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Sclerosi multipla, al via settimana nazionale dal 23 al 30 maggio

di TMNews lunedì 25 maggio 2026
3' di lettura

Milano, 25 mag. (askanews) - Dal 23 al 30 maggio torna la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla promossa dall'Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione FISM. Presso l'Hangar Bicocca, per l'evento di AISM "Lo sguardo oltre - Per costruire insieme il nostro domani" grande risalto all'Agenda 2030 della SM: un progetto che punta a migliorare ricerca, diagnosi e qualità della vita delle oltre 150 mila persone che convivono con la malattia in Italia.

Sensibilizzazione, diritti e inclusione: la Settimana Nazionale vuole accendere i riflettori sulle esigenze delle persone affette dalla malattia e sul ruolo delle istituzioni nel costruire un futuro più accessibile e vicino ai pazienti. Ha parlato così Francesco Vacca, Presidente Nazionale AISM: "Nella settimana della sclerosi multipla, ogni anno, noi andiamo sulle piazze proprio a sensibilizzare le persone sulla sclerosi multipla. Quest'anno l'evento grande di questa settimana è il lancio della nostra agenda, dell'agenda 2030 che è uno sguardo verso il futuro. Noi, ogni cinque anni, abbiamo un'agenda che è un documento programmatico, ma non programmatico di AIS, ma programmatico per il Paese, perché noi vogliamo che istituzioni e stakeholder se ne prendano in carico un pezzettino, perché da soli non riusciremo a portare a casa tutto e quindi di conseguenza abbiamo bisogno di aiuto".

Dalla diagnosi precoce alle nuove terapie, passando per la ricerca scientifica: la sfida della sclerosi multipla non si gioca solo nei laboratori e nei centri di ricerca. Ne ha parlato Mario Alberto Battaglia, Presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e presidente della Federazione Internazionale Sclerosi Multipla: "L'agenda 2030 per la sclerosi multipla e le patologie correlate vuole essere una pietra miliare che cambia la realtà di queste malattie per le persone e per le famiglie. Oggi possiamo farlo con i farmaci che ci sono, con quelli che arriveranno, con un buon approccio riabilitativo, con il servizio psicologico, con tutti quei servizi che insieme possono consentire il lavoro, una buona qualità di vita, piena inclusione. Le leggi di oggi vanno applicate, le disponibilità di strumenti ci sono e la persona è al centro di tutte le soluzioni che possono essere trovate e discusse con tutti gli stakeholder. In primis con le reti assistenziali, sanitarie e sociali".

Dietro i numeri ci sono storie quotidiane fatte di ostacoli, forza e voglia di normalità. La convivenza con la sclerosi multipla significa affrontare ogni giorno sfide personali, lavorative e sociali. "Io faccio l'attrice, ci ho messo tantissimo tempo a farmi spazio nel mondo dell'apparire ed è stato molto difficile. Tante porte mi sono state chiuse in faccia ma io, con grande fiducia, ho continuato a bussare alle porte perché voglio fare questo lavoro, voglio continuare a lavorare nonostante la sclerosi multipla perché la protagonista della mia vita sono io e non è lei" le dichiarazioni di Antonella Ferrari, Madrina AISM.

Accesso alle cure, servizi sul territorio e sostegno concreto nella vita quotidiana: chi convive con la sclerosi multipla chiede maggiore attenzione da parte del sistema sanitario e delle istituzioni, per non sentirsi lasciato solo davanti alla malattia. "Credo che l'agenda 2030 ci dia la possibilità di ripensare il sistema cura salute proprio intorno alla persona a 360 gradi, grazie anche ad una leva importante che è quella del progetto di vita che le persone con sclerosi multipla, le persone con disabilità in generale, possono attivare" ha concluso Angela Martino, Testimonianza persona con SM.

Eventi, ricerca e testimonianze per informare e sensibilizzare il Paese su una malattia che colpisce soprattutto i giovani adulti. Il 28 maggio inoltre, l'Agenda SM e patologie correlate 2030 sarà al centro dell'incontro istituzionale alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla.

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"Caracalla danza", coreografie e performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) - Coreografie e movimenti di corpi che si integrano con il sito archeologico, spettacoli che diventano percorsi ed esperienze per il pubblico, in particolare al tramonto.

Torna "Caracalla Danza", festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: dal 26 giugno al 5 luglio il meglio della danza internazionale in una location d'eccezione.

L'edizione 2026 si apre con un'iniziativa site specific, curata da Diego Tortelli, che si è occupato delle coreografie per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina.

La Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro: "Un'opera site specific che si chiama 'Découvert Caracalla'. Una serie di ballerini danzano accompagnati da una violoncellista e si muovono dallo specchio d'acqua attraverso i luoghi, i siti più importanti delle Terme, passando anche attraverso luoghi meno conosciuti come i sotterranei con il mitreo e dunque ci sarà la partecipazione diretta del pubblico, una sorta di movimento fluido che vuole evocare il movimento fluido dell'acqua".

L'evento "Caracalla Danza" ha preso il via proprio da un'installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d'Acqua, inaugurato nel 2024 con la coreografia "Rhapsody in blue", che ora torna ad animarsi, soprattutto con i gioch di luce al tramonto.

Il 30 giugno qui andrà in scena "Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni", tra danza e musica; dal 3 al 5 luglio, infine sono in programma tre spettacoli da palcoscenico ("Preludio" di Diego Tortelli, "An Echo, A Wave" di Philippe Kratz e "Bliss" di Johan Inger).

Gigi Cristoforetti, direttore del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: "Noi siamo abituati a pensare a una danza come un meccanismo perfetto per il palcoscenico, in realtà la danza è fatta di corpi vivi ed è in grado di rendere vivo anche uno spazio".

Quest'anno come partner artistici del progetto ci sono anche il Teatro dell'Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

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"I colori della tempesta", l'uomo che salvò 10000 capolavori da nazisti

Roma, 25 mag. (askanews) - Racconta il "Monument man" italiano, l'uomo che ha salvato circa diecimila capolavori, fra cui "La tempesta" di Giorgione e "La cena di Emmaus" di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti, il film "I colori della tempesta", nei cinema dal 27 maggio.

Il regista Roberto Dordit porta sullo schermo l'incredibile storia di un giovane Sovrintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, interpretato da Simone Liberati, che con pochi mezzi, mettendo in pericolo la propria vita, riuscì a nascondere fino alla fine della guerra opere d'arte che arrivavano da Marche, Venezia, Milano e Roma.

"Lui aveva 30 anni, quindi questo patrimonio ce lo hanno salvato i 30enni dell'epoca. - ha spiegato il regista - Quindi lui con quella che anni dopo chiamò la sua piccola armata Brancaleone, cioè sua moglie, il suo autista, fondamentalmente i custodi di Palazzo Ducale, ne è venuto a capo con molta astuzia secondo me, perché ha dovuto affrontare le SS al momento delle razzie, che non era facile".

Il senso del dovere e l'amore per l'arte hanno guidato Rotondi, che dopo la guerra non ha più voluto parlare di questa storia. Sua figlia Giovanna ha aiutato il regista a ricostruirla. "Lui sostanzialmente si rivolge ai giovani, cioè lui dice: se noi perdiamo queste opere, noi perdiamo questo patrimonio artistico internazionale, di cui non potranno usufruire i giovani" ha detto Dordit.

Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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In RD Congo "204 morti" per ebola, Msf: epidemia 'senza precedenti'

Roma, 25 mag. (askanews) - L'epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo è "senza precedenti" e le cifre sono sicuramente sottostimate: ad affermarlo è il coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (MSF), mentre la conta dei morti nel Paese ha superato le 200 vittime. "La prima sfida è che questa epidemia è senza precedenti. Oggi ci sono più di 700 casi sospetti nell'Ituri", la regione nel nord-est della Repubblica democratica del Congo, al confine con l'Uganda, ha spiegato il coordinatore Msf Florent Uzzeni, ad AFP da Bunia, capoluogo della provincia.

"Di solito - prosegue - quando si interviene in caso di epidemie di Ebola, lo si fa non appena si registrano alcuni casi, ma mai 700. Ci troviamo quindi di fronte a un'epidemia di grandi proporzioni che si è già diffusa in numerose zone. L'epidemia ha colpito anche centri urbani con diverse centinaia di migliaia di abitanti, il che purtroppo ne favorirà inevitabilmente la diffusione", aggiunge. Secondo quanto riferito su X dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sono nel frattempo "oltre 900" i casi sospetti di Ebola, di cui 101 confermati, registrati nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici.

Secondo l'ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l'epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l'inizio dell'epidemia il 15 maggio, con l'Oms che ha conseguentemente attivato un'allerta sanitaria internazionale.

In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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Milano, presentata alla Scala l'Orchestra Nazionale Universitaria

Milano, 25 mag. (askanews) - Per la prima volta in Italia gli studenti universitari hanno una Orchestra Nazionale che riunisce i migliori talenti musicali degli atenei di tutta la penisola. A idearla e a presentarla al Teatro Alla Scala di Milano il presidente e direttore artistico di UniON; Gianluca Scandola. "Io ho lavorato 42 anni alla Scala - ha detto ad askanews - è per me una casa, però questo è un approccio completamente diverso, è un approccio che noi facciamo con i musicisti che probabilmente non faranno il mestiere di musicisti, faranno un altro lavoro, un'altra carriera nella vita, ma noi vogliamo aiutarli a mantenere la loro passione e dargli qualcosa di formativo in più con il contatto con i professionisti, che è molto difficile per un giovane che vive anche lontano da quelli che sono i luoghi di produzione musicale, avere dei contatti con dei professionisti per migliorare la qualità esecutiva e anche per approcciare certi repertori, penso ad esempio a questa sinfonia che noi faremo, la sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak, che tutti conoscono, ma è molto complicata da eseguire, ci vuole un'orchestra, molto grande, ci vuole la conoscenza della pratica orchestrale".

Il progetto dell'Orchestra Nazionale Universitaria, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo e IULM, University Partner, ha lo scopo di dimostrare che è possibile coltivare l'eccellenza artistica insieme allo studio di materie tecniche, scientifiche e umanistiche. "Noi questo vogliamo fare - ha concluso Sandola - dare a questi ragazzi l'opportunità di fare musica per gioia, per il piacere di farlo e approfondire e continuare a fare musica e dire a loro: potete fare il medico, potete fare l'ingegnere e potete rimanere musicisti tutta la vita".

Altri valori che l'orchestra porta avanti sono l'appartenenza, la condivisione e l'inclusione.

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