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Papa ad Acerra, il prete cantante: "A Leone canto il grido della terra"

di TMNews sabato 23 maggio 2026
2' di lettura

Acerra (Na), 23 mag. (askanews) - Canta davanti a Papa Leone nella piazza Calipari, ad Acerra, il suo brano "Si sta terra" (se questa terra), un inno contro l'inquinamento ambientale, un vero e proprio grido della terra. Don Mimmo Iervolino è stato per tanti anni a Pomigliano D'Arco, poi è stato costretto a lasciare quella terra per le sue numerose denunce e ora vive in una frazione vicino Nola. Questa mattina è in piazza Calipari, insieme a don Peppino Gambardella, il prete lavoratore ed ex confessore di Luigi Di Maio, per l'incontro con Papa Prevost.

"Ho scritto questo brano durante la pandemia - racconta don Mimmo - poi ho cominciato a cantarlo a varie iniziative, e anche al Circolo Laudato Sii di Pomigliano. Il vescovo di Acerra, mons. Di Donna, ci ha sempre sostenuto e quando è arrivata la conferma della visita del Papa qui da noi, mi ha chiesto di cantarla proprio davanti al Santo Padre".

"E' una grande emozione cantare 'Si sta terra' qui ad Acerra, il centro della Terra dei Fuochi - prosegue il prete cantante -questa canzone è il grido della terra. Se la terra potesse parlare, cosa ci direbbe? Che è stanca di questi schiaffi che le diamo con l'inquinamento, con la disperazione. Non ho più acqua per dare vita alla vita, non ho più aria, non ho più la forza per contrastare l'uomo ribelle, dice ancora la terra".

"Ma nella mia canzone c'è anche speranza - ribadisce -. E non ci sono solo uomini che sporcano per denaro ma anche persone che credono di ripulire tutto e risorgere. Questa è la speranza che ci portiamo dentro anche se vediamo tanta corruzione e tanta sporcizia, non solo materiale, ma anche sporcizia umana".

La visita del Papa? "Speriamo che si riaccendano tante coscienze - conclude don Mimmo - e ci auguriamo che tanti si sensibilizzino a un tema vitale, come la tutela del Creato e della nostra terra, casa comune dell'umanità".

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Abiogen Pharma nasce nel 1997, ma affonda le proprie radici nella tradizione dell'Istituto Gentili di Pisa, attivo dal 1917. Nel tempo l'azienda ha consolidato la propria presenza nell'area del metabolismo osseo sviluppando un dialogo costante con la comunità scientifica e clinica. "E' stato un cammino assolutamente virtuoso, che nasce dalla collaborazione con la scuola di Verona e col professor Adami, il quale ha avuto un'intuizione, nell'ambito di una collaborazione che spaziava anche su altre molecole, di dirci che effettivamente c'era un grande bisogno medico insoddisfatto che si affacciava per gli anni successivi. C'era necessità di presentare un farmaco esclusivamente con la vitamina D" ha detto Di Martino.

In questo percorso, la vitamina D rappresenta non solo un'area terapeutica, ma anche un ambito di evoluzione scientifica e culturale, legato ai temi della fragilità ossea e della gestione dei pazienti a rischio. Un'evoluzione che oggi si intreccia con una crescente apertura internazionale e con lo sviluppo di nuove competenze e mercati. Ha parlato così Prisca Di Martino, Direttore Commerciale di Abiogen Pharma: "Siamo molto orgogliosi di essere qui oggi in quanto, come leader in questo settore, ci sentiamo in obbligo di essere presenti e di continuare ad investire al fine di mettere a disposizione dei nostri pazienti le migliori soluzioni adeguate ed efficaci, per determinate patologie o fattori di rischio. L'obiettivo di Abiogen, a livello worldwide, è di tipo culturale. La ricerca, la formazione, il dialogo con le società scientifiche sono i pilastri del nostro lavoro quotidiano".

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