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Flotilla, attivisti Australia: puniti per aver smascherato genocidio

di TMNews lunedì 25 maggio 2026
2' di lettura

Roma, 25 mag. (askanews) - "Sono stata picchiata, e quello era solo l'inizio di quattro giorni di vero e proprio inferno, era solo l'inizio di un processo sistematico, sorvegliato e calcolato, volto a punirci per aver osato denunciare la loro follia omicida e genocida": così gli attivista australiani della flotilla per Gaza, dopo essere stati intercettati ed espulsi da Israele, sugli abusi subiti dalle forze israeliane durante una conferenza stampa al loro ritorno a Sydney.

"Sono stata picchiata e quello è stato solo l'inizio di quattro giorni di vero e proprio inferno. Ho guardato negli occhi le persone più spietate dell'universo e non ho ricevuto alcuna risposta. Queste persone devono essere fermate. Il regime sionista di Israele, regime genocida e serial killer, deve essere assolutamente smantellato e Albo (Anthony Albanese), dove sei quando abbiamo bisogno di te?", ha raccontato alla stampa Juliet Lamont, chiamando in causa il primo ministro Anthony Albanese,

"Non era nostro compito essere trascinati su una nave-prigione, essere bersagliati da colpi d'arma da fuoco nel Mediterraneo, essere trascinati, legati con cavi, legati come maiali, ricevere così tanta acqua in faccia da pensare di annegare, e quello era solo l'inizio di un processo sistematico, sorvegliato e calcolato per punirci in modo assoluto per aver osato smascherare la loro follia genocida e serial killer", ha aggiunto.

"Loro sparano in strada, lui continua a essere loro amico. Come possiamo vivere, come possiamo vivere in un mondo sicuro quando il nostro governo continua a definire questo Stato un amico e un alleato? Finché questo Paese definisce Israele un amico, come possiamo essere orgogliosi di essere australiani?", ha dichiarato un altro attivista australiano, Zack Schofield.

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"Il TEF - Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell'aria, dell'acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l'indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità".

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