato dall'orto della biodiversità di Slow Food piantato nel giardino della Casa Bianca da Michelle e Barack Obama: il segno che persino nel Paese simbolo del fast food poteva affermarsi il valore dello slow food".

Pecoraro Scanio ricorda inoltre "i dialoghi con il Papa, i capi di Stato e le istituzioni internazionali", sottolineando il legame personale e istituzionale con Petrini: "Sono orgoglioso di aver sostenuto le sue iniziative fin da quando ero Presidente della Commissione Agricoltura, di aver inaugurato da ministro le prime edizioni di Cherse e sostenuto la prima traversata del Po per difendere le eccellenze naturali italiane. Così come ho apprezzato il suo amore per il Piemonte e per la nascita dell'Università di Scienze Gastronomiche".

"Carlin Petrini è stato un grande uomo, capace di cambiare la cultura alimentare e ambientale del nostro tempo".

"Anche per rispetto nei suoi confronti - conclude Pecoraro Scanio - abbiamo deciso insieme a Campagna Amica di rinviare a giugno i festeggiamenti per i 25 anni della legge di orientamento e della multifunzionalità agricola. In questo momento il suo pensiero merita l'attenzione di tutti. È un lutto che lascia dolore, ma anche la speranza che le sue idee continueranno a influenzare il futuro dell'agricoltura italiana e mondiale".

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