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Raid israeliani in Libano, una densa colonna di fumo su Nabatieh

di TMNews martedì 26 maggio 2026
1' di lettura

Milano, 26 mag. (askanews) - Una densa colonna di fumo si alza mentre i raid israeliani colpiscono Nabatieh, città del Libano meridionale, e le aree circostanti. Diversi attacchi hanno colpito la zona dopo un avviso di evacuazione senza precedenti emesso da Israele, ha riferito un corrispondente dell'Afp, il giorno dopo che almeno 11 persone sono rimaste uccise in un raid nella parte orientale del Paese. Secondo il media L'Orient-Le Jour sono stati compiuti 33 raid israeliani nel distretto di Nabatieh in un'ora.

L'esercito israeliano ha confermato oggi di aver esteso le sue operazioni di terra contro Hezbollah oltre la "Linea Gialla" stabilita nel Libano meridionale per delimitare un'area sotto il suo controllo.

L'esercito "sta operando in modo mirato oltre la linea di difesa avanzata al fine di eliminare le minacce dirette ai cittadini dello Stato di Israele e ai soldati in conformità con le direttive dei vertici politici".

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Flotilla: appello per liberazione immediata attivisti fermati in Libia

Roma, 26 mag. (askanews) - I 10 attivisti del convoglio via terra della Global Sumud Flotilla sono ancora detenuti. Il profilo Instagram di Maghreb Sumud, che fornisce continui aggiornamenti sulla situazione dei volontari, ha pubblicato un video collage con i volti e le voci dei 10 attivisti, tra cui i due italiani - Domenico Centrione e Leonarda Alberizia - fermati a Sirte dai miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar domenica mentre cercavano di negoziare un avanzamento del convoglio. Da lì sono stati trasferiti a Bengasi, in attesa di giudizio mentre sono stati considerati "potenziali clandestini".

"Da ogni angolo del mondo, e in molti lingue, sono arrivati con un cuore e un obiettivo: raggiungere Gaza con aiuto umanitario", scrive martedì Maghreb Sumud, ricordando che "oggi, sono detenuti, e stiamo ancora aspettando la loro liberazione e rassicurazioni sulla loro sicurezza".

La delegazione dei 10 attivisti (oltre ai due italiani ci sono cittadini di Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay e Tunisia), aveva tentato di negoziare a Sirte il passaggio del convoglio di aiuti umanitari diretto a Gaza.

Ai due italiani fermati, si aggiungono altri 7 connazionali che in Libia sarebbero stati sgomberati dall'accampamento dove si trovavano a Sirte e accompagnati a Misurata per essere rimpatriati; fonti della Global Sumud Flotilla riferiscono che ripartiranno da Tripoli via Istanbul, con arrivo all'aeroporto di Fiumicino domani alle 9,30. Fonti informate riferiscono che il console generale a Bengasi è in attesa di notizie per poter effettuare una visita consolare ai due militanti italiani arrestati.

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Guzzanti intervista Albanese: sanzioni "Usa e getta", sospesa sospensione

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É uscita la notizia "che l'amministrazione americana ha fatto ricorso contro l'ordine di sospensione delle sanzioni richiesto dal giudice", precisa Albanese.

"E siccome abbiamo l'impressione che le notizie su Francesca Albanese in Italia vengono date con un po' di malizia e approssimazione, spieghiamo che non sono gli Stati Uniti che ci hanno ripensato", ribadisce Guzzanti.

"Quello che so è che il governo americano ha fatto appello e adesso automaticamente dovrebbe scattare la sospensione della sospensione. Ci vogliono 15 giorni affinché il giudice d'appello si pronunci. Continuo ad avere fede nel sistema della giustizia. la saga non è finita", conclude Albanese.

Secondo un'ordinanza emessa venerdì 22 maggio, un collegio di tre giudici della Corte d'Appello degli Stati Uniti del Distretto di Columbia ha sospeso l'ordinanza del tribunale di grado inferiore che aveva bloccato le misure annunciate dal segretario di Stato americano Marco Rubio. La sentenza della corte d'appello consente a Washington di "attuare e far rispettare" la designazione di Albanese come cittadina straniera soggetta a sanzioni mentre la corte esamina il ricorso d'urgenza del governo.

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"Sono stati registrati più di 20.000 attacchi, più di 20.000 attacchi, contro mercati, terreni agricoli e sistemi di distribuzione alimentare solo negli ultimi 8 anni. Ciò accade in molti scenari di guerra, certamente a Gaza, dove alcuni cercano di vincere una guerra sottoponendo quella popolazione alla fame".

"Sono, per inciso, gli stessi che la scorsa settimana hanno umiliato, maltrattato e abusato dei membri di una flotilla che stava solo cercando di consegnare aiuti umanitari", ha aggiunto Sanchez, condannando nuovamente il trattamento riservato da Israele agli attivisti della flotilla.

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