CATEGORIE

Sostenibilità, imprese e giovani generazioni, la sfida per il futuro

di TMNews venerdì 22 maggio 2026
2' di lettura

Roma, 22 mag. (askanews) - Sostenibilità, imprese e futuro delle giovani generazioni. Tre elementi sempre più indissolubilmente legati. A far da filo conduttore il cambiamento climatico, le evidenze scientifiche e come questi aspetti vengono raccontati dal mondo letterario e interpretati dalle aziende. Se ne è parlato nella terza edizione dell'evento "Sustainability Talks" della Luiss Business School.

"Penso che dobbiamo affidarci solo alla scienza. Quando ricevi informazioni da molte discipline scientifiche, allora è meglio prenderle molto sul serio. Penso che il lavoro di romanzieri, artisti, drammaturghi e registi cinematografici non cambierà il corso degli eventi ma serva soprattutto a indagare e rappresentare i cambiamenti della condizione umana. Non credo però che i dirigenti delle compagnie del carbone, del gas o del petrolio leggano i miei romanzi e cambino le loro politiche - loro rispondono, come sempre, agli azionisti".

Il cambiamento climatico è un tema cruciale che genera paure presso le nuove generazioni ma non bisogna avere paura del progresso.

"Ho visto Geoffrey Hinton, uno dei grandi maestri dell'informatica e dell'intelligenza artificiale negli Stati Uniti, che parlando ad alcuni studenti ha espresso il suo pessimismo. A chi gli chiedeva un consiglio su come affrontare un futuro così incerto ha risposto sorridendo: 'Fatevi nascere nel 1948'. In altre parole, ha detto che lui appartiene a una generazione fortunata. Oggi l'idea stessa di progresso è sotto attacco. E credo che questa sia una questione grande quanto il cambiamento climatico."

Il binomio imprese sostenibilità visto nell'ottica delle nuove generazioni è tra i capisaldi della Luiss Business School.

"La mission di Luiss Business School è quella di formare leader responsabili che abbiano attenzione anche nei confronti di un futuro sostenibile e quindi l'evento che organizziamo oggi è pienamente allineato con questo obiettivo. Noi sentiamo molto forte il tema della sostenibilità nel lavorare tutti i giorni con giovani studenti, perché vediamo che questo è un tema che al centro dei loro valori delle loro aspirazioni e del modo in cui loro immaginano la propria carriera e del modo in cui si sentono leader responsabili per un futuro migliore. È chiaro che in quello che dovrebbe essere un futuro sostenibile le imprese giocano un ruolo fondamentale".

L'impegno e l'obiettivo è quindi coniugare le attività di impresa con i criteri di sostenibilità. "Naturalmente una parte del percorso che le aziende fanno verso la sostenibilità è dettata dalla regolamentazione, che è un po' la base necessaria. Però ci sono aziende che sono in grado in realtà di bilanciare la necessità di ottenere rendimenti economici con la capacità di essere inclusive favorire lo sviluppo delle comunità locali, favorire diversità e avere un'attenzione particolare anche nei confronti della sostenibilità ambientale".

L'evento Sustainability talks si è svolto nell'ambito del programma Global Family Business Management realizzato da Luiss Business School in collaborazione con Intesa Sanpaolo e diretto da Fabio Corsico.

tag

Ti potrebbero interessare

Paesi più innovativi, Italia al 31° posto

Stresa, 22 mag. (Askanews) - In Italia c'è una convivenza tra eccellenze mondiali e difficoltà strutturali. L'ecosistema dell'innovazione ne è fortemente influenzato: in alcune categorie il nostro Paese è tra i migliori al mondo (come la ricerca accademica e la competitività nelle esportazioni), in altre fa fatica (per esempio negli investimenti per la ricerca o nel mondo dell'istruzione).

Questo il quadro che emerge dal TEHA Global Innosystem Index 2026, presentato alla 15a edizione del Technology Forum di TEHA Group, organizzato a Stresa il 21 e 22 maggio. Ci spiega cos'è Corrado Panzeri, Partner e Responsabile di Innotech Hub di TEHA Group: "Il Global Innosystem Index è un indicatore che, ogni anno, TEHA Group misura per andare a comparare diverse performance in termini di innovazione di circa 50 stati. E' un indicatore che è costruito su 5 dimensioni e va ad individuare quelli che sono i punti di forza e i punti di debolezza di ciascun Paese".

Nel ranking globale l'Italia si posiziona al 31° posto, lo stesso del 2023. In testa alla classifica c'è Singapore, seguito da Israele e Regno Unito. Australia e India sono i Paesi che hanno fatto più miglioramenti.

"Su 49 Paesi che siamo andati a misurare, l'Italia si trova al 31esimo posto stabile. Quindi, nella nostra ripartizione in 4 blocchi, si trova nella posizione medio-bassa. I principali Paesi europei si trovano tendenzialmente davanti all'Italia e hanno dimostrato in questo ultimo anno un dinamismo superiore rispetto al nostro Paese" ha continuato Panzeri.

Dopo aver analizzato le attuali posizioni di classifica dell'Italia su ogni ambito e il potenziale dell'ecosistema nel nostro Paese, TEHA ha elaborato 10 proposte per supportarne la crescita e lo sviluppo. Ce ne parla ancora Panzeri: "Abbiamo fatto 10 proposte riguardo all'innovazione italiana, che vanno a toccare quelli che sono i principali nodi della competitività della ricerca nel nostro Paese, sia in ambito strategico, sia in ambito di Capitale Umano, sia in ambito di finanziamento alla ricerca".

La distanza dai Paesi migliori emerge dunque soprattutto sul fronte del Capitale Umano, dove l'Italia è 33ma. Criticità anche per risorse finanziarie a supporto dell'innovazione, ambito in cui l'Italia è 30ma. I risultati arrivano invece dalle innovazioni e dalla solidità industriale e scientifica del Paese, che si distingue per qualità della ricerca, dei brevetti, export manifatturiero e presenza di infrastrutture strategiche come i supercomputer, ambito nel quale si colloca al 7° posto mondiale.

TMNews

Rubio: "Usa gli unici in grado di gestire accordo di pace Kiev-Mosca"

Helsingborg (Svezia), 22 mag. (askanews) - Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti si sono impegnati nei colloqui di pace tra Russia e Ucraina perché "erano gli unici in grado di farlo". "Se qualcun altro volesse occuparsene, dovrebbe farlo, ma al momento non sembra esserci nessun altro al mondo in grado di farlo", ha affermato Rubio durante il vertice Nato in Svezia.

TMNews

Meloni: "Per l'Italia la questione energetica è un'assoluta priorità"

Roma, 22 mag. (askanews) - "Per l'Italia la questione energetica oggi è un'assoluta priorità. La crisi iraniana sta producendo effetti che sono pesanti per le famiglie e per le imprese sulla competitività dei nostri sistemi produttivi". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine dell'incontro a palazzo Chigi con il primo ministro d'Irlanda, Micheàl Martin.

"Sono problemi abbastanza simili per tutti. Dicevo appunto al primo ministro che dopo l'incontro che ho con lui incontreremo le associazioni degli autotrasportatori, come sapete, per i provvedimenti che vanno in Consiglio dei ministri e trattano proprio queste materie", ha aggiunto.

TMNews

Pochi fondi e tante idee: il mondo dei videogiochi indie italiani

Milano, 22 mag. (askanews) - Un survival horror ambientato fra i parchi archeologici sardi e i nuraghi (Idili di Megalith Interactive Studios), un roguelike in un casinò infernale (Bad Beat di Red Ducks per Sanobusiness), uno chef guerriero che caccia mostri e li trasforma in pietanze per la sua locanda (Monster Chef di Studio Pizza): un assaggio della creatività che anima il settore degli sviluppatori di videogiochi indipendenti italiani (riuniti a Milano all'evento "Join the indie", un palcoscenico per tante realtà creative). Un settore raccontato così da chi ci lavora.

"Fare videogiochi in Italia non è semplice. Molto spesso il problema è che non ci sono magari tantissimi fondi e quei pochi che ci sono vengono tendenzialmente distribuiti tra aziende che sono già affermate nel settore, quindi è un po' difficile reperire fondi e per sopravvivere essenzialmente si fanno altri lavori", spiega Ettore Palma, programmatore e producer di Red Duck Games.

"I videogiochi sono molto dipendenti dalla tecnologia in corso e quindi dagli investimenti che uno ha, più investimenti fai, più tecnologia puoi avere, più idee creative puoi fare, più i giochi sono grandi, quindi è un po' quello che ci limita secondo me", dice Andrea Basilio, executive Producer & associate Creative Director di Milestone.

"In Italia - spiega Jesus Manuel Subero Galarza, gameplay programmer di Megalith Interactive Studios - sicuramente facciamo molto più fatica rispetto alla Svezia dove lo stato finanzia gli studi per aprire e fare una mini Silicon Valley di videogiochi, oppure anche in Danimarca dove le università pagano gli studenti per potersi specializzare nel settore dei videogiochi, in Italia ti devi pagare le scuole private o l'accademia perché le università non ti insegnano proprio un percorso ideale per i videogiochi".

"Penso che si stiano creando due grosse bolle - sottolinea Davide Soliani, autore di videogiochi che ha lasciato il lavoro in realtà internazionali per aprirne uno studio suo, ed ora è co-game director di Day 4 Night - una è quella degli studio enormi che hanno una visione ben chiara dei giochi che fanno e sono giochi di qualità", e "poi vediamo questa bolla di sviluppatori indipendenti che sta portando in una maniera di rompente idee sempre più forti e innovative, cosa che invece i grossi sviluppatori fanno più fatica a portare perché sono una macchina gigantesca e come ogni macchina gigantesca si muovono più lentamente".

TMNews