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Deschamps: ci vedono già in finale ai Mondiali. Non mi piace affatto

di TMNews venerdì 29 maggio 2026
1' di lettura

Clairefontaine-en-Yvelines (Francia), 29 mag. (askanews) - "La gente sta già pensando al 19 luglio, e questo non mi piace affatto", ha dichiarato Didier Deschamps, allenatore della nazionale francese, che sta iniziando la preparazione per i Mondiali del 2026 al centro di allenamento di Clairefontaine, aggiungendo che "prima di pensare a tutto ciò che accadrà lassù, ci sono passi importanti da compiere".

"Non voglio negare che siamo tra i favoriti. Siamo superiori alle altre nazioni, come prima di ogni grande Coppa del Mondo? Logicamente, ci sono 7 o 8 squadre con quell'ambizione, solo una la raggiungerà - ha aggiunto - Non si tratta di scappare; l'ambizione è essenziale, così come la competitività. C'è una parola importante: umiltà"

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Extinction Rebellion ha fatto sapere che la protesta nella Capitale apre la 'PrimaVera Democrazia', settimana di azioni "che vogliono evidenziare il legame tra crisi ecoclimatica, guerre e crisi della democrazia. Temi che, nella giornata dello sciopero generale convocato da Unione dei Sindacati di Base e da Giovani Palestinesi, sono trasversali alle proteste di sindacati, movimenti e associazioni che chiedono si fermino la guerra, il riarmo e il genocidio a Gaza e denunciano la deriva autoritaria dell'Italia", afferma il movimento ecologista in una nota.

"L'azione simbolica all'Eur vuole denunciare le conseguenze sugli ecosistemi e sul clima delle scelte di politica energetica del Governo, delle attività di estrazione di gas e petrolio da parte di Eni, e degli intrecci con le guerre in corso e la corsa al riarmo. Il verde innaturale assunto dall'acqua grazie alla fluoresceina, un tracciante innocuo che si degrada e scompare in poche ore, simboleggia infatti la distruzione e la morte degli ecosistemi e degli esseri viventi da cui dipende la sopravvivenza stessa dell'umanità", scrivono gli attivisti.

La protesta, spiega Extinction Rebellion, si inserisce in una mobilitazione internazionale promossa da diversi gruppi europei di Extinction Rebellion, Stop Rearm Europe, Ende Gelande e altri movimenti climatici, sociali e antimilitaristi, che inizia questo weekend in Italia, in occasione dell'80 anniversario della Repubblica, e proseguirà con appuntamenti in diverse capitali europee per culminare il 14 giugno a Bruxelles con una marcia e un presidio davanti al Parlamento Europeo.

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Repubblica democratica del Congo, guarito paziente positivo a ebola

Roma, 29 mag. (askanews) - Le autorità sanitarie della Repubblica democratica del Congo (RDC) hanno annunciato che un primo paziente è guarito dall'epidemia di ebola in corso e ha lasciato l'ospedale nella provincia orientale dell'Ituri, la più colpita dal virus.

"Abbiamo appena dimesso una prima persona che ha ufficialmente lasciato il centro di cura dopo essere guarita" ha dichiarato un responsabile dell'Istituto nazionale di sanità pubblica.

Una notizia confermata anche dall'Organizzazione mondiale della sanità mentre il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, si trovava nel Paese. Si tratta della prima persona ricoverata in un centro di cura ad essere stata dimessa dopo due test negativi, dall'inizio dell'epidemia, ha chiarito l'Oms.

Una notizia positiva mentre si cerca di fermare la rapida diffusione dell'epidemia, la 17esima nel Paese, che ha già colpito in tre province congolesi e la vicina Uganda. "Questo Paese ha sconfitto l'Ebola per ben 16 volte. La diciassettesima non sarà diversa. Ma dobbiamo agire ora, insieme", ha sottolineato il direttore generale dell'Oms alla vigilia del suo arrivo nella provincia di Ituri.

Poi, una volta arrivato, Ghebreyesus, ha detto: "Quindi sono venuto qui per mostrare alle comunità di Ituri, del Nord Kivu e del Sud Kivu che non sono soli, e che siamo qui per sostenere e capire il loro dolore, ma comprendiamo anche che hanno l'energia e tutto ciò che serve per fermare questo. Ecco perché sono qui".

Il governo italiano ha chiesto all'Ue "massima attenzione". "L'obiettivo è sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite", ha scritto in una lettera la premier Giorgia Meloni.

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